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Trentino Alto Adige: UFI Hydrogen avvia la produzione di componenti per idrogeno

Trentino alto adige. UFI Hydrogen, società del gruppo UFI Filters, ha inaugurato il 25 settembre a Serravalle di Ala, in Trentino, un nuovo impianto produttivo e showroom tecnologico dedicato ai componenti per l’idrogeno. Lo riporta ANSA.

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Il sito si estende su una superficie di 14.000 metri quadrati, di cui 6.000 coperti, ed è specializzato nella produzione di tecnologie MEA (Membrane Electrode Assembly) per elettrolizzatori e celle a combustibile. L’impianto risulta operativo dal primo trimestre del 2025.

Trentino alto adige: perché è importante

L’azienda prevede un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro entro il 2029, con l’obiettivo di raggiungere i 100 dipendenti. Questo progetto si distingue dal Polo Idrogeno di Rovereto, la cui prima pietra è stata posata il 30 giugno 2026.

L’infrastruttura di Rovereto, che coprirà quasi 30.000 metri quadrati e sarà coordinata dalla Fondazione Bruno Kessler, beneficerà di due finanziamenti IPCEI, del sostegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e della Provincia autonoma di Trento, su un’area fornita da Trentino Sviluppo. I lavori richiederanno circa un anno e mezzo, mentre l’impianto di Serravalle è già operativo.

Si segnala che una filiera di subfornitura verso UFI Hydrogen è attualmente attivabile, a differenza del polo di Rovereto che resta in fase di costruzione. Le tecnologie MEA prodotte a Serravalle riguardano un aspetto tecnico cruciale del settore, recentemente corretto per risolvere un difetto riscontrato nell’idrogeno verde.

I laboratori della Fondazione Bruno Kessler a Rovereto saranno accessibili alle imprese esterne solo al termine dei lavori, previsto fra circa un anno e mezzo. Il programma IPCEI che finanzia il polo di Rovereto ha mobilitato oltre 10 miliardi di euro in tutta Europa dal 2021, suddivisi tra i filoni Hy2Tech e Hy2Use, con la partecipazione della Fondazione Bruno Kessler come ente di ricerca.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Un modello simile, basato su capitale pubblico e laboratori aperti alle PMI, supporta già un hub energetico a Torino che richiede 55 milioni di euro. Questo accompagna le aziende nella validazione di tecnologie su idrogeno e batterie, nonostante il mercato delle auto a idrogeno in Italia sia ancora limitato rispetto alle infrastrutture in costruzione.

L’introduzione del Digital Product Passport da parte dell’Unione Europea richiederà la documentazione della provenienza dei componenti lungo tutta la catena di fornitura, rendendo l’avvio immediato delle relazioni con i fornitori un vantaggio competitivo prima che diventi un obbligo legale.

Fonte e approfondimento su trentino alto adige: articolo originale.

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