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Timing delle Ram: non solo numeri

Avete appena comprato le vostre nuove ram; avete scelto quelle giuste, con la velocità e il voltaggio compatibile con la vostra scheda madre; addirittura un sovrapprezzo per l’RGB. Ma quando state per inserirle nel loro alloggiamento, notate una serie di numeri sospetti sullo sticker. Cosa saranno mai, avrò dimenticato di guardare qualcosa nella lista di compatibilità?

Non disperate, oggi ve lo spieghiamo noi di HWR! Essi sono i “timing” delle memorie e determinano la prestazione della vostra RAM. Ma molti di voi penseranno che già la sola velocità indicata ci dia un indicazione generica di quanto vada, ma non sempre è vero!

Sebbene la velocità ci dica quante informazioni può ricevere ed inviare la RAM, non ci dice nulla sulla latenza che non è altro che l’intervallo tra un operazione e l’altra. Ecco qui che entrano in gioco i timing che ci dicono quanto velocemente la memoria può essere acceduta prima che le informazioni inizino ad andare nell’iperuranio.

CAS LATENCY

La latenza CAS è il primo dei numeri che troviamo sulla lista. Questo ci indica il tempo che la RAM impiega per rispondere quando ha una richiesta di informazioni. Ma non sono millisecondi, sono in cicli, il che implica che una minore CAS sia migliore. Sappiamo però che le memorie vanno a velocità tutte diverse e dobbiamo metterle in conto se vogliamo sapere, in nanosecondi, la misura. La formula è la seguente: (Latenza CAS/Frequenza della memoria)x2000. Quindi per esempio una RAM meno veloce può avere dei vantaggi in termini di latenza, ma genralmente parlando in uso quotidiano, la frequenza giocherà un ruolo maggiore.

tRCD

Questo è il secondo numero che troviamo e per spiegarvi cosa significa dobbiamo fare un attimo un ragionamento. Dovete sapere che la RAM è divisa come una griglia e il pc deve accedere a una particolare riga prima di trovare la colonna che ha l’informazione. Infatti la sigla significa maccheronicamente “ritardo tra riga e colonna“. Come avrete intuito questo numero indica il ritardo tra l’accesso alla riga e il trovare la colonna che ha l’informazione.

tRP

Esso è il terzo numero che troviamo. Esso ci indica la latenza nell’aprire una nuova riga, cioè il tempo che passa tra la lettura di una riga e l’altra

tRAS

Eccoci finalmente all’ultimo numero. Esso indica il tempo minimo, in cicli, in cui una riga deve rimanere “aperta” per consentire la lettura corretta dell’informazione. Ecco spiegato perché è il tempo con il valore più alto.

Conclusioni

Eccoci arrivati alle conclusioni in cui spiegheremo come tutto questo ha effetti sulle prestazioni. Quando andremo a inserire le nostre RAM nella scheda madre, esse andranno ad una velocità minima per consentire la compatibilità. Dovremmo poi attivare il profilo XMP, che non fa altro che attivare un piccolo chip nelle RAM che abilita la velocità e timing dell’etichetta. Ma con i chipset più avanzati possiamo modificare ogni singolo valore per ottenere il meglio, validarlo con uno stress-test. Per cominciare si raccomanda di diminuire i primi tre valori a incrementi di 1. Validare l’operazione e continuare. Si consiglia inoltre di aumentare il voltaggio delle RAM o del memory controller ma senza eccedere i valori limiti scelti da AMD o Intel. Poi aggiustate il tRAS in base alla diminuzione degli altri (-2 ai valori= -2 tRAS). Validate con lo stress test e…. Voilà!

Però sono un po’ di anni che l’aggiustamento dei timing non porta grandi benefici, anche se come abbiamo tutti visto, con i nuovi AMD Ryzen la RAM sembra giocare un ruolo importante nelle performance. Quindi se avete uno scintillante processore AMD potete cimentarvi in questa operazione (HWR non è responsabile di eventuali danni da voi causati, procedura a vostro rischio e pericolo), sempre che non vi siate stancati di giocare con le luci colorate del vostro pc!

Aggiungiamo in oltre che sono presenti dei timing secondari, che impattano sulle prestazioni in maniera più lieve rispetto ai principali!