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CAVI AUDIO

Cavi di segnale

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CAVI DI SEGNALE DALLA TEORIA ALLA PRATICA
I cavi di segnale sono cavi un pelo più complessi da fare perché bisogna avere quasi per forza un saldatore a stagno, i connettori RCA a crimpare sono veramente pochi, se poi ci volgiamo verso i jack, a crimpare, non ne ho mai visti.

OSSERVAZIONI GENERALI SUI CAVI DI SEGNALE AUTOCOSTURITI
La prima osservazione che faccio è che essendo una guida di autocostruzione non si vuole dire che i cavi di segnale di importanti aziende non siano migliori, ma che con una spesa minore si può avere comunque un buon cavo e dipendentemente dal cavo usato si può ottenere un cavo paragonabile a quelli delle migliori aziende.
La seconda osservazione è che la guida è dedicata a tutti quelli che non hanno la possibilità di pagare 100 e passa euro al metro di cavo.

SCHERMATURA NEI CAVI DI SEGNALE
La schermatura, come già scritto, isola il cavo, ma mai al 100%; le sporcizie se presenti si raccolgono sempre. Se per un cavo di potenza la schermatura può tranquillamente non essere presente, in quelli di segnale è necessaria. Ciò deriva dal fatto che banalmente se il segnale nel cavo di potenza è dell’ordine dei Watt, nel cavo si segnale è nell’ordine dei milliWatt e quindi più debole. La schermatura permette di proteggere questo debole segnale acustico, debole ma fondamentale perché se roviniamo questo siamo a posto già appena dopo la sorgente.
Di maggiore interesse può essere la domande circa quante schermature siano necessarie… bene ci sono cavi anche con 16 e più schermature… il fatto è che già due buone schermature bastano e schermano oltre il 99.99%.

CAVI DI SEGNALE CONSIGLI
Con i cavi di segnale bisogna tenere a mente un fattore fondamentale: un cavo semplice funziona meglio di un cavo ultracomplesso, soprattutto quando non si dispone di un laboratorio.
Ancora una volta bisogna tenere presente l’effetto pelle: le perdite si sommano, mica si prende la perdita maggiore e basta per dire quanto perde un impianto. Questa volta però mi sento di consigliare cavi di massimo 0.5mm2, si possono anche considerare i cavi di sezione minore, ma attenti ad esagerare perché bisogna comunque ottenere un cavo veloce e dalla bassa capacità, quest’ultima meglio farla rimanere nell’ambito dei picofarad (per questo consiglio di evitare geometrie troppo complesse).

Ancora una volta cavo solido o trefolo? Il solid core è meglio, ma rimane strutturalmente più fragile di un cavo a trefoli.

Altri consigli che ritengo importanti sono inerenti alla capacità, e alla resitenza.
La capacità deve essere bassa, per ottenere una bassa capacità: usare cavi il più corti possibili e che sfruttino il minor numero di conduttori possibili.
Per ottenere una bassa resistenza: usare dei cavi il più grossi possibili, tenendo a mente il massimale di 0.5mm2 di sezione per non incorrere nell’effetto pelle.
Per dare un riferimento pratico prendo il solito RG58 che praticamente tutte le aziende producono. Questo cavo è composto da un conduttore più calza, ha una sezione di 0,48mm2, è caratterizzato da una resistenza di 50ohm al kilometro (0,05 ohm al metro) e caratterizzato da una capacità di 101 pF al metro.
Qualsiasi cavo con parametri minori va bene, il consiglio è di guardare tra i cavi per strumenti tra cui si trovano cavi anche migliori del solito ultra consigliato RG58.

CAVI DI SEGNALE COSTRUZIONE
Essenzialmente ci sono tre tipi di cavi di segnale:

1 cavi sbilanciati: sono i meno costosi e i più facili da trovare, non hanno verso.
2 cavi semibilanciati: sono solitamente costosi (100 euro almeno), hanno verso.
3 cavi bilanciati: di vari tipi, non hanno verso

Questi tre cavi nascono con intenzioni differenti:
i cavi sbilanciati sono cavi che nascono per il grande pubblico costano poco e sono i più impiegati, quelli che costano 5 euro sono inascoltabili, quelli che costano 20 sono già meglio, ma quelli che costano 50-100 euro sono follie pure dato che il cavo sbilanciato è quello di minore qualità.
I cavi semibilanciati nascono per scopi puramente hi-fi suonano meglio dei cavi sbilanciati puri, ma nulla hanno a che vedere con i cavi bilanciati, infatti, corrispondono a cavi sbilanciati complessi, inutile dire che arrivano a costi anche a 3 zeri.
I cavi bilanciati nascono per ovviare alle problematiche del settore professionale; su un palco i cavi spesso viaggiano assieme ad altri cavi e non solo di segnale, ma anche di alimentazione e di potenza, ne consegue che il cavo raccoglie molti disturbi e non solo per pochi metri, ma anche per alcune decine. Il cavo bilanciato nasce per eliminare i disturbi permettendo di inviare due segnali inversi (uno + e l’altro -) così da poter scartare il rimanente dalla differenza che è il rumore accumulato e andare a lavorare solo sul segnale. Gli amplificatori bilanciati si possono infatti più correttamente definire: amplificatori della differenza. Solitamente in casa non si necessita di tale caratteristica, che tra l’altro costa sempre notevolmente per via di un raddoppio dei canali: infatti il destro occupa due canali e il sinistro altrettanti.

Ora passiamo a come realizzarli:
Quanti cavi servono?

Il cavo sbilanciato prevede 1 o più cavi per il conduttore mentre la calza andrà a massa. È un cavo semplice da fare perché sia il conduttore sia la calza saranno collegati sia dal lato sorgente, sia dal lato amplificatore. In pratica basta un cavo schermato.
Il semibilanciato prevede 1 o più cavi per il conduttore, in ugual numero i cavi che andranno a massa e la calza andrà a massa. Per creare il cavo semibilanciato ci vuole un po’ più di attenzione: il conduttore va sempre connesso da ambo i lati, i cavi di massa anche, la calza invece va collegata solo dal lato sorgente, lato amplificatore va isolata (nessun materiale particolare basta il nastro da elettricista) … pena caricare troppo l’amplificatore e farlo oscillare o anche romperlo. Anche qui secondo il classico schema:

sorgente — conduttore segnale — amplificatore
sorgente — conduttore massa — amplificatore
sorgente — calza

In pratica 2 cavi schermati o un cavo schermato a due conduttori.
Il bilanciato torna ad essere assai semplice da ricreare perché i conduttori vanno collegati da ambo i lati ponendo attenzione al fatto che il + va col + (ovvero il polo caldo), il – col – (ovvero il polo freddo), e il cavo control va sul control.
In pratica o 3 cavi o un cavo apposito come quelli microfonici.

Che connettori?

i connettori diciamo che sono essenzialmente di tre tipi:
JACK che possono essere da 3,5 o da 6,3 sono di vari tipi:
mono, che portano un solo canale alla volta + massa (puntale = segnale, corpo = massa)
stereo, che portano due canali alla volta + massa (puntale = sinistro, anello = destro, corpo = massa)
bilanciati, che sono esattamente i jack stereo solo che in questo caso il circuito sarà differente (puntale = polo caldo, anello = poolo freddo, corpo = control).
RCA sono lo standard più usato quando si vuole un po’ di qualità in più, veicola un solo tipo di segnale è infatti un connettore mono.
XLR sono i connettori per i cavi bilanciati hanno 3 poli anch’essi.

AVVERTENZE
sono sempre le solite:
1) Fare i cavi della lunghezza necessaria e non superiore… soprattutto quando state creando cavi con più conduttori, ricordate come si comporta la capacità!

2) Fare con calma, la fretta fa fare le cose male.

3) Partire dal semplice, se è il vostro primo cavo non cercate di eguagliare cavi da 1000 euro scendete a cavi da 100 che le soddisfazioni sono comunque tante e apprezzabili.

5) I cavi in questa guida sono intesi come MONO ovvero vanno fatti due cavi uguali uno per il canale destro e l’altro per il canale sinistro.

6) I cavi devono essere tutti di pari lunghezza (ben ovvio che un millimetro in più o in meno non è mortale e ben al di sotto dell’udibile)

Vi lascio ancora un paio di video:
Video 1 – Video 2

Indice

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