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CAVI AUDIO

Un po' di teoria

TIPI DI CAVO
In ogni impianto audio abbiamo almeno 3 tipi di cavo
1 Cavo di alimentazione: il cavo meno influente nell’impianto e il più semplice da fare.
2 Cavo di segnale: il cavo che permette di trasmettere nel miglior modo i segnali acustici più deboli caratterizzati perciò da una potenza calcolabile in mW.
3 Cavo di potenza: il cavo che permette di trasportare nel miglior modo i segnali acustici caratterizzati da una potenza calcolabile in W.

OSSERVAZIONI GENERALI SUI CAVI AUDIO
Poche storie quando si inizia a parlare di un argomento bisogna prima scrivere un poco di teoria.

GRANDEZZE IMPORTANTI
Resistività: la resistività è l’opposizione che il cavo oppone al movimento del’onda sonora sotto forma di onda elettrica. Alias meno un cavo è resistivo più l’onda è veloce e meglio è. Si misura in Ohm

Impedenza: l’impedenza è la parte variabile della resistenza, è infatti la resistenza che un cavo oppone al segnale acustico in base alla frequenza di questo. Alias meno il cavo è impedente più le varie frequenze scorreranno a pari velocità. Si misura in Ohm.

induttanza: l’induttanza è la proprietà elettromotrice di un campo magnetico che si oppone allo scorrimento di corrente, si misura in Henry ed è una proprietà tale per cui se supera certi valori trasforma il cavo in un filtro passa basso. Se si cerca la risposta massimamente piatta deve essere d i 10 μH o inferiore.

Capacità: è pensabile come la capacità di un cavo di immagazzinare segnale. E’ importante che la capacità non sia più alta di quella dell’amplificatore. Più il cavo è lungo più la capacità aumenta… usate i metri necessari e non abbondate troppo… tenendo presente che la capacità si calcola in picofarad al metro quindi ne avete a disposizione veramente un bel po’.
Insomma la presenza di queste grandezze contemporaneamente ci fa comprendere come il cavo non sia una scelta facile poiché tende, per sua natura, a comportarsi come un filtro passabanda, è quindi necessario che la banda passante sia almeno quella audio, anche se una risposta massimamente piatta richiede che il cavo possa essere idoneo a trasportare segnali fino ad almeno 4GHz.

MATERIALI
Qui ci si può sbizzarrire c’è chi li farebbe in oro o in materiali ancora più pregiati…
Come si può notare dalla tabella pubblicata da Mario Bon tuttavia sarebbe meglio usare un volgare cavo in rame che presenta una resistività minore.
Comunque i materiali migliori sono essenzialmente 3 ognuno dal costo differente
Il migliore è l’argento caratterizzato da minore resistività 0.0159 ohm al mm2, ma costoso
Tuttavia un buon cavo solitamente è fatto in rame LC OFC con resistività 0.0168 al mm2
al terzo posto troviamo i vari tipi di rame che solitamente compongono i normali cavi elettrici la resistività è compresa tra i 0.0172 e i 0.0179 al mm2, valori comunque più che accettabili.
Per farla breve, se il budget non è un problema andate pure dei primi due; se invece lo è, un normale cavo in rame progettato secondo geometrie ottimali riesce a dare comunque un’esperienza entusiasmante.

POTENZA
La potenza dei cavi come si può vedere sulla tabella del sito di Mario Bon è un problema che sembra inutile. Un cavo di soli 0.5 mm2 trasporta 250 W una misura di tutto rispetto… però rimane abbastanza necessario non avere un solo cavo che si occupi di muovere i nostri diffusori, ma averne almeno un paio in parallelo per mandata.
Il fatto infatti non sta tanto nella potenza in sé quanto nella possibilità per un auto costruttore di creare geometrie ottimali sfruttando più cavi.

EFFETTO PELLE
L’effetto pelle è un fenomeno che dà notevoli problemi causando ritardi e perdite soprattutto in gamma alta. Legato al raggio del conduttore: praticamente più aumenta la sezione più i problemi in gamma alta aumentano.
Come si può notare dalla tabella un buon cavo audio deve essere di sezione massima 0.7mm2

ELETTROMIGRAZIONE
E’ un fenomeno da calcolare quando si parla di nanometri e di tensioni elettriche elevate…
quindi da autocostruttori possiamo non porci tali problemi dato che in un cavo di potenza non si hanno tensioni di norma superiori ai 24V e soprattutto non usiamo i nanometri.
La questione importante circa l’elettromigrazione è inerente quei cavi composti da più materiali. I cavi in rame ricoperti d’argento sono da evitare poiché favoriscono tale effetto invogliando gli elettroni a saltare nello strato d’argento, mentre cavi stagnati sono preferibili poiché gli elettroni “preferiscono” rimanere nel rame.
Attenzione però, è un effetto valido quando ci sono più conduttori a contatto tra loro.

EFFETTO PIEZOELETTRICO
E’ il fenomeno per cui un materiale cambia forma in presenza di un campo eletromagnetico… anche qui passiamo che mica stiamo costruendo una centrale elettrica

EFFETTO MAXWELL
E’ speculare all’effetto pelle, infatti avviene alle basse frequenze, praticamente più il cavo è sottile meglio le basse frequenze viaggiano per il cavo… c’è un piccolo problema: le frequenze di cui stiamo parlando sono nell’ordine inferiore all’Hz, quindi non in banda audio.

EFFETTO MAXWELL WAGNER
Se volete immergere i vostri cavi in un liquido con cariche libere (anche l’acqua va bene) dovete assolutamente tenerlo presente… onestamente non vedo perché ci si debba complicare il già duro lavoro.

MATERIALI ISOLANTI
Qui un unico consiglio: evitare il PVC che col tempo rilascia ioni di Cloro che si legano al rame… rovinando il cavo. Usare PP o PE o altro. (Se però avete già metri e metri di cavo elettrico in casa non preoccupatevi ed usate pure quello: l’autocostruzione è anche l’arte dell’arrangiarsi)

GEOMETRIA DEI CAVI
Riduce l’induttanza dei cavi… non aspettevi miracoli ulteriori al già basso livello di induttanza di un cavo di lunghezza sensata.

SCHERMATURA
Raccoglie i disturbi esterni al cavo impedendo loro di giungere al conduttore… valori dichiarati al 100% non sono possibili… è la prima cosa che dicono agli studenti al primo anno di Fisica… dichiarare il 100% è molto più comodo. Più un cavo è schermato più è isolato da disturbi esterni, però già una quadrupla schermatura da livelli di schermatura superiori al 99% in condizioni normali… l’autocostruzione è sempre cum grano salis; a meno che viviate all’interno di una centrale elettrica aggiungere schermature ingrosserà il cavo e alleggerirà il portafoglio.
CAVO SOLID CORE O MULTI STRANDS
Il cavo solid core è più duro, ma non subisce l’ossidazione dei refoli.
Il cavo multi strands è più morbido, ma deve essere preferibilmente stagnato per evitare il fenomeno dell’ellettromigrazione tra gli strands.

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