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Call of Duty: Black Ops 4 – Recensione

Multiplayer

La frenesia del reparto multiplayer di Call of Duty ha sempre caratterizzato la saga. Molti sono stati i teatri di “carneficina” che hanno formato i videogiocatori di oggi: dalla storica Nuketown alla piccola Rust.

In Black Ops 4 molte delle meccaniche di gioco dei vecchi titoli rimangono immutate; nonostante il gioco sia ambientato in un futuro più o meno prossimo, sono stati abbandonati doppi salti e jetpack per focalizzarsi su un gameplay con “i piedi per terra“. Eliminata la possibilità di curarsi automaticamente, questa viene infatti sostituita con un’abilità attiva che si ricaricherà col tempo e che modificherà enormemente il nostro approccio al combattimento. Gli specialisti, inoltre, giocheranno un ruolo fondamentale con le loro abilità: ispirandosi a Rainbow Six Siege si potrà costruire il team “perfetto” per fronteggiare al meglio gli avversari che, in questo capitolo, avranno visibile la loro salute.

Immancabili le personalizzazioni di classe a dieci slot e le serie di uccisioni che annoverano, tra le molte, i noti UAV, RC-XD e approvvigionamenti. Quattordici le mappe in cui scontrarsi nelle diverse modalità che, quest’anno, si arricchiscono (oltre a “TDM“, “Dominio” e “Uccisione Confermata“) con “Furto” e “Controllo“. Sempre presente sia la progressione per livelli, che ci permetterà di sbloccare accessori, armi e perk, sia il sistema di ricompense mediante obiettivi.

https://www.youtube.com/watch?v=4tDKD9Au_oY

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