Lyria 3.5, in grado di generare brani completi a 44,1 kHz partendo da testo o immagini, è ora disponibile per tutti gli utenti all’interno dell’app Gemini e tramite API.

Il modello include filtri che bloccano la riproduzione delle voci degli artisti e la generazione di testi protetti dal diritto d’autore. Queste limitazioni coincidono con le accuse rivolte a Suno, azienda condannata il 31 luglio da un tribunale tedesco.
Google ha reso disponibile Lyria 3.5 nell’app Gemini e nell’API Gemini per tutti gli utenti globali su web e dispositivi mobili. Il modello crea brani completi con strofe, ritornelli e ponti, offrendo secondo l’azienda voci più espressive e arrangiamenti più ricchi rispetto alle versioni precedenti.
Introdotto il 29 luglio in Google Flow Music, Lyria 3.5 è accessibile anche tramite Google AI Studio e Google Vids. L’API restituisce audio stereo a 44,1 kHz generato da un testo o immagini (fino a dieci per richiesta). Gli sviluppatori possono scrivere i testi delle canzoni con tag specifici o indicare l’ingresso degli strumenti con marcatori temporali.
Sono disponibili due modelli: Lyria 3 Clip, che produce clip di trenta secondi, e Lyria 3.5, capace di generare brani fino a un paio di minuti. La generazione avviene in un unico passaggio; non è possibile correggere il brano prompt dopo prompt, ma va rigenerato completamente.
I filtri di sicurezza bloccano le richieste che coinvolgono la voce di un artista specifico e la creazione di testi protetti dal diritto d’autore. Ogni traccia prodotta include una filigrana SynthID, definita da Google impercettibile.
Il 31 luglio il tribunale di Monaco di Baviera ha stabilito che Suno ha violato il diritto d’autore, in una prima sentenza del genere in Europa. I giudici hanno ritenuto che le opere fossero memorizzate e riproducibili sui server tedeschi, escludendo l’eccezione per l’estrazione di testo e dati.
Il tribunale ha anche considerato Suno responsabile dei brani generati dal servizio, respingendo la tesi secondo cui un prompt elaborato da parte dell’utente sposterebbe la responsabilità. La sentenza si estende all’addestramento svolto al di fuori dell’Unione Europea e include formulazioni che toccano le copie realizzate negli Stati Uniti. La sentenza non è definitiva ed è soggetta a appello.
I divieti implementati nei filtri di Lyria 3.5 riguardano lo stesso ambito che ha portato alla condanna di Suno: la voce riconoscibile di un artista e i testi protetti da copyright. Google non ha dichiarato alcun collegamento tra le due situazioni, ma la coincidenza è evidente.
Secondo dati recenti, su Deezer oltre la metà dei nuovi caricamenti sono generati dall’intelligenza artificiale, con circa 90.000 tracce sintetiche al giorno. La piattaforma francese ha cercato di limitare questo fenomeno, mentre Spotify non ha intrapreso azioni simili.
Lyria 3.5 si inserisce in un mercato dove la musica generata artificialmente è sempre più diffusa. Tuttavia, l’ascolto effettivo dei brani sintetici rimane una piccola frazione del totale (tra l’1% e il 3%), con fino all’85% delle riproduzioni che nel 2025 si sono rivelate fraudolente.
Ogni traccia di Lyria 3.5 è accompagnata dalla filigrana SynthID, una soluzione già adottata da Suno in seguito alle prime cause legali.
* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
Hardware Ready Ready to Bench?