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Google riabilita il supporto a JPEG XL in Chrome dopo la sospensione del 2022

Google riabilita il. Google ha attivato la decodifica nativa dei file JXL nel canale Stable di Chrome 155, ponendo fine a una vicenda che si è sviluppata a partire dal 2021 e che aveva portato alla rimozione del supporto sperimentale. Il nuovo decoder è stato interamente riscritto in linguaggio Rust.

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Con il rilascio di Chrome 155, le immagini JPEG XL possono essere aperte direttamente senza la necessità di installare estensioni o attivare flag specifici. Questo aggiornamento, disponibile per sistemi operativi Windows, macOS e Linux, introduce la decodifica nativa dei file con estensione .jxl, incluse le animazioni. Google ha così mantenuto l’impegno preso all’inizio del 2026, dopo aver dichiarato il formato obsoleto solo tre anni prima.

Google riabilita il: perché è importante

A livello tecnico, viene dichiarata una compressione dal 30 al 50% più efficiente rispetto al tradizionale JPEG. Il formato offre inoltre modalità di compressione senza perdita di dati, supporto all’High Dynamic Range (HDR) e decodifica progressiva a grana fine. È prevista anche la possibilità di transcodificare i vecchi file JPEG in JXL senza alcuna perdita di qualità, consentendo di ridurre le dimensioni degli archivi esistenti senza dover ricorrere a una riconversione distruttiva.

Secondo Mountain View, l’ambito d’uso ideale per questo formato sono le immagini fotografiche ad alta fedeltà e i contesti in cui è richiesta una compressione lossless. Non si tratta quindi di un formato pensato per le miniature o le immagini di piccole dimensioni. Il formato, standardizzato come ISO/IEC 18181, esiste dal 2021 ma non ha ancora ottenuto una diffusione su larga scala.

Il motore di decodifica, denominato jxl-rs, abbandona il C++ utilizzato nella libreria originale a favore del linguaggio Rust. I decoder di immagini rappresentano uno dei principali bersagli degli attacchi informatici contro i browser e la gestione automatica della memoria permette di prevenire problemi come letture fuori dai limiti, heap overflow e use-after-free. Il team di sviluppo ha stabilizzato la funzionalità target_feature_11 del compilatore e costruito jxl_simd, uno strato di astrazione ispirato alla libreria Highway (originariamente sviluppata per libjxl), ottenendo ottimizzazioni multipiattaforma senza ricorrere a codice unsafe. Test approfonditi tramite fuzzing e revisione automatica del codice non hanno evidenziato vulnerabilità legate alla memoria.

L’acronimo JXL, è importante precisarlo, non sta per Extra Large: la lettera ‘X’ si riferisce alla nomenclatura degli standard JPEG pubblicati a partire dal 2000 (XT, XR, XS), mentre la ‘L’ indica l’intenzione di mantenere il formato attivo nel lungo periodo.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Google motiva questa decisione con le richieste provenienti dagli sviluppatori, emerse dalle proposte Interop 2026 e nelle edizioni precedenti. L’azienda invita ora gli utenti ad integrare immagini e animazioni in formato JXL nelle loro pipeline di produzione, segnalando eventuali bug o problemi riscontrati. Il nuovo aggiornamento è disponibile per il download tramite le Impostazioni del browser, nella sezione Guida e poi Informazioni su Google Chrome, con un riavvio finale necessario.

L’installazione dell’aggiornamento è consigliata anche per via delle numerose correzioni di sicurezza incluse in questa release, alcune delle quali sono state classificate come critiche. È importante sottolineare che Chrome può leggere i file JXL, ma non scriverli: la codifica rimane a carico dei publisher. Il successo del formato dipenderà quindi dall’adozione da parte di Content Delivery Network (CDN), Content Management System (CMS) e software di fotoritocco.

Fonte e approfondimento su google riabilita il: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.