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Roccat Kone AIMO, Mouse da gaming. Recensione

Il Prodotto sotto analisi

Procediamo all’analisi del prodotto, da subito si lasciano notare i tanti tasti configurabili a piacimento dall’utente finale. Il mouse nasce per mani medio grandi, questo è palese appena estratto dalla propria confezione.

Sul retro troviamo il simbolo Roccat. La conformazione predilige delle prese di tipo Palm.La rientranza per il mignolo offre una buona superficie per avere una presa forte.Da questa inquadratura si capisce la leggera inclinatura verso destra, cosi da seguire la forma della mano.Il Kone ha ben 12 tasti programmabili, contando i movimenti della rotella e dei due tasti di solito utilizzati per switchare tra le varie risoluzioni. Insomma un mouse che riesce ad adattarsi un poco a tutti i giochi.

Ogni dettaglio è ben curato, i vari tasti sono posizionati in modo comodo e con il pollice si riesce senza problemi a muoversi comodamente tra di essi. Il cavo utilizzato dal produttore è di buona qualità ed è lungo 1.8metri, più che sufficiente per il collegamento.

Passiamo al retro del prodotto, fondamentale come sempre il sensore utilizzato. In questo caso parliamo di un Owl-Eye (PixArt 3361) prodotto da PixArt e rivisto secondo le indicazioni del produttore tedesco. Il sensore permette di essere regolato tra 100 e 12000 DPI, quindi capace di soddisfare completamente in pratica qualsiasi gamer, anche me che normalmente prediligo gli alti DPI. Una intera pagina è dedicata al sensore ad occhio di Gufo, con una buona spiegazione. Il produttore a più riprese afferma che il mouse è studiato per lavorare al meglio tra 400 e 3000 DPI che poi è il range più usato dai Gamers, ma questo non vuol dire che non possa essere usato al massimo della risoluzione.

Il fondo del mouse presenta 5 pad per il perfetto scivolamento su ogni superficie.

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