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Sotto il multimetro: ASIC

Oggi andremo a parlare di un mistico valore qual è l’ASIC, una percentuale che ha confuso e continua a confondere non pochi internauti che almeno una volta hanno toccato una scheda video di recente. asic

È abbastanza semplice risalire all’ASIC della propria scheda, basterà infatti scaricare GPU-Z e cliccare sulla voce “Read ASIC quality…” nel menu a tendina che si aprirà facendo click sull’icona del programma nella barra del titolo del programma suddetto. Notare che anche se la maggior parte delle schede diffuse in commercio è compatibile con questa funzione, al momento GPU-Z non copre la totalità delle GPU, trovate tutti i dettagli qui.

Passando al lato tecnico, scomponiamo l’acronimo ASIC come Application-Specific Integrated Circuit, e cioè un circuito integrato fatto appositamente per adempire a lavori specifici. Non è ben chiaro come il SW si occupi di generare questo valore, che rimarrà tale fino alla morte del chip, quindi non variabile alla modifica di un VBIOS (anche custom), è certo però che esso effettua un’analisi del leakage del un circuito integrato al fine di stabilire che genere di GPU ci troviamo davanti e in questo caso ci viene in aiuto lo stesso GPU-Z con una piccola rappresentazione che rende più che bene l’idea.ASIC

Il tutto viene fatto per stabilire (molto indicativamente) di quanto voltaggio ha bisogno la nostra scheda per raggiungere le stesse frequenze. Esempio: 2 GPU uguali che chiameremo A e B hanno differenti ASIC, A ha un ASIC di 65,3% e B ne ha uno di 87,9%; seguendo la teoria (e ripeto, in linea molto teorica) A, per raggiungere le stesse frequenze di B, ha bisogno di un’erogazione di V più alta e di conseguenza consumerà e scalderà di più rispetto a B, che meglio si presterà ad un OverClock più spinto, scaldando di meno. Inoltre, a seconda della percentuale, avremo a che fare con schede che meglio si prestano al raffreddamento ad aria o a liquido.

Ricordo che un ASIC più alto non corrisponde a migliori performance ma semplicemente vuol dire che il chip richiede voltaggi (e di conseguenza consumi e temperature) più bassi per raggiungere la stessa frequenza operativa.

Detto ciò, mi sento in dovere di dirvi che questo valore, che alcuni ritengono sia addirittura casuale, non è quasi da prendere in considerazione, è qualcosa che resta molto sui generis e pertanto lascia il tempo che trova, prendendo piede nelle compravendite e nei meandri del web dove ancora questi miti hanno tanto da raccontare.