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Uragano Simon: la NASA mostra le onde nell’alta atmosfera

La NASA ha diffuso immagini satellitari che mostrano increspature significative nell’alta atmosfera causate dall’uragano Simon, formatosi al largo della costa pacifica del Messico. Le riprese, effettuate durante un passaggio notturno del satellite NOAA-21, rivelano come i movimenti di una tempesta possano estendersi ben oltre le nubi.

Uragano Simon: la NASA mostra le onde nell'alta atmosfera

Queste strutture diventano visibili grazie alla loro interazione con il tenue bagliore naturale dei gas atmosferici. L’uragano Simon aveva raggiunto la categoria 4, con venti sostenuti fino a 250 chilometri orari, avvicinandosi a circa 50 chilometri dalla costa tra Manzanillo e Puerto Vallarta. Pur rimanendo in mare aperto, il ciclone ha provocato piogge intense e allagamenti nelle comunità costiere, inclusa la città portuale di Manzanillo.

Uragano Simon: perché è importante

Uno strumento chiamato VIIRS (Visible Infrared Imaging Radiometer Suite), a bordo del satellite Suomi NPP, ha documentato la struttura della tempesta durante un’osservazione pomeridiana. In quel momento, secondo il National Hurricane Center, i venti sostenuti erano scesi a circa 210 chilometri orari, ma il nucleo dell’uragano restava sufficientemente vicino alla costa da rappresentare una minaccia per le aree abitate.

Le onde generate da un uragano possono raggiungere la mesosfera e diventare visibili grazie alle variazioni del debole bagliore naturale dell’atmosfera. Queste increspature notturne sono originate dai potenti moti convettivi della tempesta: vicino alla parete dell’occhio, la condensazione del vapore acqueo rilascia calore latente, alimentando l’ascesa di aria calda e umida.

Si formano così imponenti cumulonembi, le cui forti correnti ascendenti perturbano l’atmosfera circostante e possono generare onde in grado di propagarsi verso quote superiori. Si tratta di onde di gravità atmosferiche: oscillazioni dell’aria nelle quali la gravità agisce come forza di richiamo dopo una perturbazione. Queste onde possono attraversare la stratosfera e raggiungere la mesosfera, trasferendo gli effetti dei moti sottostanti.

La loro propagazione dipende dalle condizioni atmosferiche incontrate lungo il percorso: venti intensi in quota possono attenuarle o disperderle prima che raggiungano la regione osservabile. Nella mesosfera entra in gioco l’airglow, una debole emissione luminosa naturale prodotta dai gas dell’alta atmosfera. Il passaggio delle onde modifica la luminosità di questo strato, creando increspature.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Il satellite registra quindi le variazioni del bagliore atmosferico attraverso le quali è possibile riconoscere il fenomeno, ben al di sopra della sommità delle nubi temporalesche. La banda giorno-notte di VIIRS è sufficientemente sensibile da rilevare questa luce fioca, ma raccoglie anche quella lunare riflessa dalla superficie terrestre e dall’atmosfera. Una forte illuminazione lunare può rendere più difficile distinguere il segnale dell’airglow.

Durante il passaggio sopra Simon, la luce lunare era molto scarsa, una condizione favorevole che ha permesso alle delicate variazioni di luminosità di emergere nell’immagine satellitare.

Fonte e approfondimento su Uragano Simon: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.