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Titanfall 2 – Recensione

Singleplayer

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La campagna singleplayer è incentrata sugli eventi che narrano le gesta del fuciliere Jack Cooper della Milizia, il suo sogno è diventare un pilota: un combattente molto abile nel corpo a corpo, nelle schermaglie con armi da fuoco e, suo punto forte, nell’interfacciarsi coi Titan, robot alti sei metri dal potenziale bellico degno di nota!

La sua vita viene completamente stravolta nel momento in cui un’incursione per conto della Milizia sul pianeta Typhoon fallisce: il suo mentore, nonché maestro e pilota Titan, il capitano Lastimosa perde la vita in combattimento. Proprio in quel momento decide di passare il comando e l’interfaccia del suo Titan “Bravo Tango-7274 (BT-7274)” nelle mani del semplice fuciliere. Inizia così l’avventura di Cooper e di BT, dovranno cercare di sopravvivere, ricongiungersi alla Milizia e cercare di ostacolare i piani dell’IMC che, intanto, sta tramando un’oscuro piano, il tutto condito da un’insolita “amicizia” che, nel tempo, lega i due protagonisti.

La modalità singleplayer non dura molto, si completa facilmente nel giro di 5/6 ore ma è in grado di rapire il giocatore mettendolo alla prova con le numerose sfide che gli pone: non esistono solo sparatorie ma ci sono anche puzzle ambientali che alle volte risultano veramente ostici! I combattimenti sono difficili il giusto: alle volte si muore e sarà necessario rivedere il proprio approccio, gli scontri con il Titan, poi, sono sempre appaganti: schiacciare i nemici con la propria stazza non ha prezzo anche se, un cospicuo numero di nemici unito a mini-boss e boss di livello, può mettere in serio pericolo la vita del proprio Mech. 

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