L’australia simula i. ACCESS-NRI, l’infrastruttura nazionale australiana dedicata alla modellazione del sistema Terra, ha reso disponibili quattro componenti di un nuovo flusso di lavoro basato su ISSM. L’obiettivo è integrare una rappresentazione dinamica delle calotte glaciali nella piattaforma climatica nazionale per descrivere in modo più accurato la loro influenza sull’oceano, sull’atmosfera e sull’innalzamento dei mari.

Fino ad ora, ACCESS climate suite ha approssimato l’effetto delle calotte tramite una rappresentazione statica, mentre molte simulazioni si sono concentrate su singole regioni. Un modello dinamico permette invece di calcolare il feedback tra ghiaccio, oceano e atmosfera: l’acqua dolce rilasciata dalla fusione modifica temperatura, salinità e circolazione marina, mentre oceano e atmosfera condizionano a loro volta l’evoluzione del ghiaccio.
L’australia simula i: perché è importante
Le calotte dell’Antartide e della Groenlandia sono tra i principali fattori che determinano le variazioni del livello del mare su scale temporali di secoli o più. La loro superficie riflettente interviene inoltre nel bilancio della radiazione solare, mentre la perdita di massa può propagare i propri effetti attraverso le correnti oceaniche e la circolazione atmosferica.
Un modello statico non tiene conto dei feedback tra ghiaccio, oceano e atmosfera: integrarli permetterà di stimare meglio dove e quanto crescerà il livello del mare. Il primo componente, ACCESS-ISSM, distribuisce una versione stabile e riproducibile del codice per i ricercatori australiani, evitando frammentazioni tra installazioni locali differenti.
Il secondo strumento, pyISSM, offre un’interfaccia Python con cui configurare, eseguire e analizzare le simulazioni all’interno dello stesso ambiente informatico. Il progetto comprende anche il Cryosphere Community Data Pool, una raccolta aperta pensata per condividere e individuare i dati necessari alla modellazione della criosfera.
Il pacchetto Python ccdtools consente poi di interrogare la raccolta, caricare i dati e utilizzarli direttamente nei modelli, rendendo più riproducibile l’intero percorso dall’impostazione dell’esperimento ai risultati. Il flusso di lavoro è stato ottimizzato per Gadi, il supercomputer della National Computational Infrastructure australiana, affinché gruppi diversi possano utilizzare la stessa versione del modello e gli stessi insiemi di dati.
Cosa cambia e quali sono gli effetti
Il rilascio è in fase beta e non fornisce da solo una nuova stima sull’aumento dei mari, ma prepara l’infrastruttura necessaria per produrre proiezioni più complete. Il gruppo sta già lavorando alla modellazione delle impronte regionali del livello marino, utile per tradurre la perdita di ghiaccio in variazioni differenti lungo le coste del pianeta.
È inoltre in sviluppo ACCESS-AIS3, una configurazione comunitaria estesa all’intera calotta antartica, destinata alle simulazioni climatiche su scale comprese tra decenni e secoli.
Fonte e approfondimento su l’australia simula i: articolo originale.
* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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