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CAVI AUDIO
05-17-2015, 10:15 PM
Messaggio: #1
CAVI AUDIO
Ciao ragazzi e spero anche ragazze;
in questo primo articolo, lasciandomi trasportare dall'aver consigliato a Luigi  di farsi un cavo per le sue cuffie, desidero proporvi un argomento tecnico abbastanza complesso e soprattutto molto discusso: i cavi audio.
Perché? È lecito chiedersi.
In primis avevo già scritto su altri lidi proprio circa i cavi, ma sentivo la necessità di mettere per iscritto in modo ordinato le 12 pagine di appunti pubblicate circa un anno e mezzo fa, affinché tutto fosse fruibile in maniera più semplice per tutti.
In secundis è un argomento che merita di essere trattato non solo tramite ciò che è un forum, ma anche su testate giornalistiche.
<strong>AVVERTENZE</strong>
<strong>Partiamo dalla parte più noiosa: questo articolo non vi renderà degli esperti, se è il vostro primo cavo fatelo semplice e non cercate di creare subito il top dei top pensando di saperne di più degli esperti e di chi i cavi li produce. Per esperienza chi tiene tale comportamento solitamente rompe qualcosa oppure crea vere e proprie schifezze andando incontro a delusioni. Alias se rompete qualcosa non dite che non vi avevo avvisato e soprattutto non dite che non avevo specificato di partire dal semplice.</strong>

<a href="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/pow0110.jpg"><img class=" size-medium wp-image-17127 aligncenter" src="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/pow0110-300x200.jpg" alt="pow0110" width="300" height="200" /></a>

<strong>PREMESSA</strong>
Questo articolo non vi renderà degli esperti, questa è la prima avvertenza: non si vuole intendere con ciò alcuna velleità personalistica, fui accusato di ciò in passato. L’articolo è dedicato a tutti, quelli che hanno già esperienze nei cavi e possiedono delle vere e proprie competenze potrebbero intenderlo come un articolo semplicistico e scarno; tuttavia voglio essere chiaro con tutti e non scrivere un manuale tecnico-teorico sui cavi e voglio essere chiaro anche per chi approccia tale argomento per la prima volta.
Lasciatemi spiegare perché una trattazione sui cavi: non si tratta di essere cavofili e di affermare che i cavi siano la parte più importante; non si tratta nemmeno di voler fare gli esoterici che trovano in un cavo il motivo di vita del proprio impianto. Si tratta invece di affermare che anche i cavi hanno la loro importanza in un impianto audio, se non la avessero qualsiasi cavo atto a trasportare un segnale elettrico andrebbe bene; che i cavi devono essere proporzionati all’impianto e che la scelta di un cavo non è né banale né risolutiva in fin dei conti il cavo deve trasportare il segnale acustico nel modo migliore possibile, ma non può nemmeno trasformare in cenerentola dei diffusori pessimi.

<strong>FONTI</strong>
Due sono le fonti principali, sebbene anche un buon manuale di fisica possa introdurre a tutto ciò mi sono permesso di eleggere due trattazioni presenti on-line come fonti facilmente capibili.
La prima è il sito di Mario Bon Mario Bon laureato in fisica e progettista per Opera Loudspeaker.
Pagine sui cavi:
<a href="http://mariobon.com/Articoli_nuovi/679_cavi_in_generale.htm">Cavi (in generale)</a>
<a href="http://mariobon.com/Articoli_nuovi/680_cavi.htm">Cavi per diffusori acustici</a>
<a href="http://mariobon.com/Articoli_nuovi/681_il_teorema_dei_cavi.htm">Il terorema dei cavi</a>

La seconda fonte è un pelo meno interessante perchè è il sito di Lucio Cadeddu semplice appassionato TNT-Audio - rivista online di Musica e HiFi .
Pagine sui cavi:
<a href="http://www.tnt-audio.com/clinica/cavidiy.html">Cavi audio autocostruiti</a>

<span class="_5yl5">[nextpage title="Un po' di teoria"]</span>

<strong>TIPI DI CAVO</strong>
In ogni impianto audio abbiamo almeno 3 tipi di cavo
1 Cavo di alimentazione: il cavo meno influente nell’impianto e il più semplice da fare.
2 Cavo di segnale: il cavo che permette di trasmettere nel miglior modo i segnali acustici più deboli caratterizzati perciò da una potenza calcolabile in mW.
3 Cavo di potenza: il cavo che permette di trasportare nel miglior modo i segnali acustici caratterizzati da una potenza calcolabile in W.

<strong>OSSERVAZIONI GENERALI SUI CAVI AUDIO</strong>
Poche storie quando si inizia a parlare di un argomento bisogna prima scrivere un poco di teoria.

<strong>GRANDEZZE IMPORTANTI</strong>
<em>Resistività</em>: la resistività è l'opposizione che il cavo oppone al movimento del'onda sonora sotto forma di onda elettrica. Alias meno un cavo è resistivo più l'onda è veloce e meglio è. Si misura in Ohm

<em>Impedenza</em>: l’impedenza è la parte variabile della resistenza, è infatti la resistenza che un cavo oppone al segnale acustico in base alla frequenza di questo. Alias meno il cavo è impedente più le varie frequenze scorreranno a pari velocità. Si misura in Ohm.

<em>induttanza</em>: l’induttanza è la proprietà elettromotrice di un campo magnetico che si oppone allo scorrimento di corrente, si misura in Henry ed è una proprietà tale per cui se supera certi valori trasforma il cavo in un filtro passa basso. Se si cerca la risposta massimamente piatta deve essere d i 10 μH o inferiore.

<em>Capacità</em>: è pensabile come la capacità di un cavo di immagazzinare segnale. E' importante che la capacità non sia più alta di quella dell'amplificatore. Più il cavo è lungo più la capacità aumenta... usate i metri necessari e non abbondate troppo... tenendo presente che la capacità si calcola in picofarad al metro quindi ne avete a disposizione veramente un bel po'.
Insomma la presenza di queste grandezze contemporaneamente ci fa comprendere come il cavo non sia una scelta facile poiché tende, per sua natura, a comportarsi come un filtro passabanda, è quindi necessario che la banda passante sia almeno quella audio, anche se una risposta massimamente piatta richiede che il cavo possa essere idoneo a trasportare segnali fino ad almeno 4GHz.

<strong>MATERIALI</strong>
Qui ci si può sbizzarrire c'è chi li farebbe in oro o in materiali ancora più pregiati...
Come si può notare dalla tabella pubblicata da Mario Bon tuttavia sarebbe meglio usare un volgare cavo in rame che presenta una resistività minore.
Comunque i materiali migliori sono essenzialmente 3 ognuno dal costo differente
Il migliore è l'argento caratterizzato da minore resistività 0.0159 ohm al mm2, ma costoso
Tuttavia un buon cavo solitamente è fatto in rame LC OFC con resistività 0.0168 al mm2
al terzo posto troviamo i vari tipi di rame che solitamente compongono i normali cavi elettrici la resistività è compresa tra i 0.0172 e i 0.0179 al mm2, valori comunque più che accettabili.
Per farla breve, se il budget non è un problema andate pure dei primi due; se invece lo è, un normale cavo in rame progettato secondo geometrie ottimali riesce a dare comunque un’esperienza entusiasmante.

<strong>POTENZA</strong>
La potenza dei cavi come si può vedere sulla tabella del sito di Mario Bon è un problema che sembra inutile. Un cavo di soli 0.5 mm2 trasporta 250 W una misura di tutto rispetto... però rimane abbastanza necessario non avere un solo cavo che si occupi di muovere i nostri diffusori, ma averne almeno un paio in parallelo per mandata.
Il fatto infatti non sta tanto nella potenza in sé quanto nella possibilità per un auto costruttore di creare geometrie ottimali sfruttando più cavi.

<strong>EFFETTO PELLE</strong>
L'effetto pelle è un fenomeno che dà notevoli problemi causando ritardi e perdite soprattutto in gamma alta. Legato al raggio del conduttore: praticamente più aumenta la sezione più i problemi in gamma alta aumentano.
Come si può notare dalla tabella un buon cavo audio deve essere di sezione massima 0.7mm2

<strong>ELETTROMIGRAZIONE</strong>
E' un fenomeno da calcolare quando si parla di nanometri e di tensioni elettriche elevate...
quindi da autocostruttori possiamo non porci tali problemi dato che in un cavo di potenza non si hanno tensioni di norma superiori ai 24V e soprattutto non usiamo i nanometri.
La questione importante circa l’elettromigrazione è inerente quei cavi composti da più materiali. I cavi in rame ricoperti d’argento sono da evitare poiché favoriscono tale effetto invogliando gli elettroni a saltare nello strato d’argento, mentre cavi stagnati sono preferibili poiché gli elettroni “preferiscono” rimanere nel rame.
Attenzione però, è un effetto valido quando ci sono più conduttori a contatto tra loro.

<strong>EFFETTO PIEZOELETTRICO</strong>
E' il fenomeno per cui un materiale cambia forma in presenza di un campo eletromagnetico... anche qui passiamo che mica stiamo costruendo una centrale elettrica

<strong>EFFETTO MAXWELL</strong>
E' speculare all'effetto pelle, infatti avviene alle basse frequenze, praticamente più il cavo è sottile meglio le basse frequenze viaggiano per il cavo... c'è un piccolo problema: le frequenze di cui stiamo parlando sono nell'ordine inferiore all'Hz, quindi non in banda audio.

<strong>EFFETTO MAXWELL WAGNER</strong>
Se volete immergere i vostri cavi in un liquido con cariche libere (anche l'acqua va bene) dovete assolutamente tenerlo presente... onestamente non vedo perché ci si debba complicare il già duro lavoro.

<strong>MATERIALI ISOLANTI</strong>
Qui un unico consiglio: evitare il PVC che col tempo rilascia ioni di Cloro che si legano al rame... rovinando il cavo. Usare PP o PE o altro. (Se però avete già metri e metri di cavo elettrico in casa non preoccupatevi ed usate pure quello: l'autocostruzione è anche l'arte dell'arrangiarsi)

<strong>GEOMETRIA DEI CAVI</strong>
Riduce l'induttanza dei cavi... non aspettevi miracoli ulteriori al già basso livello di induttanza di un cavo di lunghezza sensata.

<strong>SCHERMATURA</strong>
Raccoglie i disturbi esterni al cavo impedendo loro di giungere al conduttore... valori dichiarati al 100% non sono possibili... è la prima cosa che dicono agli studenti al primo anno di Fisica... dichiarare il 100% è molto più comodo. Più un cavo è schermato più è isolato da disturbi esterni, però già una quadrupla schermatura da livelli di schermatura superiori al 99% in condizioni normali... l'autocostruzione è sempre cum grano salis; a meno che viviate all'interno di una centrale elettrica aggiungere schermature ingrosserà il cavo e alleggerirà il portafoglio.
<strong>CAVO SOLID CORE O MULTI STRANDS</strong>
Il cavo solid core è più duro, ma non subisce l’ossidazione dei refoli.
Il cavo multi strands è più morbido, ma deve essere preferibilmente stagnato per evitare il fenomeno dell’ellettromigrazione tra gli strands.

<span class="_5yl5">[nextpage title="Cavi di potenza"]</span>

<a href="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/pow0110.jpg"><img class="aligncenter wp-image-17127 size-large" src="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/pow0110-600x400.jpg" alt="pow0110" width="600" height="400" /></a>

<strong>CAVI DI POTENZA DALLA TEORIA ALLA PRATICA</strong>
I cavi di potenza sono i più facili da costruire dato che la terminazione può essere il semplice cavo spelato e non è necessario saldare un connettore; inoltre sono dei cavi che permettono un immediato apprezzamento uditivo del loro lavoro.

<strong>OSSERVAZIONI GENERALI SUI CAVI DI POTENZA AUTOCOSTURITI</strong>
La prima osservazione che faccio è che essendo una guida di autocostruzione non si vuole dire che i cavi di potenza di importanti aziende non siano migliori, ma che con una spesa minore si può avere comunque un buon cavo e dipendentemente dal cavo usato si può ottenere un cavo paragonabile a quelli delle migliori aziende.
La seconda osservazione è che la guida è dedicata a tutti quelli che non hanno la possibilità di pagare 50 e passa euro al metro di cavo.

<strong>SCHERMATURA NEI CAVI DI POTENZA</strong>
Schermatura si o schermatura no?
Domanda abbastanza fuorviante se presa senza un contesto.
La schermatura isola il cavo, mai al 100% sporcizie se presenti si raccolgono sempre; da ciò si potrebbe dire che la schermatura è necessaria... tuttavia ci sono vari se e ma che come sempre intervengono a complessificare l'argomento.
1 se il cavo passa vicino a fonti di campi elettromagnetici (altri cavi, alimentatori elettrodomestici)... va schermato
2 se il cavo diventa particolarmente lungo sarebbe meglio schermarlo

Ponendo tuttavia la situazione ideale con cavi che non passano vicino a fonti elettromagnetiche, e che sono di lunghezze inferiori ai 20 metri (solitamente i cavi più lunghi arrivano a 5 metri) la regola d'oro è pensare al proprio impianto e da lì decidere se si vuole la schermatura. Per la maggior parte degli impianti la schermatura dei cavi di potenza non è necessaria, e se proprio c'è qualcosa da schermare sono i cavi di segnale.
Perchè? La risposta deriva dal fatto che un cavo di segnale porta energia calcolabile in mW, uno di potenza porta invece energie di un ordine di grandezza 1000 volte maggiore.
Quindi la schermatura sui cavi di potenza non è strettamente necessaria ma è un di più apprezzabile solo se si dispone di un impianto hi-end.

Se si decide di adottare una schermatura quale adottare? E soprattutto quante schermature adottare?
La schermatura migliore e più facilmente reperibile è quella formata da una calza intrecciata; quante adottarne lo stabilisce l'impianto e le necessità, solitamente è meglio adottare una schermatura a singola calza, massimo due se si decide di tenere anche il foglio di alluminio.

<strong>CAVI DI POTENZA CONSIGLI</strong>
Abbiamo visto che la potenza trasportata più è meglio è (entro certi limiti), che l'effetto pelle è sempre dietro l'angolo.

La potenza aumenta con la sezione, ma l'effetto pelle intercorre a partire da 0,7mm2... come fare?
Mettere in parallelo più cavi è la risposta. Praticamente basta prendere già due cavi elettrici di sezione 0.5mm2 ed avete salutato l'effetto pelle, inoltre prendete due piccioni con una fava perché mettendo i due cavi in parallelo la potenza si somma.

Ma mettendo in parallelo la capacità si somma!!!... abbiamo visto che la capacità deve essere entro i limiti dell'amplificatore
Che fare? a meno che abbiate cavi veramente lunghi ovvero più di 10 metri la capacità rimane sempre sotto controllo.

Si potrebbe giustamente obiettare che la sezione è troppo piccola e quindi il cavo sarebbe eccessivamente resistente, bene tale obiezione non tiene conto di due fattori importanti: la resistenza e l’induttanza se in parallelo diminuiscono.

Mi permetto di fare un copia incolla dagli scritti di Mario Bon Questo messaggio può essere visualizzato solo dagli utenti registrati. Registrati cliccando qui.
Realizzare un cavo di buona qualità non è difficile: basta prendere un conduttore AWG10 in rame OFC e isolarlo con una guaina in polipropilene o polietilene. Se viene realizzato e terminato seguendo le regole base un cavo simile è già molto buono.
Per migliorare ulteriormente il miglior compromesso per ottenere un buon rapporto qualità/prezzo è il seguente: la sezione può rimanere AWG 10 da realizzarsi con un multistrand formato da trefoli stagnati di diametro minore di 0.9 mm (per esempio 0.5 mm). Lo stagno ha due funzioni: protegge il rame da ossidazione ed inquinamento e si comporta come una sorta di guaina conduttiva. Uno dei problemi dei cavi multistrand è il passaggio di elettroni da uno strand all’altro. Questo passaggio innesca dei micro archi voltaici che generano rumore. Se lo strand è rivestito di stagno gli elettroni (piuttosto che attraversarlo) preferiscono rimanere nel rame che ha conducibilità maggiore.
Quando il diametro del filo + minore di 0.9 mm non c’è effetto pelle fino a 20kHz. Il cavo multstrand con strand stagnati presenta caratteristiche meno estreme del Litz ma è anche più lineare.
In risposta a chi vuole sempre un cavo solo e una grossa sezione rimando ancora una volta a Mario Bon
Mitici Cavi
in essenza: volete un cavo singolo che suoni bene? che non dia i problemi dati dall'effetto pelle e i problemi dati dall'usare un solo cavo di sezione adatta a prevenire tale effeto? non volete neanche seguire la guida e il consiglio qualità/prezzo di Mario Bon... bene usate un cavo da 15mm2.

<strong>CAVI DI POTENZA COSTRUZIONE</strong>
Essenzialmente propongo cinque cavi di potenza facilmente fattibili.
1 Cavo star
2 Cavo torciglione
3 Cavo treccia
4 Cavo tripla treccia disordinata
5 Cavo tripla treccia ordinata
<strong>CAVO STAR</strong>
Nome altisonante ma veramente semplice da auto costruire; rimando a questa pagina Autocostruiamoci un cavo di potenza
Essenzialmente è necessario semplicemente il cavo quadripolare e connettere i cavi a due a due.
Una variate potrebbe essere nel caso in cui usiate cavi multipolari con 6-8 conduttori; in questo caso sarà necessario collegare i cavi a 3 a 3 o 4 a 4.
<strong>CAVO TORCIGLIONE</strong>
Per questo cavo sono necessari 2 conduttori.
Il primo passo è quello di segnare delle tacche ogni X centimetri con X variabile tra 1cm e i 2cm. Queste tacche servono per tenere sotto controllo le rivoluzioni (giri completi) del cavo: la prima tacca è quella di mezza rivoluzione la seconda è quella di rivoluzione completa.
Anche qui le varianti sono con più conduttori... sono un po' più complesse ma fattibili bisogna avere più accorgimenti nell'avvolgere tra loro i cavi ma si può fare.

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<strong>CAVO TRECCIA</strong>
Per questo cavo sono necessari 3 conduttori.
Si tratta essenzialmente di intrecciarli come fosse una treccia fatta coi capelli.

<a href="https://www.youtube.com/watch?v=RLDjhRxQthA&amp;list=PLS9_WSdyo4CmrBxQ_Qg5uuruDAQQuOzLF&amp;index=2">Video</a>

<strong>CAVO TRIPLA TRECCIA DISORDINATA</strong>
Per questo cavo sono necessari 9 conduttori.
Essenzialmente bisogna creare 3 treccie distinte e poi intrecciare queste 3 treccie tra loro.
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=RLDjhRxQthA&amp;list=PLS9_WSdyo4CmrBxQ_Qg5uuruDAQQuOzLF&amp;index=3">Video</a>

<strong>CAVO TRIPLA TRECCIA ORDINATA</strong>
E' più una variante della treccia, ma metterlo solo come variate, data la qualità maggiore, mi dispiaceva.
Essenzialmente si possono avere dai 6 conduttori in su.
Lo scopo è creare una treccia con questi conduttori mettendoli a gruppi di due o più.
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=uqIJoPzb0WU&amp;index=4&amp;list=PLS9_WSdyo4CmrBxQ_Qg5uuruDAQQuOzLF">Video</a>

<strong>AVVERTENZE</strong>
1) Fare i cavi della lunghezza necessaria e non superiore... soprattutto quando state creando cavi con più conduttori... ricordate la capacità!
2) Fare con calma
3) Partire dal semplice, se è il vostro primo cavo non andate oltre i tre-quattro conduttori
4) Cavi con almeno 3 conduttori sono particolarmente indicati nel caso di predisposizione dei diffusori al biwiring

5) I cavi in questa guida sono intesi come MONO ovvero vanno fatti due cavi uguali uno per il + ed uno per il -

6) I cavi devono essere tutti di pari lunghezza

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<a href="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/DSCN5212.jpg"><img class="aligncenter wp-image-17129 size-large" src="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/DSCN5212-600x450.jpg" alt="DSCN5212" width="600" height="450" /></a>

<strong>CAVI DI SEGNALE DALLA TEORIA ALLA PRATICA</strong>
I cavi di segnale sono cavi un pelo più complessi da fare perché bisogna avere quasi per forza un saldatore a stagno, i connettori RCA a crimpare sono veramente pochi, se poi ci volgiamo verso i jack, a crimpare, non ne ho mai visti.

<strong>OSSERVAZIONI GENERALI SUI CAVI DI SEGNALE AUTOCOSTURITI</strong>
La prima osservazione che faccio è che essendo una guida di autocostruzione non si vuole dire che i cavi di segnale di importanti aziende non siano migliori, ma che con una spesa minore si può avere comunque un buon cavo e dipendentemente dal cavo usato si può ottenere un cavo paragonabile a quelli delle migliori aziende.
La seconda osservazione è che la guida è dedicata a tutti quelli che non hanno la possibilità di pagare 100 e passa euro al metro di cavo.

<strong>SCHERMATURA NEI CAVI DI SEGNALE</strong>
La schermatura, come già scritto, isola il cavo, ma mai al 100%; le sporcizie se presenti si raccolgono sempre. Se per un cavo di potenza la schermatura può tranquillamente non essere presente, in quelli di segnale è necessaria. Ciò deriva dal fatto che banalmente se il segnale nel cavo di potenza è dell’ordine dei Watt, nel cavo si segnale è nell’ordine dei milliWatt e quindi più debole. La schermatura permette di proteggere questo debole segnale acustico, debole ma fondamentale perché se roviniamo questo siamo a posto già appena dopo la sorgente.
Di maggiore interesse può essere la domande circa quante schermature siano necessarie… bene ci sono cavi anche con 16 e più schermature… il fatto è che già due buone schermature bastano e schermano oltre il 99.99%.

<strong>CAVI DI SEGNALE CONSIGLI</strong>
Con i cavi di segnale bisogna tenere a mente un fattore fondamentale: un cavo semplice funziona meglio di un cavo ultracomplesso, soprattutto quando non si dispone di un laboratorio.
Ancora una volta bisogna tenere presente l’effetto pelle: le perdite si sommano, mica si prende la perdita maggiore e basta per dire quanto perde un impianto. Questa volta però mi sento di consigliare cavi di massimo 0.5mm2, si possono anche considerare i cavi di sezione minore, ma attenti ad esagerare perché bisogna comunque ottenere un cavo veloce e dalla bassa capacità, quest’ultima meglio farla rimanere nell’ambito dei picofarad (per questo consiglio di evitare geometrie troppo complesse).

Ancora una volta cavo solido o trefolo? Il solid core è meglio, ma rimane strutturalmente più fragile di un cavo a trefoli.

Altri consigli che ritengo importanti sono inerenti alla capacità, e alla resitenza.
La capacità deve essere bassa, per ottenere una bassa capacità: usare cavi il più corti possibili e che sfruttino il minor numero di conduttori possibili.
Per ottenere una bassa resistenza: usare dei cavi il più grossi possibili, tenendo a mente il massimale di 0.5mm2 di sezione per non incorrere nell’effetto pelle.
Per dare un riferimento pratico prendo il solito RG58 che praticamente tutte le aziende producono. Questo cavo è composto da un conduttore più calza, ha una sezione di 0,48mm2, è caratterizzato da una resistenza di 50ohm al kilometro (0,05 ohm al metro) e caratterizzato da una capacità di 101 pF al metro.
Qualsiasi cavo con parametri minori va bene, il consiglio è di guardare tra i cavi per strumenti tra cui si trovano cavi anche migliori del solito ultra consigliato RG58.

<strong>CAVI DI SEGNALE COSTRUZIONE</strong>
Essenzialmente ci sono tre tipi di cavi di segnale:

1 cavi sbilanciati: sono i meno costosi e i più facili da trovare, non hanno verso.
2 cavi semibilanciati: sono solitamente costosi (100 euro almeno), hanno verso.
3 cavi bilanciati: di vari tipi, non hanno verso

Questi tre cavi nascono con intenzioni differenti:
i cavi sbilanciati sono cavi che nascono per il grande pubblico costano poco e sono i più impiegati, quelli che costano 5 euro sono inascoltabili, quelli che costano 20 sono già meglio, ma quelli che costano 50-100 euro sono follie pure dato che il cavo sbilanciato è quello di minore qualità.
I cavi semibilanciati nascono per scopi puramente hi-fi suonano meglio dei cavi sbilanciati puri, ma nulla hanno a che vedere con i cavi bilanciati, infatti, corrispondono a cavi sbilanciati complessi, inutile dire che arrivano a costi anche a 3 zeri.
I cavi bilanciati nascono per ovviare alle problematiche del settore professionale; su un palco i cavi spesso viaggiano assieme ad altri cavi e non solo di segnale, ma anche di alimentazione e di potenza, ne consegue che il cavo raccoglie molti disturbi e non solo per pochi metri, ma anche per alcune decine. Il cavo bilanciato nasce per eliminare i disturbi permettendo di inviare due segnali inversi (uno + e l’altro -) così da poter scartare il rimanente dalla differenza che è il rumore accumulato e andare a lavorare solo sul segnale. Gli amplificatori bilanciati si possono infatti più correttamente definire: amplificatori della differenza. Solitamente in casa non si necessita di tale caratteristica, che tra l’altro costa sempre notevolmente per via di un raddoppio dei canali: infatti il destro occupa due canali e il sinistro altrettanti.

<strong>Ora passiamo a come realizzarli:</strong>
Quanti cavi servono?

Il cavo sbilanciato prevede 1 o più cavi per il conduttore mentre la calza andrà a massa. È un cavo semplice da fare perché sia il conduttore sia la calza saranno collegati sia dal lato sorgente, sia dal lato amplificatore. In pratica basta un cavo schermato.
Il semibilanciato prevede 1 o più cavi per il conduttore, in ugual numero i cavi che andranno a massa e la calza andrà a massa. Per creare il cavo semibilanciato ci vuole un po’ più di attenzione: il conduttore va sempre connesso da ambo i lati, i cavi di massa anche, la calza invece va collegata solo dal lato sorgente, lato amplificatore va isolata (nessun materiale particolare basta il nastro da elettricista) … pena caricare troppo l’amplificatore e farlo oscillare o anche romperlo. Anche qui secondo il classico schema:

sorgente --- conduttore segnale --- amplificatore
sorgente --- conduttore massa --- amplificatore
sorgente --- calza

In pratica 2 cavi schermati o un cavo schermato a due conduttori.
Il bilanciato torna ad essere assai semplice da ricreare perché i conduttori vanno collegati da ambo i lati ponendo attenzione al fatto che il + va col + (ovvero il polo caldo), il – col – (ovvero il polo freddo), e il cavo control va sul control.
In pratica o 3 cavi o un cavo apposito come quelli microfonici.

Che connettori?

i connettori diciamo che sono essenzialmente di tre tipi:
JACK che possono essere da 3,5 o da 6,3 sono di vari tipi:
mono, che portano un solo canale alla volta + massa (puntale = segnale, corpo = massa)
stereo, che portano due canali alla volta + massa (puntale = sinistro, anello = destro, corpo = massa)
bilanciati, che sono esattamente i jack stereo solo che in questo caso il circuito sarà differente (puntale = polo caldo, anello = poolo freddo, corpo = control).
RCA sono lo standard più usato quando si vuole un po’ di qualità in più, veicola un solo tipo di segnale è infatti un connettore mono.
XLR sono i connettori per i cavi bilanciati hanno 3 poli anch’essi.

<strong>AVVERTENZE</strong>
sono sempre le solite:
1) Fare i cavi della lunghezza necessaria e non superiore... soprattutto quando state creando cavi con più conduttori, ricordate come si comporta la capacità!

2) Fare con calma, la fretta fa fare le cose male.

3) Partire dal semplice, se è il vostro primo cavo non cercate di eguagliare cavi da 1000 euro scendete a cavi da 100 che le soddisfazioni sono comunque tante e apprezzabili.

5) I cavi in questa guida sono intesi come MONO ovvero vanno fatti due cavi uguali uno per il canale destro e l’altro per il canale sinistro.

6) I cavi devono essere tutti di pari lunghezza (ben ovvio che un millimetro in più o in meno non è mortale e ben al di sotto dell’udibile)

Vi lascio ancora un paio di video:
<a href="https://www.youtube.com/playlist?list=LLL4VpxKKytnDYpwh4dUq1mQ">Video 1</a> - <a href="https://www.youtube.com/watch?v=r-j-E7n6GwY&amp;index=2&amp;list=PLS9_WSdyo4CkqzSo4jT6ruPQvIJ3WInk_">Video 2</a>

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<span class="_5yl5">[nextpage title="Cavi di alimentazione"]</span>

<a href="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/DSCN7477.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-17130" src="http://hwready.it/wp-content/uploads/2015/05/DSCN7477-600x450.jpg" alt="DSCN7477" width="600" height="450" /></a>
<strong>CAVI DI ALIMENTAZIONE DALLA TEORIA ALLA PRATICA</strong>
In essenza:
<strong>ricordo che giocare con la 220V è pericoloso... ne va anche della vita... alias se non sapete che fare non fate che è meglio (tuttavia credo che con la dovuta guida un cavo non sia una cosa pericolosa da fare non improvvisatevi esperti e chiedete... se vorrete fare qualcosa che va oltre il cavo probabilmente se non avete esperienza vi beccherete un sonoro NO, ma questa è la vita).</strong>

Questa volta parto dal video:

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In primis mi scuso per un'informazione scorretta perchè nel video dico sezione 2.5mm2 danno 500W .... di W ne porta 1500 circa... pardon

<strong>OSSERVAZIONI SUI CAVI D’ALIMENTAZIONE</strong>
1) cambiare il cavo d'alimentazione non è sempre necessario, magari ha più senso farlo con dispositivi dal valore superiore ai 500 euro, tuttavia è un qualcosa che si può fare spendendo poco, con 6 euro massimo vi fate un cavo come quello mostrato in video.

2) cambiare il cavo d'alimentazione non è la panacea di tutti i mali, è il cavo che meno ha effetti sull'impianto dato che non va a modificare in modo profondo il suono, a meno di non possedere cavi d'alimentazione particolarmente scarsi.

tenute a mente queste due regolette possiamo passare ai consigli più consci del fatto che vogliamo farci un cavo d'alimentazione NON perché ne abbiamo strettamente bisogno, ma perché VOGLIAMO farci un cavo d'alimentazione... che essenzialmente spendendo molto poco va a funzionare in modo assai simile a cavi da più di 100 euro spendendo molto meno

<strong>IL CAVO</strong>
Il cavo... bhè se guardate i cavi dell'ENEL non hanno nulla d'audiofilo: sono in acciaio e sono lunghissimi;
sono anche di dimensioni notevoli per poter trasportare per lunghe distanze l'energia.
Ovviamente tali cavi sono sottoposti ad invecchiamento, intemperie etc... Il primo dato da scegliere quando si sceglie un cavo d'alimentazione non è il parametro miracoloso che permetterà al metro o due di cavo che andremo ad usare di risolvere qualsiasi problematica legata alla rete d'alimentazione... alla fin fine sarà solo un metro o due in più di una rete lunga decine di chilometri.
Sono due i fatti da considerare:
1 materiale: se è rame è meglio. Prendetelo cotto, crudo, LC OFC quello che volete e che vi fa sentire più a posto con voi stessi... ricordate sono 2 metri in più in una rete che è più vecchia e disastrata del vostro cavo.
2 sezione: più è grosso... meglio è; ma con un po' di senno un cavo da 1.5mm2 porta 700W, un cavo da 2.5 ne porta 1440W... 9mm2 circa 10000W e così via (ok usare anche qui un cavo da 15mm2 è sicuramente una dimostrazione di forza... ma se necessitate di un tale cavo forse vi conviene strutturare l'impianto in maniera differente)

Scusate l'ironia sulla sezione... ma come al solito ci vuole più testa che dimostrazioni di forza, il senso è che... dovreste vedere che cavi portano energia alle vostre prese di corrente (non fatelo avrete al max cavi da 4-6 mm2) usare un cavo che porta più del doppio della potenza di quella che vi da la presa non risolve nulla... tanto la presa ve ne darà sempre 3000-5000 ovvero quelli che vengono portati dal vostro impianto (teorico, perché poi ci sono da considerare le prese etc); insomma il discorso è quello di prima... ci vuole testa perchè io posso anche creare un cavo che mi porta 15000W... ma poi se prima di quel cavo ho un cavo da 1.5mm2 la situazione non cambia e sempre 700W possono arrivare... e poi c'è da considerare le prese quelle anche abbastanza buone in commercio ad un costo onesto arrivano a 2.5mm2 , 4mm2 se va bene... se si vuole salire... sale anche molto il costo e da 5 euro saliamo tranquillamente a 45 euro o più.

<strong>IL CONNETTORE</strong>
Il connettore audiofilo VUOLE:
1 rame
2 oro
3 possibilità di innestare cavi di sezioni enormi
4 materiali innovativi e futuristici

Bene... riguardate fuori dalla finestra ed ammirate nuovamente i cavi dell'ENEL... ripensate alle prese di casa vostra...
Avete veramente bisogno di un connettore che costa tra i 45 e i 250 euro??? Se si... va bene sarete in pace con voi stessi e la guida vale comunque, in caso contrario se la vostra risposta è no forse avete già capito il connettore che serve:
un connettore che sia ben fatto, resistente, magari placcato in un qualche materiale che permetta alle spine di non ossidare e infine che accetti cavi di almeno 2.5mm2.
Tutto qui? Si tutto qui non servono connettori esoterici... o meglio non a chi ha compreso l'impianto elettrico di casa sua.

<strong>NUMERO DEI CAVI E GEOMETRIA</strong>
Se volete un cavo un po' diverso dal normale (magari più per motivi estetici che altro) potete pensare a twistare o intrecciare i cavi... gli effetti sono gli stessi ottenuti sui cavi di potenza e sui cavi di segnale... MA non apportano migliorie nette rispetto al cavo singolo.
Per rispodere alla domanda: quanti cavi?; usate ancora la testa e ricordate che se non volete spendere 50 euro solo per la spina il vostro connettore non accetterà sezioni pari ai cavi dell'Enel... essenzialmente i cavi devono essere 3 (linea, terra e neutro) poi volete fare 3 cavi da 2.5mm2 , 6 da 1.5mm2 ricordate di non superare la sezione accettata dal vostro connettore.
Per quanto riguarda la geometria, alla fin fine dipende da quanti cavi avete potete twistarli, intrecciarli e dargli la geometria che preferite, anche la geometria più raffinata non migliorerà la vostra rete elettrica, in commercio ci sono anche cavi tripolari già internamente twistati... insomma il consiglio è solo uno:
TENETE A MENTE LA SEZIONE ACCETTATA DAL VOSTRO CONNETTORE E CHE IL METRO DI CAVO CHE ANDRETE A FARE È PER LO PIU' ININFLUENTE SERVE SOLO AD AVERE UN CAVO MIGLIORE DI QUELLI IN COMMERCIO E CHE RISPONDE MEGLIO ALLA RICHIESTA DI PICCHI ENERGETICI E ALLA DINAMICA DELL'IMPIANTO... CHE POI CI ANDIATE A SPENDERE 600 EURO O SEMPLICEMENTE 6 E'ALTAMENTE PROBABILE (99%) CHE SUONERANNO UGUALI.
<strong>SCHERMATURA NEI CAVI D’ALIMENTAZIONE</strong>
Serve la schermatura su questi cavi?
Essenzialmente no, se devono scorrere vicini a quelli di segnale però è consigliabile, non tanto per proteggere l’alimentazione, quanto per isolare ulteriormente la sezione di alimentazione. Il consiglio migliore? Tenete ben lontani i vostri cavi di segnale dai cavi di alimentazione e non vi dovrete preoccupare di reperire cavi s’alimentazione con 42 schermature.
<strong>ALTRI CONSIGLI IN GENERALE</strong>
Per concludere sui cavi d’alimentazione aggiungo alcune altre osservazioni.
Ho problemi di linea sulla mia rete di alimentazione, un cavo può risolvere il problema? Se badate ai produttori di cavi e connettori la risposta è chiaramente che il metro di cavo è risolutivo, anzi che guarda caso loro hanno prodotto una spina, un connettore o un cavo che risolverà ogni problema di rete. Un tale prodigio della tecnica ovviamente costa una cifra minima di 500 euro, considerando che i cavi da cambiare sono almeno due (sorgente ed amplificatore per cuffie), credo che ristrutturare l’impianto elettrico di casa sia una spesa di gran lunga più sensata.
L’altra soluzione è quella di dotarsi di un gruppo di continuità, cosa che può essere fatta anche senza che ci siano grossi problemi sulla linea. Quattro le cose importanti in un UPS : continuità rispetto alle interruzioni di rete (grazie alla presenza di batterie),filtro antidisturbo, stabilizzazione della tensione, protezione dalle extra-tensioni tramite disgiuntore.

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<strong>CONCLUSIONI</strong>
Ci avviamo ora verso le conclusioni di questo lungo articolo, ciononostante sebbene le cose fondamentali siano state trattate, è stato affrontato forse un decimo di quanto si potrebbe dire circa i cavi.
Tuttavia nelle conclusioni mi preme ricordare che:
1 - un buon cavo deve essere trasparente e per esserlo deve essere adeguato.
2 - un cavo adeguato può anche essere un cavo semplice l’importante è non perdere la testa e rimanere obiettivi, per rimanere tali la fisica è sempre pronta a darci una mano.
3 - un buon cavo è utile, MA non può costare più di tutto l’impianto.<br /><a class="wordbb-full-post" href="http://hwready.it/audio/cavi-audio_17126.html" title="CAVI AUDIO">Continua a leggere CAVI AUDIO sul sito!</a>
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