
Era lo sparatutto tattico per antonomasia ed ha tenuto incollati agli schermi i player di tutto il mondo.
Oggi, 16 anni dopo, ci risiamo: Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands ha ridato vita ad una saga con un titolo eccezionale.
A questo giro i nostri Ghost sono impegnati in Bolivia nell’intento di distruggere tassello dopo tassello il cartello della droga Santa Blanca che ha preso il potere nella nazione.
Il nostro compito sarà quello di guidare i quattro élite in una serie di numerosissimi interventi in una mappa grande quanto una nazione, scontrandoci di volta in volta con nemici sempre più forti, astuti e intelligenti.
generazione. Per questo pretendiamo che i giochi abbiano una grafica eccelsa. Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands si avvicina molto a quello che potremmo volere da un gioco oggi.Il comparto grafico è fatto bene, non è eccelso ma nel complesso rende molto bene. Il supporto a Nvidia Ansel inoltre permette di scattare foto panoramiche a 360 gradi che lasciano a bocca aperta.
Texture, colori, vegetazione, mezzi, abbigliamento, dettagli come arredamento e oggetti sono curati, non nei minimi dettagli ma abbastanza da permetterti di godere delle immagini. Purtroppo non mancano i glitch e le compenetrazioni fisiche (vedi anche il primo screen qui sotto). Capita spesso di vedere spuntare una testa dal tettuccio di una macchina, un corpo compenetrato in un muro e via dicendo.
La grafica richiede un pc high end per poterla sfruttare al meglio e al massimo. Purtroppo sotto il punto di vista dell’ottimizzazione non è il massimo e questo ne risente parecchio in termini di fps.
Molti player lamentano drastici cali di frame, anche se, onestamente, il tipo di gioco è perfettamente godibile anche con 50 fps, maxando tutto ad esclusione di alcuni dettagli quali occlusione ambientale, turf effects, montion blur e godray.
È vero che la grafica non fa il gioco, ma è sacrosanto che ormai ci debbano essere degli standard sotto i quali, oggi, non si debba scendere, soprattutto in giochi in cui la resa dell’ambiente è fondamentale. Per nostra fortuna Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands sotto questo aspetto ci soddisfa, non pienamente ma abbondantemente.
[vrview img=”https://hwready.it/wp-content/uploads/2017/03/Tom-Clancys-Ghost-Recon-Wildlands-360-2017.03.18-22.54.46.63.avif” ][vrview img=”https://hwready.it/wp-content/uploads/2017/03/Tom-Clancys-Ghost-Recon-Wildlands-360-2017.03.13-01.00.21.12.avif” ] Giocare a Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands ti immerge in un mondo enorme, pieno di narcos pronti a ucciderti e truppe speciali boliviane che sono ancora peggio.L’unico modo per riuscire in questo gioco è utilizzare un approccio tattico, silenzioso e rapido. Gli assalti frontali raramente riescono, soprattutto se non si è veloci più dei proiettili che vengono sparati.
Possiamo decidere se dedicarci alla storyline primaria o muoverci per l’enorme mappa in cerca di side quest, punti abilità, risorse, nuove armi, nuovi accessori, documenti o indizi. Insomma di cose da fare ce ne sono tante.
Sotto alcuni aspetti potrebbe sembrare ripetitivo, ma in realtà non ci sono due combattimenti uguali: ognuno ha il suo ambiente, la sua strategia e il suo approccio. La cura con cui è stata creata la mappa ti permette ogni volta di giocare diversamente in base a quello che ti circonda.
Le armi sono tante, gli accessori con cui personalizzarle anche. Possiamo scegliere di equipaggiare fino a tre armi differenti: due fucili e una pistola.
Tra i fucili che possiamo scegliere ci sono i classici fucili d’assalto, mitragliette, mitragliatrici, fucili a pompa e fucili di precisione. Possiamo equipaggiarci in qualunque momento cambiando arma in base allo scenario che ci si presenta, l’importante è aver sbloccato quell’arma specifica.
Per spostarci nell’enorme mappa oltre al viaggio rapido, utilizzabile solo per i punti scoperti, ci sono i mezzi classici: auto, moto, barche, aerei ed elicotteri. Purtroppo qui abbiamo la prima e vera nota dolente di tutto il gioco: il sistema di guida e la fisica dei mezzi fa letteralmente schifo. Ci troviamo auto che rimbalzano sulle rocce, moto che fanno salti improbabili per atterrare incolumi e, subito dopo, appena saltellano da una roccia ti trovi con la faccia per terra esanime in attesa che un compagno ti rianimi. Peggio ancora i mezzi aerei, pochi comandi, quasi del tutto ingestibili via pad a causa della grande sensibilità e movimenti troppo grezzi, insomma, in questo caso proprio non ci siamo.
Menzione d’onore, con riserva (perché speriamo sia ulteriormente migliorata), è la gestione in single player dei tuoi tre compagni gestiti dall’IA. Sanno difenderti, coprirti, curarti e attaccare quando è necessario. Con il sistema delle abilità è possibile migliorare la loro efficienza in combattimento. È possibile dare loro ordini di vario tipo (Attacca, Vai, Raduna, ecc) tra cui anche il colpo sincronizzato: assegni un nemico ad ogni membro del team e poi sparate tutti insieme per ucciderli contemporaneamente, molto utile e indispensabile per alcune missioni.
Noi e i nostri tre compagni non siamo gli unici a combattere per liberare la Bolivia, ci sono anche i ribelli, che con poche risorse ma tanto patriottismo combattono al nostro fianco e ci supportano con aiuti come la consegna di mezzi di trasporto, bombardamento con mortaio, assalti e altro.
Come in qualunque gioco che si rispetti, abbiamo all’inizio la possibilità di personalizzare il nostro personaggio: classico Character Creator, niente di particolare, il giusto per personalizzare un po’ il nostro alter ego e lanciarlo subito sul campo di battaglia.
Un aspetto molto importante del gioco, sono i nemici. Questi variano di difficoltà in base alla zona della mappa in cui ti trovi. Hai a che fare con i Narcos e con l’Unidad (truppe d’élite corrotte pronte a farti secco con il miglior equipaggiamento che tu possa sognare). La difficoltà è crescente, attaccare pochi nemici senza la dovuta strategia potrebbe portare ad un’escalation di eventi totalmente incontrollabile, in pochi secondi ci si ritrova circondati da nemici a terra e in elicottero che ti inseguono e cercano costantemente. Insomma, un vero incubo, ragion per cui ogni ingaggio deve essere studiato un minimo.
Come anticipato, durante il gioco puoi trovare i punti abilità che serviranno per migliorare il tuo personaggio e i tuoi compagni. Potrai usarli per sbloccare nuove abilità e potenziarle, fino a diventare una potente e silenziosa macchina da guerra.
La co-op multiplayer è il modo migliore per godersi il gioco, riuscire a coordinarsi con i tuoi compagni e portare a termine gli obbiettivi è una soddisfazione unica.Il gioco permette di comunicare sia via chat che via voce, tramite un sistema voip integrato, molto comodo per poter parlare con altri player conosciuti e non, si perché è presente anche una matchmaking pubblico.
Una volta sul campo sarà possibile esplorare la mappa insieme per affrontare le missioni disponibili. Le stesse missioni possono essere svolte tutte le volte che si desidera, in modo da portare a livello tutti i player, perché si sa: nessuno sarà lasciato indietro.
Per adesso il MP è limitato alla co-op, in futuro sarà introdotto il PvP, componente fondamentale dei precedenti titoli, che personalmente attendo con tanto piacere.
Senza dubbio Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands non è il gioco perfetto, anzi, i difetti ci sono e si fanno sentire, alcuni ai limiti della frustrazione.Ci sono tante cose da migliorare, a partire dall’ottimizzazione fino al miglioramento del comportamento di alcuni npc, in particolare i civili. Nel complesso è un gioco che ci è piaciuto tanto che stiamo ancora giocando e ci regalerà tante altre ore di gioco, sia in single che in co-op.
Già sono stati annunciati i primi DLC e siamo sicuri che ci saranno tante altre aggiunte e migliorie che lo renderanno un gioco sempre più completo.
Abbiamo giocato Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands con questa configurazione:
GTX 1070 Zotac AMP! Extreme
Intel i7 6700 @4.5 Ghz
16 GB RAM @3000 MHz
Risoluzione FHD 1080p
I nostri voti:
- Grafica: 8/10
- Gameplay: 7/10
- Audio: 7/10
- Storia: 9/10
- Multiplayer: 9/10
- Overall: 8/10
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