Microsoft ha ufficializzato il calendario di dismissione delle estensioni basate su Manifest V2 nel browser Edge, replicando la strategia già adottata da Google con Chrome nei mesi precedenti. Questa decisione avrà un impatto anche su estensioni ampiamente utilizzate come uBlock Origin.

Microsoft aveva inizialmente promesso supporto a Manifest V2 almeno fino a gennaio 2024, ma tale scadenza è stata successivamente posticipata. La transizione segue quanto avvenuto con Chrome, dove sono state eliminate le possibilità di mantenere attive le vecchie estensioni.
Rispetto a Google, Microsoft ha scelto un approccio più graduale. Le estensioni MV2 ancora operative verranno disattivate progressivamente, avvisando preventivamente gli utenti e suggerendo alternative compatibili con Manifest V3, quando disponibili. Il processo inizierà questo agosto 2026 per i canali Canary, Dev e Beta, per poi estendersi al canale Stable nei mesi successivi.
L’obiettivo è completare la transizione per gli utenti consumer entro la fine del 2026. Chi utilizza ancora estensioni MV2 su Edge Stable avrà quindi pochi mesi di tempo prima della cessazione definitiva del supporto.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, il 95% delle estensioni MV2 più utilizzate è già stato migrato a Manifest V3. Attualmente rimangono attive solo 58 estensioni MV2 con un utilizzo significativo sull’Edge Add-ons Store, e di queste solamente tre non hanno ancora una versione equivalente in formato MV3.
La situazione più rilevante riguarda uBlock Origin, che sfrutta capacità di filtraggio delle richieste di rete difficilmente replicabili integralmente sotto Manifest V3. Gli utenti dovranno quindi passare a uBlock Origin Lite, una versione con funzionalità ridotte rispetto all’originale.
Per le aziende, Microsoft concede più tempo. I dispositivi gestiti tramite policy aziendali non verranno toccati durante il rollout consumer: la dismissione per gli ambienti enterprise è fissata per l’inizio del 2027, con un margine di manovra rispetto al mondo consumer.
Questa mossa conferma che il destino di Manifest V2 era ormai segnato dal momento in cui Google aveva completato la transizione su Chromium, la base tecnica condivisa dai due browser. Microsoft aveva margini limitati per discostarsi dalle scelte del progetto open source su cui costruisce Edge, e la scadenza di fine 2026 arriva come naturale conseguenza di tale dipendenza architetturale.
Il processo di disattivazione delle estensioni MV2 avverrà quindi in diverse fasi, con notifiche preventive agli utenti per agevolare la transizione verso le versioni compatibili con Manifest V3. Microsoft sottolinea che l’azienda ha lavorato per minimizzare l’impatto sugli utenti e garantire una migrazione il più fluida possibile.
* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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