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TEAC UD-501

Recensione

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USO IN GAME
Come ho sempre detto giocare con componenti così raffinate è più un esercizio di stile che una necessità, perché la qualità audio dei videogiochi non è mai eccelsa, tuttavia questo esercizio di stile permette una qualità sonora di alto livello. Anche con l’UD501 si ripete il fatto che senza software di virtualizzazione non si riesce a giocare in modo perfetto agli FPS, ma ad oggi ci sono sia software gratuiti sia software a pagamento che permettono di dare all’UD501 un tocco di surround, dato i costi non si tratta di un problema insormontabile e diventa così possibile trasformare l’UD501 anche nel perfetto compagno di gioco. Immersività sonica caratterizzata da una naturale attenzione al dettaglio che si mostra in qualsiasi gioco: dal gestionale alla simulazione di guida, dalla simulazione di guerra al gioco di ruolo. Qualsiasi gioco non crea problemi e può essere tranquillamente upsamplingzato senza alcuna problematica.

USO CON I DIFFUSORI
Come anticipato nei test il miglior collegamento fattibile è quello in bilanciato più che altro per il minor rumore possibile, tuttavia l’uso con i connettori RCA non deficiterà l’esperienza d’ascolto perché al rumore passato da queste uscite è inudibile, se sentite rumori essi sono adducibili a: rete eletrica o cavi agganciati male (può sembrare banale, ma se avete recentemente cambiato cavi assicuratevi che non siano usciti parzialmente dai connettori femmina).
All’ascolto coi diffusori l’UD501 dà subito mostra di tutte le sue qualità: bassa distorsione, separazione precisa dei canali con migliore riproduzione della scena, dettaglio, pulizia, trasparenza, precisione, completezza e dinamicità.
L’adozione dei filtri ad essere onesto ritengo che vada a piacere dell’ascoltatore e soprattutto dipenda dal resto dell’impianto, o meglio dall’interazione sistemica dei componenti.
Col mio impianto i filtri non hanno apportato alcun cambiamento al suono (cosa che difficilmente avrebbero potuto fare nel mio setting vuoi perché esso già suona con una fase abbastanza lineare, vuoi perché il fatto che il tratto 20Hz-20kHz risulta identico già rende esigui i cambiamenti).
L’adozione dell’upsampling non ha portato notevoli miglioramenti (e come potrebbe? Dato che non si può creare nulla dal nulla), ma il fatto veramente importante è che non apporta peggioramenti, in effetti non ci si accorge se l’upsampling è attivo o meno, e questo è solo un bene perché un upsampling mal fatto porta sempre e soltanto alterazioni alla traccia, uno ben fatto la fa suonare per lo meno in modo identico.
Passiamo a dire come suona anche se la sfilza di aggettivi posta in apertura già fa presagire il tutto.
Il palcoscenico è ben posizionato e ricreato con una giusta quantità d’aria tra gli strumenti correttamente posizionati su un palco. La naturalezza e del suono è particolarmente avvincente ed immersiva. La trasparenza strappa veli presenti invece con altri DAC.
Nessuna banda acustica è eccessiva o sbilanciata, i bassi sono dotati di corpo precisi dettagliati e veloci, non coprono assolutamente nulla di altre bande acustiche. I medi sono presenti e vivi, dinamici dettagliati precisi, ma equilibrati. Gli alti sono estremamente precisi e naturali.
Ne consegue che con un siffatto suono dinamico, naturale e preciso l’esperienza acustica non può far altro che rapire.

USO CON LE CUFFIE
L’uso con cuffie è sicuramente un punto a due facce del TEAC UD501, da un lato si può usare un amplificatore per cuffie dedicato, dall’altro si può sfruttare l’amplificatore per cuffie del DAC. Mi sono voluto tuttavia concentrare maggiormente sull’uso dell’amplificatore interno.
Un amplificatore esterno è certamente richiesto quando si incominciano a pilotare cuffie che vogliono o più corrente o più voltaggio di quelli forniti, tuttavia con cuffie non eccessivamente difficili l’amplificatore integrato nell’UD501 sembra essere certamente bastevole ed interessante.
La bassa impedenza d’uscita permette di affiancare senza alcuna problematica cuffie a bassa impedenza, il voltaggio raggiunto indica invece che si possono tranquillamente affiancare anche cuffie entro i 300Ohm (all’incirca dato che sto considerando le più famose ed importanti sul mercato su una fascia di prezzo non superiore alle 400 euro, anche se quando si ha una tale cuffia è altamente consigliabile usare un amplificatore dedicato che permette di pilotare al meglio la cuffia in questione). Diciamo che la fascia di costo che risulta più propriamente ed intelligentemente affiancabile è quella dei 200-300 euro; quando si va oltre anche quelle a bassa impedenza per lo più eccedono sia il Voltaggio sia l’amperaggio.
A conti fatti si rientra senz’ombra di dubbio tra le cuffie che di certo non traggono grandi benefici dal collegamento in bilanciato, di fatti l’amplificatore per cuffie dell’UD501 è di tipo sbilanciato e risulta competitivo con amplificatori che sul mercato sono venduti anche a 300 euro (di fatto l’amplificatore per cuffie risulta così competitivo perché sfrutta buona parte della componentistica già presente per le altre uscite).
Non mi piace ripetermi eccessivamente per quanto riguarda l’ascolto tutte le positività riscontrate e descritte coi diffusori si ripropongono, solo che invece di avere un suono olografico si ha un suono radiografante e ricreato nella testa.

VIDEORECENSIONE

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