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Prey – Recensione

La storia di Prey risale al lontano 2006 quando Human Head Studios diede alla vita suddetto gioco, inizialmente per PC e successivamente per Xbox 360, MacOS, Linux ed iPhone. Nel 2011 venne annunciato ufficialmente il seguito, sviluppato sempre dalla stessa software house, ma nell’ottobre 2014 il progetto venne cancellato fino a quando, nell’E3 2016, Bethesda ed Arkane Studios annunciarono la sviluppo della rivisitazione del gioco originale. Il 5 Maggio 2017 l’intero mondo ha accolto Prey in versione PC, PlayStation 4 ed Xbox One,

TRAMA

Ci troviamo su Talos 1, una stazione di ricerca situata nei pressi del satellite terrestre. Acquistata dalla Transtar Corporation, Talos 1 è il luogo in cui avvengono la ricerca e lo sviluppo dei neuromod, degli impianti in grado di modificare la struttura del cervello umano in modo da permettere alle persone di assorbire i poteri dei Typhone, organismi alieni pericolosi ed ostili.

In questa avventura vestiremo i panni di Morgan Yu, ricercatore reclutato da suo fratello Alex per lavorare al progetto neuromod. Durante una serie di test di routine, qualcosa va storto e uno dei ricercatori viene aggredito da una massa aliena uniforme. Ci ritroviamo così all’interno della stazione completamente soli, senza memoria, con degli alieni ostili che ci attaccheranno a vista e con uno sconosciuto che ci guiderà all’interno di Talos 1. Il nostro obbiettivo sarà quello di scoprire cosa vogliono i Typhone e distruggere la stazione in modo da spedire gli orrori contenuti in essa nello spazio più oscuro e profondo.

GAMEPLAY

Se avete apprezzato in passato BioSHock e Dishonored non potete non farvi piacere anche Prey, perchè il suo gameplay è un rifacimento a quello di questi due titoli. Ci troviamo di fronte ad uno shooter in prima persona con una componente RPG estremamente forte, infatti possiamo farci strada lungo Talos 1 utilizzando una qualsiasi arma da fuoco che troveremo in giro per la mappa, oppure possiamo brandire il cannone Gloo, una speciale pistola in grado di immobilizzare momentaneamente i Typhone nemici per poi colpirli con forza bruta utilizzando la chiave inglese. Possiamo insomma giocare Prey utilizzando qualsiasi approccio che più ci piace, dal tattico e riflessivo cercando di sfruttare al meglio quello che l’ambiente ci circonda oppure farci strada a suon di piombo (io preferisco di la seconda anche se le munizioni saranno difficilmente reperibili a patto di crearle mediante degli appositi macchinari). Il gioco ci sprona così all’esplorazione della mappa e alla raccolta degli oggetti, questo perchè ogni oggetto che troveremo ha una sua determinata funzione e combinato insieme ad altri utilizzando l’Assemblatore daranno vita a consumabili essenziali per lo svolgimento del gioco, come kit medici, kit per riparare la tuta, e munizioni.

Come detto poco fa Prey presenta una componente RPG estremamente forte, e sin dal primo istante il gioco ci mette davanti ad un bivio ovvero il sesso, il nostro Morgan potrà essere sia maschio che femmina. Questo in termini di gameplay non è alquanto influente. Durante il corso della nostra avventura utilizzando i neuromod che verranno impiantanti nelle cavità oculari, possiamo personalizzare il nostro personaggio come più ci pare e piace, è presente infatti un albero delle abilità molto ramificato e variegato. Possiamo trasformare il nostro Morgan in un temibile hacker, in un combattente provetto oppure in un energumeno in grado di sollevare e scagliare per aria qualsiasi cosa. Successivamente possiamo anche imparare le abilità dei Typhone, questo una volta acquisito lo Psicoscopio un macchinario in grado di scansionare gli organismi nemici per carpirne i punti deboli e le abilità. Equipaggiare troppe abilità aliene, oltre che a portare innumerevoli vantaggi come mimetizzarsi tra gli oggetti o scagliare potenti scariche di energia, porta anche alcuni svantaggi, infatti le torrette sparse in giro per la mappa che inizialmente ci saranno di grande aiuto, potrebbero scambiarci per dei Typhone e una volta localizzati ci inizieranno a sparare senza remunerazione. Oltre a tutto ciò abbiamo anche a disposizione vari chip da equipaggiare alla nostra tuta che andranno ad aggiungere delle abilità passive.

La nostra avventura si divide in quest principali molto differenti tra di loro che difficilmente annoieranno e in quest secondarie anch’esse molto variegate che ci spingeranno ad esplorare completamente Talos 1. Prey offre anche un buon livello di sfida, infatti a difficoltà media ci troviamo di fronte ad un gioco impegnativo, dove per forza di cose spesso vedremo la morte di Morgan il che ci porterà ad un cambio di approccio. Molto buona anche l’intelligenza artificiale dei nemici che si differenzia a seconda della tipologia di alieno che avremo davanti e anche dal contesto.

COMPARTO TECNICO

Prey è stato sviluppato utilizzando il famoso CryEngine 3, motore grafico proprietario di Crytek reso noto per aver dato vita a Crysis 3 uno dei giochi tecnicamente più all’avanguardia e più esoso in termini di requisiti, tant’è che tra l’utenza PC per sapere la mascolinità di una macchina era nata la domanda “Ma ci gira Crysis?”. Questo non è il caso di Prey, perchè rispetto alle altre produzioni che utilizzano il CryEngine 3 esso non brilla per qualità tecnica, o meglio gli sviluppatori non hanno puntato al foto realismo come spesso accade negli ultimi titoli, ma oltre a questo il gioco tecnicamente è davvero ben realizzato e con texture in alta risoluzione. Troviamo una direzione artistica molto simile a quella vista sul primo Bioshock con ambienti cupi e scarsamente illuminati in grado di dare un senso di angoscia perenne come se qualcosa di brutto potesse accaderci all’improvviso. Anche l’audio è di altissimo livello con una colonna sonora in grado di catturarci ed immergerci completamente nel gioco e anche di farci balzare dalla sedia con un cambio improvviso di traccia quando ci sbuca all’improvviso un nemico.

Ho avuto la fortuna di provare Prey nella sua versione meglio riuscita, ovvero quella PC. Il gioco con preset “Molto Alto” è estremamente leggero, questo per via di un’ottimo sviluppo ed ottimizzazione del codice, a singola 1080Ti a risoluzione 3440×1440, ovvero WQHD, il framerate è quasi sempre inchiodato sui 100 fotogrammi per il secondo, mentre in 4K si attesta tra i 60 e 70 fps.

CONCLUSIONI

Arkane Studios è riuscita a superarsi di nuovo sfornando un titolo magnifico che sicuramente andrà a porsi tra uno dei migliori titoli di questo 2017. Anche se il titolo non è tecnicamente all’avanguardia, riesce ad offrire un gameplay molto variegato caratterizzato da un buon livello di sfida e da degli ambienti davvero suggestivi così come la colonna sonora. Su PC il titolo è qualcosa di eccezionale, uno dei titoli, forse il titolo meglio ottimizzato di questa prima metà di 2017, in grado di girare al massimo delle impostazioni con un ottimo framerate anche nelle macchine non estremamente performanti.

Se siete alla ricerca di una nuova avventura non fatevi scappare Prey!

Grafica: 7.5/10

Gameplay: 9/10

Audio: 9/10

Storia: 9/10

Overall: 8.6/10

 

 

 

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