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TEAC UD503

Recensione, o meglio riflessioni, un anno dopo.

ud503

A circa un anno dalla sua uscita e senza la fretta di doverlo recensire per forza in tempi limitati, cercando di carpire tutte le informazioni possibili in pochi test di ascolto e di laboratorio, mi accingo a riscrivere (dato che pur sempre mio è il primo articolo italiano (ed europeo) sul TEAC UD503 qualche parola su un DAC a mio avviso assai interessante per la sua fascia di prezzo (e non solo).

PREMESSA

Non si può intendere come nuovo di zecca, ma pur sempre il modello nuovo rimane: il TEAC UD503 non sostituisce il TEAC UD501, ma ne ha preso il posto come top di gamma.

RINGRAZIAMENTI

Come sempre più ringraziamenti all’inizio della recensione:

il primo a voi lettori, il secondo ai ragazzi di EXHIBO che sono i distributori per TEAC in Italia, che grazie alla loro professionalità e gentilezza mi hanno permesso di scrivere questa recensione. Ultimo ma non meno importante un saluto e ringraziamento a Gregorio Zito dalle cui mani passano tutti i prodotti TEAC destinati al Bel Paese.

BUNDLE

Il bundle è composto da:

cavo di alimentazione;

un cavetto per la connessione digitale frontale (necessita di un jack 3.5”);

il manuale e la garanzia;

il comodo telecomando.

MATERIALI

TEAC usa su tutte le gamme una struttura in Acciaio ed alluminio spazzolato. L’UD-503 viene riproposto con quel design e materiali che hanno caratterizzato i prodotti TEAC da qualche anno a questa parte.

DRIVER & TEAC HR-AudioPlayer

Il TEAC viene visto dal computer come un’uscita digitale qualora fosse connesso tramite USB. I driver non hanno dato alcun problema con qualsiasi computer e tutti i formati di lettura erano fruibili.

Il Player è fornito gratuitamente da TEAC ai possessori di tale dispositivo, ed è di ottima qualità e facile usabilità, basta inserire in configurazione quale dispositivo TEAC state usando caricare i file dal vostro Hard Disk o dal vostro lettore CD, sedersi comodamente ed abbandonarsi all’ascolto. Veloce nei caricamenti e nel passare da una traccia all’altra.

DESCRIZIONE

ud5031

In primis come sempre eccovi il link al produttore.

Incominciamo dall’elenco di tutta la tecnologia a disposizione del TEAC UD-503 (che è tanta).

Legge sia il formato PCM fino a 32bit e 384kHz, sia il formato DSD 2.8 MHz, 5.6MHz e 11.2MHz

Permette un’upconversion di prima categoria che non solo non altera il segnale, ma concede un pieno dominio sull’upconversion: si può così decidere se non usarla usare un moltiplicatore per 2, per 4 o per 8 con i file in PCM upconvertiti in PCM, ma si può decidere di convertire tutti i file in arrivo al DAC in DSD ad alta qualità: 11.2MHz se il file è in bassa qualità o comunque qualità normale fino a 96kHz, 12MHz se si tratta di un file ad alta qualità (oltre i 96kHz).

Porta con se ben 6 filtri digitali dei quali due dedicati ai segnali DSD e quattro ai segnali PCM. Quelli dedicati ai DSD operano uno a 50kHz e l’altro a 150kHz, per quanto riguarda quelli dedicati ai PCM vanno a modificare sempre il lato estremo della banda audio.

TEAC nel suo nuovo top di gamma dedica attenzione al clock per ridurre ulteriormente il jitter fornendo al TEAC UD-503 ben due clock: il primo dedicato per i segnali 44.1kHz e multipli, il secondo dedicato ai segnali 48kHz e multipli. L’impegno di TEAC non si limita tuttavia a questa soluzione oggi abbastanza comune, ma inserisce anche un ingresso per clock esterni da 10MHz.

Le novità però non sono finite perché oltre ai classici ingressi digitali USB, coassiale e ottico; si trova anche un ingresso analogico opportunamente filtrato da un circuito basato su operazionali N5532A di Texas Instrument. Alcuni di voi si chiederanno a cosa serve un ingresso analogico in un DAC, essenzialmente questo ingresso rende possibile sfruttare il circuito di preamplificazione che è montato sul TEAC anche con lettori CD che non hanno uscite digitali a disposizione.

Non si perdono punti fissi di qualità come l’implementazione dual mono fin dall’alimentazione con alimentatori separati per ogni canale; che rimangono sempre lineari basati su toroidale.

Il design rimane di tipo dual mono, ma questa volta viene proposto in modo molto ordinato lungo tutta la sezione analogica.

I DAC usati sono di Asahi Kasei Microdevice: si tratta del chip VERITA AK4990.

Gli operazionali che sono sfruttati per le uscite analogiche rimangono i MUSES 8820 di NTI e gli N5532A di Texas Instrument come per il vecchio top di gamma, cambia invece completamente lo stadio di buffer basato su FET in configurazione HCLD.

Questo cambiamento ha permesso di creare un DAC che potesse fare da preamplificatore e soprattutto da amplificatore per cuffie senza aver bisogno di altri prodotti a coadiuvarlo dato che può tranquillamente fornire tutto il voltaggio richiesto e tutta la corrente necessaria.

Il potenziometro cambia completamente dato che viene inserito un doppio chip NJW1195A in modo da mantenere la configurazione dual mono.

L’interfaccia USB è invece curata da un chip TI il TMS320C6748 un chip altamente tecnologico gestito per gestire al meglio i segnali audio digitali permettendo anche i calcoli in floating point.

Altre caratteristica è la possibilità di spostare il polo caldo dell’XLR (per intenderci il +) dal polo 2 al polo 3 e viceversa.

Da sottolineare il fatto che se il segnale in ingresso è 352kHz o 384kHz nativo vengono esclusi i filtri digitali.

Infine interessante l’introduzione in questa fascia dell’uso di 3 piedini che rende l’elettronica più stabile e grazie alla configurazione dei piedini pure più isolata da vibrazioni esterne.

TEST

risp thd

Test in un anno se ne fanno praticamente una marea ripropongo quelli che feci durante la recensione, tuttavia si è sempre rivelato un compagno stabile potente e preciso, quindi un paio di grafici sono più nuovi

L’uscita cuffia soffre di una corrente residua praticamente nulla: si sono ottenuti infatti circa 6 nW.

Mentre in alternata fornisce fino a 9 V e 500mA in sbilanciato, mentre in bilanciato tira fuori più di 18V.

Ciò rende possibile l’uso di cuffie particolarmente difficili da pilotare e solitamente dal costo che gi aggira ai 1000 euro o più. TEAC ha però pensato di poter far usare parte del circuito anche come terra attiva permettendo così ancora più pulizia del segnale.

Sul libretto TEAC è anche presente lo schema dei collegamenti del cavo qualora si voglia usare un cavo schermato anche per le cuffie (ma questo è più un’attenzione al mondo dei modder ed autocostruttori … attenzione non comune e certamente ben accetta, e ne tradisce la mentalità professionale che sta dietro questo DAC)

Alle uscite posteriori si ottengono dati simili dato che il circuito è lo stesso, tuttavia i voltaggi d’uscita sono idonei all’uso con altre elettroniche bilanciate o sbilanciate. Inoltre potendo essere usato anche come preamplificatore in bilanciato si ottengono 16V.

La risposta all’impulso è estremamente veloce e decadente andando a dimezzare i tempi di decadimento proposti dal TEAC UD-501.

Si ottiene un bassissimo livello di rumore e una risposta perfettamente lineare anche nel decadimento.

Per quanto riguarda i grafici… c’è poco da commentare: una linearità notevole sia come risposta in frequenza, sia come risposta in fase.

USO IN GAMEDopo quasi un anno i giochi con cui l’ho usato non si contano, l’ho usato in varie occasioni per lo piùù con le cuffie e sfruttando il Dolby Headphone già in mio possesso per simulare il surround in cuffia, ma anche in sala collegato ai miei cari diffusori. Come al solito non credo che sia un pezzo fondamentale per giocare, ma se si deve prendere qualcosa per la musica, esso può essere tranquillamente usato anche in game; le sue molteplici funzionalità lo rendono di certo un prodotto completo anche dal punto di vista ludico, a meno che non si voglia usare il surround 5.1 con i diffusori.

USO CON I DIFFUSORI

Ho avuto la possibilità di comparare l’UD503 a molti DAC, anche più costosi, e si è sempre comportato bene, talvolta uscendone come vincitore anche con DAC del doppio del prezzo se non di più; magari battuto lato alimentazione che si proponeva come più silenziosa, lato naturalezza del suono è sempre stato capace di emergere con una prestazione, chiara, aperta, naturale, mai goffa e sempre estremamente veloce, precisa e descrittiva.

L’accoppiamento migliore lo si fa con strumentazione dual mono, o quad mono, tuttavia per chi volesse usare board stereofoniche non vi è problema, sappia che il TEAC UD503 potrebbe dare di più a livello di definizione e dettaglio.
Analitico e naturale all’UD503 non sfugge nulla di una traccia e la ripropone sempre con estrema naturalezza e compostezza, scovando dettagli e mettendoli non solo al posto giusto, ma anche all’intensità giusta: un lieve pizzichio di corde non si sente più forte di un timpano (a meno che non lo si sia fatto apposta, ma sarebbe una rielaborazione fatta in studio). Insomma l’idea di essere lì presenti è viva ed efficace.
L’estensione spaziale è di prim’ordine; la sua scena è ampia e tridimensionale con un’estensione a 360° tale per cui gli strumenti che suonano su un piano più alto (ballatoio di una chiesa) appariranno realmente suonanti più in alto.
Si è davanti ad un prodotto di prim’ordine dalla riproduzione sonora chiara e luminosa, ma che non teme la gamma più bassa riproducendola sempre con estrema fermezza.
Se vi chiedete come ciò possa essere possibile, dato che dalle mie parole ammetto che si possa scambiare il TEAC UD503 per un prodotto a circa cinque cifre, sappiate che il circuito, con le dovute semplificazioni è direttamente derivato da uno dei migliori DAC a livello mondiale dal costo di 25000€: l’Esoteric D02. I componenti per evidenti motivi sono differenti, ma l’idea alla base è identica… alias se funziona nella fascia hi-end, assai meglio lavorerà sulla fascia più bassa portando nella fascia dei comuni mortali un suono che risulta effettivamente migliore della solita roba.
USO CON LE CUFFIEL’idea di sfruttare lo stesso circuito del DAC anche per l’amplificatore per cuffie permette a TEAC di proporre un amplificatore per cuffie di prima categoria capace di competere con amplificatori per cuffie che costano quanto il DAC TEAC.Ciò permette di pilotare qualsiasi cuffia ad oggi presente sul mercato ad un prezzo di listino di 999 euro.

I parametri elettrici lo propongono come idoneo sia con le basse impedenze, sia con le alte impedenze.

L’ascolto in cuffia ripropone le stesse caratteristiche descritte nell’ascolto coi diffusori, ma permette di aggiungere una riflessione inerente alla spazialità: è un DAC-AMP che dona molto spazio anche in cuffia con un palco molto ben implementato anche senza usare cuffie di altissimo livello, ovvio che ottime cuffie permettono di sfruttare al meglio questo componente, ma l’affiancare cuffie molto base ha permesso di valutare quanto anche da solo fosse capace di donare spazio nella testa di un cuffiofilo.

VIDEORECENSIONE

CONCLUSIONI

Un DAC che fa tutto, legge tutto (a parte i DSD 512 che tanto non ci sono in giro), è altamente personalizzabile, è un concentrato di tecnologia e soprattutto suona bene. Posto ad una fascia di prezzo tutto sommato adatta a tutti gli appassionati (dato che permette di risparmiare per lo meno sul preamplificatore e di togliere di mezzo un paio di cavi) è sicuramente un prodotto ben posizionato.

Lancio uno spolierino… ma senza rovinare nulla (dato che più di quello che sto per dire non so). Nel 2017 da TEAC arriveranno altri prodotti della gamma 503… per ora ci sono DAC e Lettore Network, ma dovrebbero arrivare anche il Generatore di Clock e il lettore CD, per i quali il sottoscritto, conoscendo i prodotti esoteric, è in attesa trepidante.

TEAC UD503

999
10

Costruzione

10/10

    Suono

    10/10

      Completezza

      10/10

        Pro

        • Derivato direttamente da uno dei migliori DAC al mondo.
        • Pieno di nuove tecnologie.
        • Cura costruttiva hi-end.
        • DAC, amplificatore per cuffie e preamplificatore.
        • Dual Mono

        Contro

        • Manca l'ingresso AES. (Questa è l'unica critica seria, le altre sono perchè una non basta ed allora incominciamo a guardare quello che è il pelo nell'uovo... come se fosse un DAC da 45000€)
        • Peccato per l'ingresso coassiale che come tutti gli altri produttori della terra è RCA e non BNC.
        • Gli OPAMP interni non sono intercambiabili, come per il 99% dei prodotti.
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