Avete appena assemblato o acquistato un nuovo PC, scegliendo ogni componente con attenzione, ma le prestazioni non sono quelle sperate? Prima di attribuire la colpa a CPU o GPU, è utile verificare alcune impostazioni di Windows. Esistono infatti configurazioni che vengono spesso abilitate una sola volta e poi dimenticate per anni, limitando silenziosamente le prestazioni del sistema.

Il problema può sembrare banale, ma è più comune di quanto si pensi: se avete acquistato un monitor con frequenza di aggiornamento elevata (144 Hz, 165 Hz o anche 240 Hz), verificate che Windows lo stia effettivamente pilotando alla frequenza corretta. Questo succede soprattutto in configurazioni multi-monitor, dove Windows gestisce ogni schermo in modo indipendente e a volte applica misure di sicurezza del firmware per garantire la compatibilità con sistemi meno potenti. Per controllare, fate clic destro sul desktop, selezionate “Impostazioni schermo” e verificate la frequenza di aggiornamento di ciascun monitor collegato.
Inoltre, Windows 11 utilizza di default il piano di risparmio energetico “Bilanciato”, presentato come la scelta ideale per equilibrare prestazioni e consumi. Tuttavia, su un PC desktop collegato alla rete elettrica, questo equilibrio ha poco senso: il sistema riduce continuamente la frequenza della CPU durante i momenti di carico leggero, causando un piccolo ritardo prima che il processore raggiunga le frequenze massime quando richiesto. Su un laptop con batteria questa impostazione può essere utile, ma su un PC fisso rappresenta solo un limite. Il piano “Prestazioni elevate” o “Prestazioni ultimate” (quest’ultimo nascosto di default e attivabile tramite PowerShell) mantiene la CPU sempre pronta a rispondere. Per modificare queste opzioni, andate in “Pannello di controllo” e poi in “Opzioni risparmio energia”.
Microsoft ha integrato Copilot in Windows 11 senza offrire inizialmente agli utenti la possibilità di rifiutarne l’installazione, e molti lo dimenticano attivo. Secondo un’analisi pubblicata da MakeUseOf nell’aprile 2026, disinstallare Copilot libera circa 200 MB di RAM, riduce l’attività della CPU a riposo ed elimina un processo in background che compete per le risorse del sistema. Anche se su una macchina con 32 o 64 GB di DDR5 la differenza potrebbe sembrare irrilevante, su un notebook con 8 o 16 GB di RAM può essere percepibile. Fortunatamente, Copilot non è più integrato nel sistema come in passato e si disinstalla facilmente dal menu delle applicazioni di Windows 11. Se non lo utilizzate, non c’è motivo di tenerlo installato.
Se avete già verificato questi tre aspetti e desiderate ottimizzare ulteriormente il vostro PC, il passo successivo è controllare le impostazioni del BIOS della scheda madre: assicuratevi che la RAM funzioni alla frequenza pubblicizzata attivando il profilo XMP o EXPO (molte schede madri lo disabilitano di default) e verificate che sia abilitato il Resizable BAR per migliorare le prestazioni della GPU.
Ricordate, l’hardware da solo non basta. Lasciare che siano le impostazioni predefinite di Windows a decidere come utilizzarlo è il modo più efficace per sprecare i soldi investiti nell’assemblaggio del PC.
* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
Hardware Ready Ready to Bench?