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Wolfenstein II: The New Colossus – Recensione

Finalmente siamo tornati a vestire di nuovo i panni di B.J. Blazkowicz nel seguito diretto dell’avventura che tanto ci fece emozionare anni addietro. Wolfenstein II: The New Colossus riprende esattamente l’avventura da dove l’avevamo lasciato, ovvero con un B.J. ormai ridotto in fin di vita ma che grazie al suo atto eroico riuscì a distruggere il Deathshead e liberare l’Europa dalla presa Nazista che tanto opprimeva i popoli di ogni nazione del vecchio continente.

Dopo 5 mesi di coma troviamo il nostro Blazkowicz diverso da quanto visto sul primo capitolo, tormentato dai fantasmi del passato e soprattutto sulla sedia a rotelle con il petto dilaniato. Nemmeno il tempo di realizzare ciò che è successo che subito ci troviamo sotto fuoco nazista, con il Martello di Eva, il sottomarino rubato ai tedeschi nel primo capitolo, abbordato dalle forze del Führer. Nel tentativo di liberare il sottomarino, B.J. si impossesserà dell’esoscheletro Da’At Yichud che li permetterà di reggersi sulle sue gambe e di salvare i commilitoni. Una volta impadronitosi nuovamente del Martello di Eva, i nostri eroi faranno fronte verso il nuovo continente per sopprimere l’oppressione nazista, concedendosi anche una scappatella su Venere, si esatto proprio il pianeta, dove B.J. si troverà faccia a faccia con niente nientepopodimeno che il Führer stesso.

Wolfenstein II: The New Colossus ripropone le stesse meccaniche del predecessore, ovvero sparare all’impazzata e farsi largo tra le file nazista. Il gameplay risulta frenetico ed estremamente divertente ed è possibile abbracciare anche l’approccio stealth sfruttando il level design delle ambientazioni in modo da poter proseguire durante il corso dell’avventura uccidendo i nemici silenziosamente, cosa che in un titolo come questo, trovo abbastanza noiosa. L’intelligenza artificiale dei nemici è molto reattiva e sveglia, offrendo un buon livello di sfida soprattutto se giocato al massimo livello di difficoltà. Se rimaniamo troppo tempo fermi dietro un riparo, i nemici ci accerchieranno, costringendoci a muoverci molto rapidamente come se fossimo in un FPS arena. I nemici sono abbastanza variegati e spaziano dai soldati semplici, a quelli corazzati dotati di lancia fiamme, mitragliatrici rotanti o armi in grado di emettere fasci laser. Purtroppo in questo nuovo capitolo non troviamo le boss fight a parte qualche robottone supercorazzato di dubbia difficoltà, ma ci ritroveremo a sparare solo a orde di soldati e generali.

Le armi sono praticamente le stesse del primo capitolo, tutte quante interamente personalizzabili mediante l’apposito menù una volta raccolti i pezzi che ci occorrono. Anche qua sarà possibile impugnare due armi contemporaneamente e sparare all’impazzata facendoci sentire quasi invincibili, fino a quando non ci troviamo morti a terra. Il cambio armi nella versione PC avviene mediante la pressione del numero inerente all’arma, se si preme due volte ne equipaggeremo due, o utilizzando la rotella del mouse, sistema ormai un po’ datato e macchinoso.

Per quanto concerne il lato tecnico, i ragazzi di MachineGames con Wolfenstein II: The New Colossu hanno svolto un lavoro davvero encomiabile! Le location sono tipiche dell’immaginario futuristico che veniva proposto a quei tempi, un misto tra lo steampunk e architettura degli anni 60, caratterizzate da ambienti claustrofobici e cittadine ridotte ad un cumulo di macerie.

Il titolo risulta essere uno dei meglio ottimizzati di questo 2017, grazie anche all’utilizzo delle strabilianti API Vulkan che abbiamo potuto già apprezzare in passato con Doom. Ottimo anche il doppiaggio in italiano dei personaggi principali, mentre quello dei secondari risulta essere un po’ fiacco. Ottima anche la colonna sonora con delle musiche che riescono a creare perfettamente la giusta atmosfera in ogni situazione. Gli sviluppatori hanno introdotto inoltre il supporto alle risoluzioni meno convenzionali, come quelle con aspect ratio 21:9 e 32:9, oltre al supporto per il multimonitor. Abbiamo provato il titolo a risoluzione 3840×1080 pixel, purtroppo per via dell’assenza del supporto per sistemi multi gpu, abbiamo utilizzato una singola 1080ti registrano 120 fps di media con ogni impostazione al massimo livello, una cosa davvero sbalorditiva.

Wolfenstein II: The New Colossus ripropone tutti gli aspetti positivi che avevamo visto con il primo capitolo lasciando invariata la formula divertente e frenetica che tanto avevamo apprezzato. Una story line coinvolgente ed esplosiva ci accompagnerà per tutte le 10 ore di gioco, caratterizzate da innumerevoli sparatorie, ambienti suggestivi e una colonna sonora mozzafiato. Se avete apprezzato il primo capitolo o se siete amanti degli fps vecchia scuola, di certo non potete farvelo mancare!

 

 

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