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Crescita prezzi RAM rallenta, ma costo hardware frena upgrade

Secondo i più recenti dati forniti da TrendForce, i prezzi della memoria RAM continuano a registrare un aumento nel 2026, sebbene a un ritmo inferiore rispetto ai trimestri precedenti.

Crescita prezzi RAM rallenta, ma costo hardware frena upgrade

Si prevede che l’incremento dei prezzi contrattuali nel terzo trimestre del 2026 si attesti tra il 13% e il 18% su base trimestrale. Questa percentuale, pur rimanendo elevata, potrebbe riflettersi sui listini di PC, smartphone e altri dispositivi elettronici.

Nel secondo trimestre, l’aumento dei prezzi delle DRAM ha contribuito a portare il fatturato complessivo del settore della memoria a 154,73 miliardi di dollari, con una crescita del 59,5% rispetto al trimestre precedente. TrendForce prevede ora un rallentamento, legato alla minore capacità di spesa dei principali clienti.

Il mercato sta assistendo a una modifica nella composizione della domanda: le aziende stanno riducendo gli acquisti di moduli RDIMM ad alta capacità, orientandosi verso prodotti con quantitativi di memoria inferiori. Questo fenomeno riguarda in particolare i produttori di PC e smartphone, per i quali trasferire ulteriori aumenti dei componenti sui prezzi finali sta diventando sempre più difficile senza influire negativamente sulle vendite.

La pressione sull’offerta rimane comunque elevata, con scorte ai minimi storici. Le spedizioni complessive in termini di bit dovrebbero crescere solo moderatamente, mantenendo la disponibilità limitata e i prezzi in aumento, seppur a un ritmo meno aggressivo.

Per il mercato europeo dei PC le prospettive sono particolarmente delicate. Context prevede nel terzo trimestre un calo del 6,4% delle consegne di notebook rispetto allo stesso periodo del 2025, seguito da una contrazione del 20% nel quarto trimestre. Per i desktop lo scenario è ancora più pesante, con una riduzione stimata intorno al 20% nel terzo trimestre e prossima al 30% negli ultimi tre mesi dell’anno.

I produttori di PC riescono comunque a proteggere i propri ricavi grazie all’aumento dei prezzi. I volumi diminuiscono, ma il maggior valore medio dei sistemi venduti compensa in parte la contrazione. Lenovo, ad esempio, ha puntato maggiormente sui dispositivi premium per ridurre l’impatto della crisi delle memorie.

Anche il comportamento delle aziende contribuisce a frenare il mercato: molte organizzazioni stanno allungando i cicli di sostituzione e acquistano nuovi computer soltanto quando l’aggiornamento diventa realmente necessario. La fine del supporto a Windows 10 ha generato una parte importante della domanda recente, mentre i PC dotati di funzionalità AI rappresentano una quota crescente delle nuove macchine, soprattutto perché queste capacità stanno diventando una caratteristica standard dei modelli più recenti.

Sul fronte della produzione, Samsung, SK hynix e Micron continuano a privilegiare le memorie destinate ai server e all’intelligenza artificiale. Samsung ha beneficiato dell’ingresso anticipato nella produzione di massa delle HBM4, SK hynix presenta la maggiore incidenza di HBM sul totale dei bit spediti tra i tre principali produttori, mentre Micron sta concentrando risorse sulle DRAM server a maggiore valore. Questo sposta una parte significativa della capacità produttiva verso i segmenti più redditizi, lasciando maggiore spazio ai produttori di seconda fascia come Nanya, Winbond e PSMC per soddisfare la domanda relativa alle memorie basate su processi produttivi più maturi, comprese DDR4 e DDR3.

* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.