Fallito il tentativo. La NASA non è riuscita a riportare su un’orbita più alta il Neil Gehrels Swift Observatory, telescopio spaziale dedicato allo studio delle esplosioni più energetiche dell’universo. Il robot costruito da Katalyst Space, progettato per raggiungere, afferrare e spingere il telescopio verso un’orbita superiore, ha incontrato problemi dopo il lancio che hanno interrotto la missione.

Lanciato nel 2004, Swift ha studiato lampi gamma, comete, asteroidi ed eventi legati ai buchi neri per oltre vent’anni. Come altri satelliti in orbita terrestre bassa, è soggetto all’attrito atmosferico che ne riduce gradualmente l’altitudine; un periodo di intensa attività solare ha accelerato questo processo.
Fallito il tentativo: perché è importante
Secondo le previsioni della NASA, una discesa fino a circa 300 chilometri nell’autunno del 2026 avrebbe reso sempre più difficile qualsiasi intervento. L’agenzia spaziale aveva affidato l’incarico a Katalyst Space nel settembre 2025, concedendo all’azienda circa un anno per la progettazione, costruzione, test e lancio del veicolo di servizio.
Il robot è stato lanciato in luglio dall’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall, a bordo di un razzo Pegasus XL, scelto per raggiungere l’orbita necessaria entro i tempi stabiliti. Il tentativo di soccorso ha evidenziato come il salvataggio di un satellite richieda comunicazioni affidabili, controllo preciso e decisioni rapide.
Dopo l’arrivo nello spazio e le prime verifiche, LINK (il robot) ha mostrato perdite intermittenti nelle comunicazioni e problemi nel controllo dell’orientamento. NASA e Katalyst hanno quindi rinunciato alla manovra di afferrare Swift e rialzarne l’orbita.
Il piano ridimensionato prevedeva test del sistema di propulsione allo xeno e dei tre bracci robotici progettati per agganciare il telescopio. L’agenzia ha concluso il proprio coinvolgimento nella missione ai primi di settembre; LINK è rientrato nell’atmosfera più tardi nello stesso mese.
Cosa cambia e quali sono gli effetti
Nel frattempo, i controllori di Swift presso la Penn State hanno cercato di rallentarne la discesa senza utilizzare un motore. Da dicembre 2025 hanno sostituito circa il 25% degli obiettivi scientifici quotidiani con orientamenti che esponevano il satellite a meno attrito; da febbraio hanno adottato completamente questa strategia. Tra metà febbraio e fine agosto Swift non ha quindi eseguito osservazioni scientifiche puntate, mentre il team cercava di mantenerlo sopra la quota critica.
L’esperienza dimostra l’importanza delle comunicazioni, del controllo dell’assetto e dei tempi di integrazione quando un robot deve intervenire su un satellite non progettato per essere riparato. La NASA ha sperimentato procedure decisionali rapide tra i propri centri e un operatore commerciale: conoscenze che potranno essere utilizzate nel futuro servizio ai satelliti in orbita.
L’attenzione ai vincoli pratici è presente anche in altri progetti avanzati, come quello giapponese Shunkai per il calcolo quantistico, che affronta la sfida del funzionamento senza un sistema di refrigerazione criogenico. Tuttavia, la missione non ha dimostrato la capacità di agganciare e spostare Swift, quindi le procedure derivate da LINK dovranno essere verificate in un nuovo intervento prima di poter prolungare la vita di un osservatorio con la stessa tecnica.
Fonte e approfondimento su fallito il tentativo: articolo originale.
* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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