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AMD Ryzen 7 1800x. Recensione

Introduzione

Oggi per la prima volta nella storia di Hwready.it abbiamo l’occasione e l’onore di testare una CPU AMD, anche questo fondamentale produttore entra a far parte di quelli che si affidano al nostro lavoro per far conoscere i loro prodotti.

Nello specifico a finire sotto la nostra batteria di test è la proposta top di marca per il socket AM4, il Ryzen 7 1800x. Questa CPU vanta 8 core e ben 16 thread, grazie ad essa per la prima volta sul mercato consumer abbiamo avuto la possibilità di comprare una CPU con tali specifiche al di sotto di 400 euro! Prima dell’uscita della serie Ryzen infatti dovevate sborsare 1000 euro per una CPU del genere.

Cominciamo a scoprire qualcosa in più su come funzionano queste CPU.

AMD per molti anni ha dovuto subire lo strapotere intel, per molto tempo il produttore statunitense ha impiegato forze e fondi nella propria nuovissima architettura chiamata ZEN, essa è alla base dell’architettura della serie Ryzen.

L’obiettivo preposto era un aumento del 40% dell’IPC ( istruzione per ciclo di Clock ) rispetto alla generazione precedente, cosi da potersi rimettere in pari con il diritto concorrente.

Per arrivare a questa cosa bisognava abbandonare i 28 Nm e passare ai 14 Nm FinFet, per avere maggiore densità e prestazioni. Il tutto senza dimenticare l’importante questione consumi, infatti nonostante l’aumento consistente portato da queste modifiche l’efficienza dell’architettura è migliorata, portando un abbassamento dei consumi rispetto alla precedente generazione.

I Ryzen 7 sono composti da due CPU Complex che hanno al loro interno hanno quattro core zen ciascuna, le due unità sono unite secondo una nuova tecnologia AMD infinity fabric. Queste CPU montano un SMT, grazie ad esso per ogni singolo core è aggiunto un thread, come per le CPU intel i7 e i9. Un ottimo lavoro è stato fatto anche con la cache L1 e L2, con la presenza di una cache micro-op per bypassare le prime in alcuni tipi di operazioni.

I cambiamenti non arrivano solo lato hardware ma anche come questo venga poi gestito.

Il sistema Pure Power tiene sotto controllo le temperature, i voltaggi e le frequenze della vostra CPU. Una apposita unità riceve i dati e si muove di conseguenza.

Il Precision Boost permette al sistema di aumentare la frequenza dei core con incrementi di 25mhz, un poco come il turbo boost intel, anche se al momento è meno performante. Nel caso del 1800x questo porta la frequenza da 3.6 Ghz a 3.7 Ghz su tutti i core e può spingerne due fino a 4 Ghz.

Altra implementazione è il sistema XFR (Extended Frequency Range) che permette un aumento della frequenza ancora superiore a quello che porta il Precision Boost. Infatti può spingere due core oltre i 4 Ghz fino a 4.1 Ghz. Secondo quanto dichiarato da AMD questo sistema funziona a seconda delle temperature in cui opera il processore, più questo è fresco meglio riesce a funzionare.

Nuovi processori quindi nuovo socket. Abbiamo già recensito alcune schede madri AM4 e premiato la bontà di costruzione e la semplicità di overclock dei bios.

AMD ha deciso di affidare la gestione di quattro porte USB 3.1 direttamente alla CPU come per quanto riguarda il supporto NVME. Lasciando cosi alla Soutbridge la possibilità di gestire altre interfacce.

Sono diversi i Chipset offerti da AMD, ognuno dedicato ad una specifica fascia di utenza.

Specifiche tecniche.

Il prodotto viene spedito in una confezione bicolore arancio e grigio, con indicata la serie in basso a destra. Sul retro presenti alcune della più importanti informazioni.

Uno dei due lati corti presenta un piccola finestrella che permette di vedere la CPU ancora prima di estrarla. Questa è poi protetta da un ulteriore scatolina e da un blocco in plastica con tanto di adesivo.

La CPU presenta il nome della serie al centro con indicazioni sul modello preciso.

Per i nostri test utilizzeremo la CPU Ryzen 7 1800x, la ASRock X370 killer sli con 32 GB di ram Corsair vengeance LPX a 3000mhz. L’alimentazione della nostra build è affidata ad un Corsair RM1000i. La nostra CPU non è fornita di integrata quindi una GTX 1050 Ti strix ci fornirà il video.

Per quanto riguarda la dissipazione useremo il dissipatore recensito in precedenza il Gelid Solution Phantom, vi ricordo che tutte le CPU AMD con finale X non hanno il dissipatore in bundle!

Benchmark Sintetici.

Cinebench.
Più alto è meglio.

  
Proseguiamo con il benchmark di HWR basato su blender.

Più basso è meglio.

Passiamo a Wprime 1024.

Più basso è meglio.

 

Aida Suite.

Più alto è meglio.


CPU-Z Benchmark.

Più alto è meglio.

Battlefield 1.

Il test viene eseguito in multi player nella mappa italiana “pareti di ferro“. Impostazioni a 1080p ad alto.

Deus Ex: Mankind Divided.

Per il nostro benchmark utilizzeremo il test integrato nel gioco. impostazioni a 1080p ad Elevato.

The Middle Earth: Shadow of War.

L’ultimo titolo della serie offre ottime texture e tantissimi oggetti da renderizzare. Impostazioni a 1080p ad Alto.

Ghost Recon Wildlands.

Titolo molto pesante che mette sotto pressione schede video e CPU. Impostazioni a 1080p ad Alto.

Crysis 3.
Il signore della grafica, uno dei giochi che più riesce, nonostante l’età a sfruttare in pieno schede video e soprattutto processori con quanti più thread disponibili. Impostazioni a 1080p a medio.

 

Overclock.
Come si evince nei test nella pagina precedente raggiungere i 4 Ghz è stato semplice, con 1.3 v sul core. Il nostro overclock è stato quasi immediato, la CPU è solidissima e pare poter resistere a ben altri overclok e la dissipazione della stessa da parte del HIS è perfetta.

Il software Ryzen Master permette un ottima gestione dell’overclock della CPU e anche delle RAM. Una buona soluzione per fare qualche prova o per i meno esperti, dato che vi evita di dover modificare i parametri entrando nel bios.
Questo è il profilo di overclock utilizzato durante i test, la CPU non ha mai superato i 68 gradi. Abbiamo impostato la gestione del LLC a 1 e 1.8V a 1.8 v fisso. Per quanto riguarda le RAM ci siamo affidati al profilo XMP.

Andiamo all’overclock massimo che siamo riusciti a raggiungere, con 1.42v la CPU è risultata stabile a 4050 mhz, possibile anche toccare i 4075 mhz con qualche Mv in più. Il 1800x  superati i 75 gradi comincia a soffrire un pò, ma con un impianto custom è possibile salire ancora.Consumi.

Altra nota sicuramente positiva di questa serie di CPU è essere riusciti a partorire prodotti di tale potenza con consumi giusti. L’intero sistema a stock ha toccato sotto stress test 157w mentre in Overclock a 4ghz abbiamo raggiunto i 199w. In overclock massimo il nostro indicatore ha segnato i 215w di consumo.

Siamo giunti alla fine della nostra recensione, il top di marca per la piattaforma AM4 è sicuramente una CPU mostruosa che per 400 euro offre veramente tanto. A livello di produttività non ha nulla a che invidiare alle CPU intel e anche in gaming se la cava egregiamente. Lo scaling in multicore è ottimo anche per quanto riguarda l’uso dei core virtuali, con un SMT che funziona alla grande e che fa sentire la differenza.Ricordo per chi non ha seguito bene la questione Ryzen che su AM4 esistono ben tre modelli ad 8 core, il 1700 è quello meno costoso ma anche quello con frequenza di base più bassa e meno XFR. Se siete pratici di Overclock potete puntare su quello, la differenza aumentato le frequenze si assottiglia. Mentre se volete dormire sogni tranquilli il Ryzen 7 1800x vi offre tutto quello di cui avete bisogno, con due core che toccano già da stock i 4 Ghz dandovi quel tanto in più di potenza nelle applicazioni che non sfruttano tutti i core. Consiglio inoltre questa CPU per coloro che utilizzano e lavorano con programmi che vanno forti sul MT, dove AMD ha veramente lavorato benissimo, tirando fuori delle proposte con un prezzo prestazioni ottimo.