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JVC HA-SZ2000-E

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I tuffi nel passato continuano e credo che anche nei prossimi giorni andranno avanti (FiiO X1, Shure SRH840,940,1540, Takstar Hi2050, Superlux HD685 che arriveranno così come sono, mentre superlux HD681B, HD681EVO e Asus Xonar U7 verranno riscritte )

RINGRAZIAMENTI
I ringraziamenti come al solito vanno a voi lettori, che sopportate le mie puntigliose sfilettate ad aziende e recensori compiacenti.
A Marco Rossi Product Manager per JVC Italia, che mi ha permesso di recensire questa ed altre cuffie JVC.
Ed ovviamente a JVC stessa.

PREMESSE
Mi sento in dovere di fare una premessa perché il mio parere circa queste cuffie è cambiato ad un certo punto della recensione; all’inizio avevo grandi aspettative circa questa cuffia (anche troppe), ed ero stato visibilmente deluso da queste, le mie stesse impressioni erano state provate anche dalla mia fidanzata e da un mio caro amico, inoltre erano state comprovate da dei grafici certamente non esaltanti. Tuttavia c’era del buono in questa cuffia quindi ho voluto dedicare abbastanza attenzione a queste cuffie, insomma il livello e la cura tecnologica era tale che non mi permetteva di mettere velocemente una pietra sopra. Ho notato che l’ascolto cambiava di volta in volta quando le indossavo, ok la psicoacustica … ma qui era troppo non potevano cambiare così tanto dando a volte alti e medie non esaltanti e altre volte essere a posto senza problematiche e al test di risposta in frequenza dare una risposta molto interessante … ma una cosa alla volta parliamo prima della cuffia.

UNBOXING

DESCRIZIONE
Questa volta voglio dare due link
Il primo è la pagina di presentazione standard della cuffia: http://www.jvcitalia.it/product.php?id=HA-SZ2000-E&catid=100184
Il secondo è la presentazione più curata e più interessante che ne da JVC: http://cdn.jvcitalia.it/szfxz/
La prima cosa che appare interessante è che queste cuffie siano basate su due driver uno da 50mm e l’altro da 30mm entrambi sfruttando tecnologie basate sul carbonio.
Come possiamo notare queste cuffie presentano una tecnologia trasportata direttamente dal mondo dei diffusori; chi mi conosce sa che non amo i Bass Reflex, tuttavia vedere trasportato il metodo Kelton nel mondo delle cuffie è sicuramente un fatto di notevole interesse e non di poco conto.
Il metodo Kelton prevede di sfruttare solo l’onda anteriore chiudendo in sospensione pneumatica il driver, ciò permette maggiore pulizia del suono, e un po’ meno di virtualità di questo, inoltre se adeguatamente studiato permette di ottenere una risposta in basso particolarmente controllata e lineare.
Tuttavia JVC non si ferma qui, oltre ad implementare il metodo Kelton sa bene che in una cuffia potrebbe presentare qualche problematica di troppo, quindi ha deciso di adottare un Doppio Bass Reflex così da aumentare acusticamente il decadimento della risposta del driver, infatti il driver da 50mm è efficace solo sulle basse frequenze (sotto i 200-250 Hz) mentre il resto dello spettro audio è affidato al driver da 30mm.
Importante è far notare che è stato pensato non solo di implementare un Doppio Bass Reflex, ma anche un Bass Reflex non affidato ad un solo condotto. La prima camera è infatti affacciata sulla seconda tramite 3 condotti reflex, la seconda camera è interfacciata all’orecchio tramite due condotti relfex, ironicamente dato le minime dimensioni, mi viene quasi a pensare a due linee di trasmissione lillipuziane, ma non lo sono, anche se credo che il secondo condotto così lungo non sia solo per motivi di reflex.
Anche la costruzione della stessa cuffia è ideata per eliminare risonanze e vibrazioni indesiderate.
Infine permettetemi un ultima puntualizzazione sui driver in carbonio, o meglio con membrane in carbonio, l’utilizzo di tali driver permette una pulizia del suono presente in cuffie di fascia superiore.
Passando alle specifiche riporto quelle presenti sulla scatola:
lunghezza del cavo: 1.2 metri
peso: 485 grammi
risposta in frequenza: 4-29000Hz
impedenza: 24 ohm

PACKAGING

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Il packaging non è estremo, ma comunque da un buon design. Si tratta di una scatola in cartone nero, inserita in una scatola in cartoncino su cui sono riportate un immagine dalla cuffia, la spiegazione di essa ed ovviamente alcune specifiche.
All’interno troviamo un elegante panno su cui poggiano le cuffie.
Come dicevo nulla di estremo, ma comunque elegante nella sua semplliciità.

BUNDLE
Il bundle è minimo si tratta di un sacchetto per contenere le cuffie.

MATERIALI

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I materiali ci sono e si sentono, vi sono parti in metallo (all’inizio cigolano un po’ ma dopo un po’ di uso il cigolio sparisce) e parti in plastica molto robusta. Il peso denota comunque la qualità generale dei materiali e JVC per creare queste cuffie basate sul metodo Kelton non ha certamente lesinato su nulla da questo punto di vista. Anche il cavo è molto curato infatti è un Silver coated OFC (Oxigen Free Copper) al fine di assicurare un’elevata velocità di trasmissione, inoltre è studiato per trasportare dai 4Hz ai 35000Hz … no problem in banda audio.

COMODITA’
Nonostante il peso di quasi 500 grammi alla fin fine le cuffie risultano abbastanza comode certo si sentono in testa, ma non in modo gravoso; infatti possono essere indossate per parecchio tempo.

ISOLAMENTO
L’isolamento è di livelli elevatissimi, sia per chi ascolta, sia per chi non ascolta e non indossa le cuffie.

RODAGGIO
Il rodaggio che mi è stato consigliato è un paio di giorni con tracce con un bel po’ di bassi … tuttavia come dichiarato dal reparto tecnico non è necessario.

MANUTENZIONE

VIDEORECENSIONE

PROVA IN MOBILITA’
Come al solito ho usato il Sansa Clip + per fare questi ascolti, ovviamente sia usandolo da solo, sia usandolo con un amplificatore. La scena musicale riprodotta è di buon livello, per il volume ovviamente il Sansa Clip + con i suoi 0.5V di uscita fa quello che può, ma a mio parere con le JVC HA-SZ2000 il volume è bastevole. Certo un’uscita migliore dà i suoi frutti e l’ascolto è stato piacevole in entrambi i casi.

PROVA IN GAME

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Le parole che spenderò sono date sia da prove con la sola Xonar U7 sia con la Xonar affiancata da un amplificatore, che sebbene non voglia considerare top di gamma, di fatto si comporta molto similmente a questi. Inutile dire come il miglior risultato sia stato raggiunto con tale amplificazione, tuttavia, anche senza queste cuffie sono riuscite a comportarsi adeguatamente.
ARMA: ARMED ASSAULT
Giocare è stato un gran giocare, la linearità si sente e il risultato di precisione viene raggiunto, perché così si sente veramente tutto e con una precisione direzionale di primo livello. Come al solito le JVC HA-SZ2000 sono cuffie chiuse e non ridanno quella sensazione di spazialità aperta, anzi sono particolarmente intime, ma sebbene si ripresenti sempre un po’ il problema del “a quanti metri di distanza è?” entro distanze di 100 metri è particolarmente efficace. Ho preferito queste cuffie con la fanteria, tuttavia ho ricevuto buoni feedback anche a bordo di carri e di elicotteri, ma con la fanteria queste cuffie vi toglieranno da vari impicci.
RACE INJECTION
I simulatori vogliono un buon suono altrimenti che simulazione sarebbe? Ancora una volta la linearità viene in aiuto del videogiocatore permettendogli di sentire tutto ciò che è da sentire su una macchina: scricchiolii, motori avversari, tutto è ben riprodotto, anche se ovviamente data la chiusura delle cuffie per avere più isolamento lo scotto da pagare è sempre lo stesso, vi sentirete le macchine più vicine di quanto siano, al massimo una scusa per spingere di più 😉
X2: THE TREATH
Si mi sono rotto le scatole di Patrician IV… X2 rimane un GDR gestionale molto interessante, le musiche servono per calarsi nei panni del nostro mercante o pilota intergalattico, obiettivo raggiunto, le musiche accompagnano, non stancano e permettono di godersi un momento di relax.
MEDIEVAL TOTAL WAR 2
Lo strategico non poteva mancare, alla fin fine ancora una volta l’audio deve accompagnare e dare effetti psicoacustici, e come potete aspettarvi … si nessun problema 😉

MUSICA

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Il primo impatto non è stato esaltante, per niente. Onestamente nemmeno per chi era con me a fare la prova. Subito si notava un suono pulitissimo, ma quasi fittizio, molto morbido e controllato, ma quasi virtuale e che non convinceva né nelle medie né in alto. Questa sensazione è stata confermata anche da altri ascolti miei e non solo … tuttavia, un colpo di scena mi ha convinto che queste cuffie erano valide. Si un vero e proprio colpo di scena perché lo stesso CD (Rock or Bust) il giorno seguente suonava veramente in modo differente, questo fatto, mi ha fatto riconsiderare e scoprire come con queste cuffie sia necessario avere il condotto uditivo perfettamente in asse con il driver da 30 mm.
Come suonano?
Essenzialmente colpiscono subito due cose:
la pulizia del suono, pulizia che appartiene solo a cuffie di fascia più elevata (per questo dobbiamo ringraziare i driver in carbonio);
e linearità dei bassi (per cui ringraziamo Kelton).
Tuttavia la pulizia è di tipo differente da quella a cui siamo abituati, sembra quasi fittizia (ringraziamo sempre Kelton per questo perché alla fin fine il Reflex è pur sempre un carico che definisco “a onda virtuale”), fatto l’orecchio però è una caratteristica di cui ci si dimentica facilmente.
I bassi sono sempre presenti quanto basta, sono secchi e caratterizzati dalla buona dinamica.
I medi sono abbastanza lineari peccato sia necessario equalizzare un poco attorno ai 2000Hz per spremere per bene queste cuffie.
Gli alti ci sono, ma attenzione se mettete le orecchie non in asse saranno le prime vittime. Se in asse sono ben riprodotti.
La chiusura delle cuffie come sempre si traduce in una scena un po’ ristretta e intima, anche se dal punto di vista musicale di dinamica e scena sonora raggiungono livelli particolarmente interessanti.

TEST CIRCA LE FREQUENZE

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Anche in questo test non posso far a meno di scrivere circa la doppia faccia inerente l’orecchio in asse o meno.
Questa volta posto due immagini:
la prima vi fa vedere come le cuffie si comportano qualora l’orecchio non fosse in asse con il driver da 30mm. La situazione in questo caso è grama dato che basse e medio basse la fanno da padrone. Le medie e le alte subiscono un forte roll-off, che crea un immagine con medie arretrate e alte un po’ vaporose.
La seconda invece vi fa vedere come queste cuffie si trasformino non poco qualora l’orecchio sia in asse con driver da 30mm. Il roll-off diminuisce notevolmente e le alte tornano allo stesso livello delle basse, le medie invece presentano un minimo di arretratezza, ma ciò non è necessariamente problematico dato che è dove il nostro orecchio è più sensibile, consiglio comunque di aggiungere un 5 db tramite equalizzazione attorno ai 1500Hz così da linea rizzare ulteriormente la risposta.

CONCLUSIONI

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Il costo di questa cuffia è di 300-350 euro, tanti se consideriamo i competitors, tuttavia l’unico vero difetto è quello che l’orecchio deve essere in perfetto asse e c’è una buona possibilità di sbagliare posizionamento. Delle cuffie innovative, che cercano di dire la loro proponendo qualcosa di nuovo a livello tecnico e che propongono materiali di prim’ordine. Tutto ciò ha portato ad un buon risultato in piacevolezza dell’ascolto e livello di riproduzione sonora, che permettono alle JVC HA-SZ2000 di posizionarsi per diritto sonoro in tale fascia di mercato. Sicuramente non esenti da qualche difettuccio e migliorabili, ma la strada intrapresa da JVC appare interessante e personalmente seguirò gli sviluppi con interesse.

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