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The Technomancer – Recensione

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Data di rilascio: 28/06/2016

Sviluppatore: Spiders

Editore: Focus Interactive

La vita umana è un esperimento dall’esito incerto” – C. G. Jung –

Questa massima del noto scrittore di fine ‘800 riassume egregiamente quello che Spiders cerca di fare da anni coi suoi titoli: esperimenti, combinazioni di generi popolari per dare ai suoi giochi quel tocco in più che altrimenti può essere riconosciuto solo spaziando da un titolo all’altro; il 26/04/2013 ci provò con Mars: War Logs, ora ci ritenta con The Technomancer. Quale sarà il verdetto?

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Requisiti minimi:

Windows 7/8/10 (solo versioni 64-bit)

Processore: AMD FX-4100 o Intel i5-2500

Ram: 4 gb

Scheda video: 1gb directX 11, AMD HD 6950/Nvidia GTX 560

Memoria hard disk: 11 gb

Connessione internet: solo per l’attivazione, il gioco non ha Multiplayer

Configurazione di Test:

Windows 10 64-bit

Processore: Intel i7 5820k @ 4,4ghz

Ram: 16 gb

Scheda video: CrossFire AMD Fury X (non attivo, il gioco non supporta multi-gpu)

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Prestazioni e impatto sull’hardware:

Il titolo non ha bisogno di una Dreammachine per girare fluido in ogni occasione, anche se è possibile impostare la risoluzione a 3840x2160p si tratta in realtà di textures FHD in upscaling: una singola gpu di fascia alta (come la Fury X nel nostro caso) se la cava egregiamente garantendo valori sopra i 60 fps costanti persino in 4k; non sono comunque esenti saltuari drop di prestazioni e lag inspiegabile, soprattutto quando ci si trova in mezzo ad una notevole renderizzazione di particle effects: un problema che non è stato ne’ affrontato ne’ risolto neanche con l’ultima e unica patch rilasciata nel mese di Luglio del 2016.

Il Vsync è d’obbligo, il motore grafico del gioco gestisce molto male le frequenze che eccedono quella nativa del monitor ed il tearing diventa subito evidente se vengono superate le specifiche del pannello; dulcis in fundo, anche i tempi di caricamento sono rapidi persino su hard disk e si può tranquillamente risparmiare spazio sui preziosi ssd.

 

L’audacia di Spiders

La comunicazione non è ciò che diciamo, bensì quello che arriva agli altri” – Throsten Avener –

Launch Trailer by Focus Home Interactive 

E’ stato accennato prima, ora verrà esplorato nel dettaglio: lo sviluppatore Spiders ha tentato, come già fatto in precedenza con Mars: Log Wars, di combinare più generi e meccaniche RPG di successo in un’unica formula; nel primo titolo i punti di riferimento furono indubbiamente Dragon Age: Origins e The Elder Scroll V: Skyrim, quindi lo stile narrativo di Bioware ed il combattimento d’azione in un sandbox di Bethesda.

The Technomancer s’ispira ancora una volta ad uno o più titoli Bioware (Dragon Age: Inquisition o la serie Mass Effect), ma la meccanica di combattimento rientra decisamente in quella definita ed esplorata ampiamente dai vari Batman e introdotta con Arkham Asylum.

Mars: War Logs soffrì immensamente del divario tecnico e grafico dei giganti coi quali si confrontava all’epoca, l’idea buona che stava alla base del prodotto ed una narrazione decorosa non diedero al titolo armi sufficienti per sfondare e (purtroppo) rimanere nella memoria della maggior parte degli utenti; The Technomancer è destinato alla stessa ingloriosa fine o ha le possibilità per emergere (e far emergere Spiders) nel genere RPG?

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La Trama:

Pianeta Marte, distopico futuro non troppo lontano in cui la colonia ha perso ogni contatto con la Terra (presumibilmente devastata da qualche guerra che ha ridotto la civiltà allo stadio primitivo) e potenti corporazioni minerarie si sono divise il territorio all’ombra delle mortali radiazioni: l’atmosfera è ancora in uno stato embrionale di formazione, al di fuori delle città schermate da cupole protettive si viaggia solo di notte o lungo degli Shadow Path (percorsi d’ombra) che permettono di ripararsi dai raggi solari.

Il protagonista è Zacariah, un uomo con un passato vissuto tra espedienti sufficienti a farlo sopravvivere che si scopre possedere le abilità necessarie a diventare un Tecnomante: un guerriero che eccelle nel combattimento in mischia e può incanalare terribili poteri elettrici per sopraffare i suoi avversari; viene addestrato dall’Ordine in Abundance, una delle città-corporazioni più potenti e influenti di Marte e istruito ai segreti dell’Arte che impara via via a padroneggiare sempre meglio.

Tuttavia Zacariah si trova ben presto impelagato in una politica trasversale, meschine lotte per il potere in un menage a trois estremamente pericoloso: l’insulare Ordine dei Tecnomanti, iperprotettivo verso i suoi membri ed i suoi segreti che cerca di nascondere alla stessa leadership di Abundance; il Governo despotico e militarista di Abundance stessa, in guerra con i propri vicini e desideroso di trasformare la servitù dei Tecnomanti in vera e propria sottomissione; ed infine i Ribelli, gruppi di dissidenti d’ogni estrazione sociale che cominciano pian piano a prendere sempre più confidenza attaccando apertamente lo Status Quo.

Come reagirà Zacariah a questo turbine di eventi che lo vedrà risucchiato al suo interno? Sceglierà di mantenere la stabilità di Abundance per affrontare meglio i nemici esterni dopo aver sconfitto quelli interni, o appoggerà le fiamme della Rivoluzione per garantire un futuro migliore a tutti i suoi abitanti?

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Ciò che a Spiders è riuscito…

Come già accennato il gioco è molto leggero e fluido, non ha difficoltà a girare anche su configurazioni datate, inoltre le texture del protagonista (con annesse armature personalizzabili) sono di ottima qualità; anche le espressioni facciali non sono male ed il doppiaggio risulta brillante in certi momenti e contesti.

La formula delle risposte multiple tutte vocalizzate aiuta l’immersione e la caratterizzazione del personaggio stesso e rende più piacevole seguire le inevitabili cutscenes in un gioco di questa portata; anche i commenti in background dei compagni di viaggio, a seconda della location e delle proprie azioni, aiuta a rendere l’atmosfera più coinvolgente e viva, mutabile.

Il sistema di combattimento è una versione rivisitata della formula Batman: tasto principale del mouse per colpire, tasto secondario per schivare/scansare; c’è l’aggiunta dell’uso massiccio di abilità utilizzabili via shortcuts per il lancio delle skill ed una modalità slow motion (alla Inquisition) che permette di selezionare meglio gli obiettivi durante il combattimento tanto per il proprio personaggio quanto per i propri compagni.

e le ciambelle senza buco

In alcuni frangenti la grafica è a dir poco scadente, le texture di molti ambienti e personaggi di contorno sembrano riportare a tecnologie vecchie di anni: questo va a vantaggio della fluidità, ma i fondali statici, animazioni in bassa risoluzione e rendering al minimo sindacale degradano l’esperienza di un gioco che nel 2016 non è tecnicamente all’altezza dei titoli con i quali va a confrontarsi.

I dialoghi sono molto spesso “ad esaurimento”, non ci sono delle vere e proprie scelte di carattere: sono righe di risposta che possono essere selezionate una dopo l’altra fino a quando il personaggio non avrà più nulla da dire e la conversazione finirà; il doppiaggio scade a tratti nel ridicolo e perde in qualità, alcuni attori di contorno sono totalmente immemorabili e piatti, e le Romance (si, ci sono anche quelle) fanno più danno che altro (per come sono state strutturate).

Il combattimento è incomprensibilmente difficile e non per una questione di abilità di chi vi si approccia: la difficoltà non fa altro che aumentare la resistenza ai danni degli avversari e diminuire quella del personaggio giocante, l’Intelligenza Artificiale non modifica il suo comportamento; la patch di Luglio ha infatti moderato questa difficoltà perché anche a livello Narrativo (la scelta che molti casual fanno per godersi la trama senza dover ripetere le battaglie più dure) il gioco risultava troppo punitivo.

La trama inoltre è debole e le scelte che si possono fare sono estremamente limitate e circostanziate: è raro che una decisione o una risposta di dialogo influenzino DAVVERO ciò che accade in gioco e lo sviluppo della storia sembra seguire un binario predefinito dal quale è impossibile scostarsi.

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Conclusioni

Questo titolo era atteso da una fetta d’utenza a dir poco di nicchia ma amante di un genere scarno di alternative: RPG vecchia scuola ad ambientazione Cyberpunk; già col primo titolo, Mars: War Logs, Spiders si era inserita in un settore vacante di proposte, ma come allora… beh, duole dirlo, ma anche in questa occasione ha mancato l’obiettivo.

Il comparto grafico mostra tutti i limiti tecnici e di budget dello sviluppatore e la trama, che avrebbe dovuto compensare, si rivela quantomeno conflittuale e immatura, così come non riesce a creare alcun attaccamento verso l’ambientazione e gli attori che si propone di presentare.

Si tratta dell’ennesimo prodotto dalle grandi potenzialità sprecate, un feto in continuo divenire che non scorge mai l’attimo del parto: i progressi rispetto al primo titolo ci sono indubbiamente, Spiders è migliorata negli anni ed ha offerto un prodotto di qualità certamente superiore, ma non è ancora sufficiente; troppe lacune, troppe sviste. Troppa fretta? Difficile, in questo preciso contesto, dare colpa anche a quella.

 

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