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Thorens TD203

Recensione

Descrizione

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PACKAGING

Il packagnig è ottimale il giradischi è dentro ad uno scatolone a marchio Thorens, parzialmente montato.

BUNDLE

Il bundle è composto da:

un alimentatore switching 12V e 1A, ottimale grazie all’alta corrente di uscita.

I cavi Phono già integrati nel giradischi.

braccio (per chi non fosse abituato ai giradischi… sappia che non è scontato, o meglio non è scontato sulla fascia alta quindi lo inserisco sebbene sia una parte fondamentale del giradischi)

testina fono rivelatrice Thorens TAS257 (attenzione questo è riportato sul sito, mentre sul manuale dichiarano il vero codice della testina: AT3600L, se ne deriva così che è una Audio Technica; capiamoci è OEM, ma mi chiedo se altri recensori abbiano letto il manuale, valutare quanto esso sia chiaro è necessario).

Bilancina meccanica per regolazione della forza d’appoggio.

Dima per controllare che le operazioni siano state eseguite correttamente.

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MATERIALI E DESCRIZIONE

Come al solito partiamo con il link al produttore: http://www.thorens.com/turntables/drives/td-203.html

Per la descrizione estetica rimando alle foto perché ognuno ha un proprio canone estetico, dico solo che Thorens ha voluto creare un design moderno e accattivante non esente da qualche difetto.

Purtroppo tolto l’ottimo braccio TP 82 la costruzione è talmente semplice da far partire un qualche ragionamento sul prezzo di listino: 1100 euro sono tanti nonostante il braccio, per fortuna lo street price più basso è di 700 euro, un prezzo più idoneo alla qualità complessiva del giradischi.

Il telaio è di tipo rigido, composto da una tavola in MDF laccata (sono disponibili le colorazioni: nero, rosso, bianco).

Il disaccoppiamento è lasciato a tre piedini in gomma molto semplici.

Il piatto è in ABS, un tipo di plastica, nel complesso è molto leggero per poter sfruttare un motore meno potente.

La trasmissione è a cinghia, il motore è ben alimentato ed è regolabile sulle velocità 33 o 45 giri, raggiunge la velocità di rotazione in 5-6 secondi e poi la mantiene regolare.

Il coperchio in acrilico trasparente serve solo per non far appoggiare la polvere sul piatto quando il giradischi non è utilizzato, durante l’uso però deve essere messo da parte, la filosofia Thorens prevede che i loro coperchi non rimangano chiusi durante l’ascolto, e in generale bisogna pulirlo spesso perché la polvere è appunto sempre presente, e si appoggia sul telaio.

Insomma se non fosse per il braccio ottimamente studiato considererei i 700 euro chiesti come street price, come se fosse il prezzo di listino.

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Giustamente ora parliamo del fiore all’occhiello: il braccio. Il TP 82 lungo 9 pollici è di tipo lineare unipivot( faccio notare che Thorens è tra le poche, se non l’unica, a mettere un braccio unipivot in questa fascia di prezzo; solitamente si usano i meno costosi imperniati) è in alluminio e al suo centro reca un anello antirisonante da non toccare, se spostato va riposizionato in fabbrica. È di tipo completamente manuale, ma la levetta per alzarlo è ottima anche per abbassarlo sul vinile, dato che più precisa e delicata della mano. Arriva già montato sulla base e bisogna solo settarlo con i 3 pesi uno per regolare la forza d’appoggio, l’altro per regolare l’azimuth, l’altro per regolare l’antiskating.

La regolazione del giradischi non si fa in cinque minuti come dichiarato da Thorens, ma nemmeno in tre giorni come dichiarato da altri recensori, ci si impiega 15 minuti a far le cose senza eccessiva precisione, se si vuole essere molto precisi, si impiega circa mezzoretta. Necessario dire che una bilancina elettronica è più facile da usare e più veloce di una meccanica, se la prendete (cosa che cosiglio dato che costa poco e vi torna utile con ogni testina) sono pronto a scommettere che i 5 minuti proposti da Thorens possono essere rispettati. Certo la velocità è dovuta anche al fatto che i parametri migliori per la testina in dotazione sono già stati calcolati, ma anche con una testina differente non c’è molto di maniacale da fare se non decidere dove posizionare il peso per l’antiskating (inutile dire che se la testina è simile non c’è da preoccuparsi nemmeno per questo).

Sento già i più accaniti ascoltatori di vinile lamentarsi per difendere la difficoltà di settaggio del giradischi: bene chiedetevi quanti giovani avete avvicinato a questo mondo con il vostro comportamento, probabilmente dovrete contare quanti ne avete allontanati.

È veramente così semplice? La risposta è un inequivocabile SI. In primis non siamo su fasce di prezzo dove la maniacalità può essere applicata con soddisfazione, in secundis le componenti che compongono l’ascolto di un vinile hanno già di per sé errori elevati, non si tratta di un grossolano discorso di “errore più errore meno cosa cambia” è proprio il un binomio che vede intrecciare due fattori fondamentali: il primo ci dice che ascoltare musica è assai più appagante di ascoltare l’impianto; il secondo ci dice che, se poniamo attenzione nel mentre regoliamo ad occhio il tutto, l’errore indotto dallo strumento occhio è inferiore all’errore della costruzione dello strumento. Alias pochi problemi e tanta musica.

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