Dying Light: The Beast – Un’Evoluzione nel Genere Survival Horror
Techland ha ampliato l’universo di Dying Light con il rilascio di Dying Light: The Beast, un gioco che si distingue per la sua ambientazione suggestiva e le meccaniche di gameplay raffinate. Nato come potenziale espansione di Dying Light 2 Stay Human, questo titolo è stato pubblicato come entità indipendente il 18 settembre 2025 su Windows, PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Sebbene fossero in fase di sviluppo porting per le console della generazione precedente, questi sono stati poi abbandonati il 14 luglio 2026.
Un Mondo Aperto Ostile e Dinamico
L’azione si svolge a Castor Woods, un’affascinante località turistica alpina trasformata in una zona di quarantena a causa dell’epidemia zombie. I giocatori vestono i panni di Kyle Crane, che sfrutta le sue eccezionali abilità di parkour e la possibilità di guidare veicoli fuoristrada per esplorare questo mondo aperto pericoloso. Il ciclo giorno-notte gioca un ruolo cruciale: gli zombie sono più lenti e vulnerabili alla luce del sole, ma diventano predatori implacabili nell’oscurità.
Crane non è solo un sopravvissuto; possiede abilità sovrumane che gli permettono di muoversi con agilità e velocità superiori a quelle umane. La “Modalità Bestia” rappresenta un elemento distintivo, consentendo al protagonista di scatenare attacchi brutali e utilizzare l’ambiente circostante come arma. Il gioco incoraggia l’esplorazione e la sperimentazione con diverse strategie di combattimento.
La narrazione si concentra sul ritorno di Kyle Crane, il quale, dopo essere stato trasformato in un volatile senziente durante gli eventi di Dying Light: The Following, è costretto a confrontarsi con il proprio passato. Catturato dal Barone, un villain enigmatico chiamato Marius Fischer, Crane subisce anni di torture e sperimentazioni che lo portano ad avere un mix di DNA umano e volatile.
La trama si dipana attraverso una serie di eventi che vedono Crane alle prese con la vendetta contro il Barone e la lotta per controllare la bestia interiore. L’aiuto di Olivia, una donna misteriosa, si rivela fondamentale nella sua ricerca, ma anche lei nasconde segreti e motivazioni nascoste.
Dying Light: The Beast offre un’esperienza coinvolgente che combina azione frenetica, esplorazione libera e una storia avvincente. Il supporto per il multiplayer cooperativo fino a quattro giocatori aggiunge un ulteriore livello di profondità e rigiocabilità.
Tabella benchmark RX 9070
La tabella seguente riassume i valori usati per il commento tecnico: risoluzione, preset, profilo grafico e FPS medi restano separati, senza confondere FPS e Hz.
| Risoluzione |
Preset |
Ray Tracing |
FPS medi |
Full HD 1920×1080 |
High / TPU Custom Scene |
No |
110.1 FPS |
QHD / 1440p 2560×1440 |
High / TPU Custom Scene |
No |
81.1 FPS |
Ultra HD / 4K 3840×2160 |
High / TPU Custom Scene |
No |
46.8 FPS |
Come si muove la RX 9070 nei dati di Dying Light: The Beast
Nel benchmark di Dying Light: The Beast, la RX 9070 mostra una curva chiara tra le risoluzioni. Full HD raster: 110,1 FPS medi, fascia molto fluida, con margine evidente sopra i 60 FPS. QHD / 1440p raster: 81,1 FPS medi, fascia giocabile e sopra la soglia dei 60 FPS. Ultra HD / 4K raster: 46,8 FPS medi, sotto i 60 FPS medi, quindi dato tecnico più che target consigliato. La progressione è importante perché fa vedere non solo il picco in Full HD, ma anche quanto la scheda riesce a mantenere salendo verso QHD e 4K.
Lo scarto tra le risoluzioni aiuta a leggere il margine della scheda: Full HD raster -> QHD raster: 110,1 FPS -> 81,1 FPS, calo 26,3% rispetto a Full HD raster. QHD raster -> 4K raster: 81,1 FPS -> 46,8 FPS, calo 42,3% rispetto a QHD raster. Full HD raster -> 4K raster: 110,1 FPS -> 46,8 FPS, calo 57,5% rispetto a Full HD raster. In pratica, più si sale di risoluzione, più si vede quanto margine perde o conserva la scheda sul frame rate medio.
Il confronto con le altre GPU dà il contesto di potenza: 2560×1440: RX 9070 81,1 FPS, 18,9% sotto RX 7900 XTX (100 FPS) rispetto alla GPU più veloce presente nel confronto. 2560×1440: RX 9070 81,1 FPS, 7,6% sotto RTX 4070 Ti (87,8 FPS) rispetto alla GPU immediatamente sopra in classifica. 2560×1440: RX 9070 81,1 FPS, 9,0% sopra RX 7900 GRE (74,4 FPS) rispetto alla GPU immediatamente sotto in classifica. Questa parte serve a capire dove si posiziona la scheda rispetto ai modelli vicini e quanto margine conserva nel titolo, senza ridurre il benchmark a un singolo numero isolato.
Raster, Ray Tracing e margine reale
In questa tabella non ci sono dati Ray Tracing utilizzabili per la scheda selezionata, quindi il commento resta sul raster e sulle risoluzioni effettivamente misurate. Questo non è un limite dell’analisi: semplicemente evita di citare modalità non presenti nei dati del test.
La parte più convincente della tabella è sopra i 90 FPS: Full HD raster a 110,1 FPS. Qui la scheda non si limita a superare la soglia minima, ma offre un margine tecnico più comodo e una lettura più positiva del preset usato.
Il punto da ricordare è che questi numeri arrivano dal preset indicato nella tabella. Per questo il giudizio tecnico non deve essere confuso con una prova generica: stiamo commentando quella scena, quei setting e quei valori medi. Se il gioco offre regolazioni grafiche o tecnologie di upscaling, quelle possono cambiare il frame rate, ma qui il riferimento resta solo il dato misurato.
Il dato va letto come commento tecnico: FPS medi, differenze percentuali e confronto con le GPU vicine raccontano la capacità della scheda senza bisogno di aggiungere altro. Per questo il target tecnico più sensato è 1440p/QHD: le risoluzioni sopra i 60 FPS possono essere raccontate come giocabili, quelle sopra i 90 come molto fluide, mentre i risultati sotto soglia restano utili per capire il limite della scheda nel preset usato.
Confronto con le altre GPU in tabella
Il confronto serve a leggere la posizione della RX 9070 rispetto ai modelli vicini nello stesso gioco e nello stesso set di dati disponibile.
| GPU |
1920×1080 |
2560×1440 |
3840×2160 |
| RX 7900 XTX |
128 |
100 |
61 |
| RX 7900 XT |
114.4 |
88.9 |
51.9 |
| RTX 3090 Ti |
111.5 |
88.5 |
54.1 |
| RTX 4070 Ti |
115.5 |
87.8 |
49.2 |
| RX 9070 |
110.1 |
81.1 |
46.8 |
| RX 7900 GRE |
97.7 |
74.4 |
43.1 |
| RTX 4070 |
94.7 |
71.4 |
40.4 |
| RTX 3080 |
92.1 |
71.4 |
42 |
| RX 6900 XT |
85.3 |
62.9 |
35.8 |
Il PC HWReady consigliato per Dying Light: The Beast in 1440p/QHD
Guardando i risultati raccolti, insieme alla scheda grafica analizzata su Dying Light: The Beast e confrontata con gli altri modelli della tabella, vi proponiamo l’assemblato Hyper strike Full White. Lo consigliamo per 1440p/QHD perché i risultati raccolti mostrano un margine concreto nel target principale, con una proposta adatta a chi vuole giocare con qualità visiva elevata e una configurazione di fascia coerente.
Questo prodotto monta AMD Ryzen 7 7800X3D, Radeon RX 9070, 32GB RAM, 2TB NVMe: è una configurazione gaming pensata per chi vuole un PC già assemblato, ordinato e coerente con la fascia della scheda video analizzata.
Entrando nei numeri, Dying Light: The Beast mette in evidenza risultati sopra soglia molto utili per scegliere la build: QHD / 1440p raster raggiunge 81,1 FPS medi; Full HD raster raggiunge 110,1 FPS medi. Il raster resta il riferimento principale del benchmark.
Nel target 1440p/QHD il risultato supera i 60 FPS medi: QHD / 1440p raster arriva a 81,1 FPS medi, quindi il gioco è godibile e la build resta una scelta sensata per chi vuole puntare a questa risoluzione.
I test vanno letti con impostazioni grafiche elevate o massime. Chi vuole cercare ancora più frame può lavorare sui dettagli grafici oppure usare tecnologie di upscaling quando sono presenti nel motore del gioco; il punto di partenza, però, resta quello dei valori misurati nella tabella.
shop.hwready.it è lo shop della community di HWReady.it: ogni PC viene curato nel dettaglio, assemblato e testato a fondo prima della spedizione. Nessun assemblato viene trattato come un prodotto anonimo: l’obiettivo è far arrivare a casa una macchina pronta, ordinata e utilizzabile per giocare dal primo avvio.
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