È stata individuata una nuova tipologia di attacchi Denial-of-Service, denominata CDN Tsunami, che colpisce l’architettura impiegata da alcuni dei principali fornitori di Content Delivery Network. La vulnerabilità si manifesta quando una CDN riceve traffico HTTP/3 basato su QUIC ai suoi nodi edge, ma comunica con il server di origine tramite HTTP/1.1.

Questa transizione può trasformare un numero limitato di richieste compatte in un flusso notevolmente più ampio diretto all’infrastruttura protetta. La tecnica sfrutta QPACK, il sistema di compressione delle intestazioni previsto da HTTP/3: un attaccante può inserire un’intestazione di grandi dimensioni nella tabella dinamica e richiamarla ripetutamente tramite indici ridotti.
Durante i test condotti su Alibaba, Baidu e Tencent, il fattore di amplificazione massimo è risultato essere pari a 350 volte. Quando la CDN decomprime e converte i dati per l’origine, la richiesta aumenta drasticamente in termini di dimensioni.
* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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