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Asus Crosshair X570 Impact: la quasi ITX con i muscoli. Recensione

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Il design della scheda è qualcosa di poetico, abbiamo in uno spazio compattissimo veramente tutto quello che si possa desiderare. Cominciamo ad analizzare la parte destra del PCB dove troviamo i connettori per l’alimentazione sia della CPU che della scheda madre. Per quello della CPU siamo difronte ad una soluzione insolita ma di certo non poco intelligente da che ha permesso al produttore più spazio sulla sinistra. Subito dopo troviamo due slot per RAM DDR4, il produttore dichiara una compatibilità fino a 4800 Mhz! Scendendo troviamo le porte USB 3.0 e USB C insieme a quattro porte sata. Passiamo al centro della scena dove troviamo il socket AM4. Subito sotto lo slot So-Dimm per il ROG So-Dimm 2 che come detto nella pagina precedente permette il montaggio di due periferiche d’archiviazione con interfaccia M2 NVME o Sata. La PCI-E 4.0 16x è ovviamente una sola. Questa è rinforzata con una struttura in metallo. Nella parte bassa troviamo la nostra scheda audio, ASUS non ha per nulla risparmiato creando un PCB apposito per questo fondamentale componente cosi da garantire un buon audio e il minimo di interferenze, questa vanta condensatori giapponesi di qualità e molte features interessanti.

Non mi sono dimenticato della parte sinistra che racchiude tutte le zone calde della nostra scheda madre. Nella parte bassa troviamo il chipset che come indicato da AMD deve essere tenuto al fresco per dare il meglio e nella parte alta c’è il generoso reparto d’alimentazione. Questo rende la Impact un prodotto adatto ad overclock particolarmente spinti e soprattutto a poter reggere l’urto delle CPU da 12 e 16 core immesse da poco sul mercato da AMD.

Il reparto d’alimentazione.

La impact presenta una dotazione di tutto rispetto per quanto riguarda le fasi d’alimentazione.

Troviamo un ASP1405I, soluzione nota usata da Asus sulle sue schede di fascia alta, che in questo caso pilota una configurazione a 4+2 fasi, 4 sulla CPU e 2 per il SOC.

Anche in questo caso Asus non ha voluto optare per una soluzione basata sui doublers. Ma ha preferito la soluzione più qualitativa con due mosfet per fase. In totale troviamo 10 TDA21472, di cui 8 per la CPU e 2 per il SOC.

Si tratta probabilmente del miglior mosfet in circolazione utilizzato per le schede madri, non solo perché parliamo di un mosfet da ben 70A, ma anche per la sua altissima efficienza termica.

La scelta di non utilizzare i doublers a favore invece di una configurazione con doppio mosfet in parallelo per singola fase ha dei vantaggi. Premia la transient response, a scapito leggermente del ripple che avrebbe giovato di una soluzione basata sui doublers, anche se sicuramente Asus ha puntato molto sulla qualità e l’efficienza dei mosfet usati.

Si tratta indubbiamente della ITX/DTX con la dotazione migliore sul mercato. La presenza di 8 TDA21472 da 70A solo per la CPU fa impallidire anche molte ATX.

Asus non ha pensato solo alla qualità dei mosfet in sé, ma ha curato un aspetto importantissimo che in molte itx, per questioni di ingombro, risulta essere un limite, stiamo parlando della dissipazione dei VRM stessi.

Chiaramente su una motherboard di questo formato non ci si può affidare a degli heatsink di grosse dimensioni, però si può sicuramente migliorare attivamente la resa della dissipazione, infatti Asus ha utilizzato un sistema attivo con due ventoline che raffreddano direttamente l’heatsink posto sui VRM.

Anche la parte metallica posta sul retro della motherboard ha un ruolo, infatti presenta un piccolo heatpipe, che contribuisce nella dissipazione del calore generato dalle fasi d’alimentazione.

             

Il retro della scheda è curato quanto il frontale, troviamo una grossa placca in metallo che copre quasi per intero il PCB. Questa funge anche da dissipatore grazie ad un heatpipe a contatto con i VRM.  

La scheda vanta ben 7 porte USB e una Tipe-C. Troviamo la porta LAN Intel® I211-AT pienamente compatibile con il software gamefirst. Poco dopo i due connettori per Wifi e Bluetooth di cui abbiamo parlato prima. La scheda è pensata per un uso da overclock e questo è ben spiegato dalla presenza del classico “schermetto” che ci fornisce i codici errore , con tanto di tasto reset, CMOS e flash del bios. Insomma tutto quello che vi servirà se vorrete lanciarvi in overclock aggressivi. Infine troviamo i tre connettori Jack audio. 

Qui uno scatto vicino ad un altra scheda madre solo che di formato ITX. Come potete vedere la differenza è di circa 3 CM.

Installare i dischi M.2 è veramente una passeggiata e risulta essere estremamente comodo.

Come risulta con una scheda video montata??

Il risultato ci fa comprendere come nella maggior parte dei casi il nuovo formato non sia un problema!

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