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Recensione FiiO F3

Premessa

Come fatto a suo tempo per gli auricolari di casa House of Marley, recensirò questo prodotto con si, un occhio attento al lato “Hi Fi”, ma soprattutto uno sguardo verso la categoria che rappresentano, ossia quella degli auricolari, che per quanto se ne dica, mai e poi mai raggiungeranno livelli di ascolto del calibro di normali cuffie per semplici motivi fisici, da qualche parte dovranno pur peccare, che sia in alto o in basso.

Ringraziamenti

Ringrazio PlayStereo per avermi proposto di recensire questi FiiO e chi leggerà la recensione.

Packaging

Ben curato. Il tutto perviene in una scatola in cartone plastificato raffigurante varie stampe di buon dettaglio riguardanti il prodotto. Anche l’interno della confezione si presenta mirato a farsi apprezzare in quanto abbiamo della plastica opaca a coprire il materiale, dando un effetto velato alle due sottostanti scatole in cartoncino una contenente le cuffie, l’altra il bundle.

 

 

Bundle

Ricco e interessante in quanto non si limita come spesso accade, a fornire i gommini di diverse dimensioni, ma bensì insieme agli auricolari troviamo una piccola e ben fatta custodia rigida dove riporli durante il trasporto, la quale al suo interno nasconde i già citati gommini, due back cover di colore differente per i nostri FiiO (arrivano rossi e gli altri due colori disponibili sono nero e blu elettrico) e anche due utilissimi accessori in gomma per chi intende usare le cuffie durante attività sportiva e non farle cadere, nonostante devo dire che già di per se, è un modello che non mi ha mai dato problemi di cadute, sono sempre rimaste fisse sulle mie orecchie una volta montati i giusti gommini.

 

 

Descrizione

Come per la confezione, anche l’estetica generale è molto curata e con dettagli curiosi. Partendo dalla cosa più evidente, ossia le back cover, i colori sono sgargianti ma al contempo rifiniti e creano bei giochi di luce. Sono di forma quadrata con vertici stondati, ma ruotate di 45° rispetto all’asse del cavo entrante così da risultare più originali e sicuramente più comodi durante lunghi ascolti. Il cavo ,dotato di comandi basilari per smartphone (Vol +/-, Play/pause e risposta alla chiamata, sia per Android che iOs), è lungo 1,3m e decorato con dettagli rossi. Il jack da 3,5mm è angolato di 90° per garantirne una maggior resistenza nel tempo. E’ inoltre presente una fascetta elastica traforata per permettere di bloccare gli auricolari quando arrotolati e riposti. Purtroppo non è assolutamente studiata per essere resistente in quanto, in mano mia, è durata meno di un mese, ma apprezzo il tentativo. La lunghezza del cavo è inoltre sufficiente per l’ascolto in mobilità ma può essere limitante in casa dove anche solo 20cm in più sarebbero stati comodi. Anche i comandi sarebbero stati più utili con funzioni per lo skip delle tracce. La capsula auricolare nasconde un dettaglio che ammetto di aver notato solo all’ultimo fotografandoli e che mi è piaciuto: la plastica che compone la parte frontale della capsula è semi trasparente e tramite questa possiamo intravedere il driver da 11mm, dettaglio puramente estetico ma gradevole.

 

 

Suono

Come al solito, la parte “calda”, quella che cela i maggiori punti interrogativi è giunta. Essendo auricolari sono ovviamente stati testati principalmente con uso in mobilità tramite smartphone e Spotify o in alternativa lettore + musica liquida (quasi tutti FLAC o rip da CD originali). Non ho però risparmiato neanche a loro qualche prova a casa tramite la Xonar U7 o l’uscita cuffie del mio amplificatore in caso di ascolto di CD. Come al solito attraverso questi driver sono passati i più vari artisti e generi musicali sia per mio puro gusto sia per completezza nei test. Hanno dato il loro contributo:

-Emotion & Commotion di Jeff Beck;

-i nuovi singoli che faranno parte del prossimo, imminente album degli Arcane Roots, Off the floor, Curtains e Matter;

-Ode to the author dei Toska, band inglese poco conosciuta ma che merita più ascoltatori;

-le quattro stagioni di Vivaldi;

-la solita raccolta jazz (Jazz magazine 64) con le sue ottime registrazioni;

-D’oro, Incenso e Birra del nostrano Zucchero;

Dopo aver elencato alcuni dei partecipanti resta “solo” da dire come suonano questi FiiO. Le F3 suonano bene, ma suonano male. Dovessi riassumere il loro comportamento questo sarebbe il modo più concreto e veritiero. Suonano bene: si, tra tutti gli auricolari che ho avuto modo di ascoltare e soprattutto quelli della stessa fascia di prezzo, suonano bene, hanno una buona dinamica, una buona spazialità (non facile da trovare di solito), un buon posizionamento del palco e anche un suono pulito e quasi sempre preciso, dettagliato, seppur (come detto nella premessa) pecchino da qualche parte. Nel loro caso la prevalenza è accreditata alle basse frequenze che tendono ad invadere e penalizzano l’ascolto e la riproduzione delle medie, mentre gli alti riescono quasi sempre a distinguersi in modo squillante ma mai stancante. Purtroppo sono appunto le medie ad essere molto sacrificate sia in dettaglio che in rendimento in quanto non riescono a mantenere lo stesso livello di precisione di basse e alte e sono quasi sempre totalmente irrealistiche e lo si nota nel caso più clamoroso del rullante che, per chi è abituato alla musica live come me, risulta disturbante in quanto non dà l’idea di una pelle ben tirata e reattiva, ma più di un tamburo a sé, isolato sotto una campana di vetro che lo rende ovattato. Ed in parte questo è il perché suonano male. Suonano male in quanto hanno dalla loro un buon complesso per lottare con molti altri auricolari ma non si possono assolutamente definire equilibrati, né tanto meno Hi Fi, il che li esclude (come tutti o quasi) da questa categoria. Parlando di isolamento, siamo a livelli pericolosi se usati in strada in quanto con musica in riproduzione è impossibile sentire qualsivoglia altro rumore esterno, positivo in quanto raggiungono il loro obiettivo, ma è meglio stare attenti.

 

 

Conclusioni

Come intuibile, si, li consiglierei se la necessità è quella di un paio di onesti compagni di passeggiata, sport o ascolto casuale che si dimostrano all’altezza di tutte queste situazioni. Con la stessa convinzione con cui affermo ciò, non potrei mai essere sincero consigliandoli a chi cerca auricolari in grado di sostituire le più classiche ed efficienti cuffie in quanto la resa, per quanto buona, non è sufficiente a garantire ascolti mirati alla qualità e alla resa sonora.

 

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