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Shure SRH1840: recensione

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MUSICA
Bene passiamo a raccontare un po’ come suonano le Shure SRH1840: queste cuffie non si limitano a riprodurre musica … queste cuffie Suonano. Lo fanno talmente bene che mantenere la concentrazione necessaria al recensirle ha quasi un sapore di missione impossibile, alla fin fine mi sono quasi dimenticato che queste cuffie … dovevo recensirle ed avevo a disposizione soli 30 giorni per farlo. Siccome vi ho già detto in premessa che con queste cuffie non si può fare a meno di sentire la musica cercherò di non ripetermi troppo. Ho avuto la fortuna di avere contemporaneamente sia le SRH1840, sia le SRH1440 e quindi ho potuto fare qualche confronto … il che è stato fondamentale per riuscire a mantenere quella concentrazione necessaria e che permetta di trarre delle conclusioni utili e non dettate solo dal trasporto musicale.
In primis permettetemi di ribadire che un amplificatore è d’obbligo; per amplificarle serve decisamente un passo in più e spendere quelle 800-1000 euro di amplificatore con le SRH1840 serve ed è a mio avviso un modo intelligente per far suonare queste cuffie che vogliono non soltanto 124mA e quindi un bel po’ di corrente, ma vogliono anche 8V per suonare bene o meglio per suonare sempre senza che l’amplificatore dia segni di difficoltà.
Passando alla solita descrizione scomposta per fasce di frequenze:
Bassi: sono cuffie dove la linearità fa veramente da padrona, non saranno mai né coprenti né eccessivi, talvolta potrete desiderare qualche basso in più, ma dipende dalla traccia anche perché con la maggior parte degli album ascoltati (ho riascoltato gran parte della mia discografia che consiste in un numero imprecisato di album nel senso che so che sono alcune centinaia, ma non so di preciso quanti siano) non avevo così voglia di tutti questi bassi in più e le cuffie scendevano sempre fino alla prima ottava senza troppe difficoltà, riuscendo a restituire un buon corpo qualora la traccia fosse ben curata.
Medi: i medi sono evidenti, sempre controllati e precisi, ma la natura lineare della cuffia si fa sentire, le SRH1840 sono capaci di restituire tutti i dettagli presenti in questa fascia di frequenze senza fatica .
Alti: nessun alto viene perso, la cuffia ripropone la stessa accuratezza proposta nei medi, e la stessa capacità di donare dettagli, il tutto senza affaticare il sentire.
Ultra-alti: nell’ultima ottava l’efficienza della cuffia cala, ma l’ariosità del suono è comunque donata e anche i micro dettagli ci sono e si fanno sentire.
La scena sonora è amplia, molto ampia grazie alla generosa apertura posteriore delle SRH1840 sul palco c’è il giusto spazio, c’è aria tra gli strumenti, e non c’è alcuna scomposizione.
USO IN MOBILITÀ
Le cuffie completamente aperte non sono l’ideale per la mobilità passa una discreta dose di rumori fastidiosi, tuttavia come sempre mi è sembrata una prova interessante da fare.
Il Sansa Clip + non ce la fa il volume è appena appena necessario per sentire qualcosa, se tutto il mondo è in religioso silenzio, serve decisamente di più e si va oltre al fatto di avere un buon lettore: serve proprio un amplificatore che soddisfi almeno il requisito minimo di 3.3 V e quel centinaio di mA (ovviamente il tutto inteso come RMS), in caso contrario non si riuscirà a sentire così tanto e conseguentemente divertirsi.
USO IN GAME
Ritengo che giocare con cuffie da 600 euro sia una fortuna che non capita a tutti, ma anche in questo caso una cuffia top di gamma sa chiarire il perché essa e non altre è il top di gamma.
ARMA ARMED ASSAULT
Si lo so è sempre lui, ma uno dei pochi FPS in cui non mi annoio, ma mi diverto.
Lo spazio presente è naturale e ampio, le distanze possono essere rilevate dal nostro orecchio senza difficoltà e anche i rumori più flebili vengono uditi, la direzionalità è precisa; in una parola il posizionamento è preciso e pieno di informazioni.
Pieno di immersività è il suono, non sfugge nulla sia nel riconoscimento dell’arma che sta sparando, sia nel riconoscimento del mezzo che sta avvicinandosi. Immersivo anche essere a bordo di tali mezzi siano essi elicotteri, carri armati, mezzi anfibi, cigolati o gommati.
RACE INJECTION
Anche a bordo di una vettura sia essa da F1 o da turismo, il divertimento e la caratterizzazione di ogni suono è presente, si va al di là dei rumori necessari a comprendere la propria guida … si riesce a comprendere cosa stanno facendo le altre vetture solo ascoltando i motori avversari, ed ovviamente si riesce a riconoscere anche la vettura che ci sta seguendo.

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