Oggi la nostra redazione si occuperà di un prodotto molto particolare, il Raijintek Paean, una postazione “open frame chassis” ben progettata, molto curata, realizzata con qualità ed anche di bell’aspetto. Questo prodotto che permette di assemblare postazioni di fascia alta estrema, esso stesso per essere formato va composto a mo di puzzle. Man mano scopriremo pian piano come utilizzarlo al meglio ed al massimo delle sue potenzialità.
Ovviamente per sfruttare al meglio un prodotto del genere vi è la necessità di utilizzare hardware di fascia alta e soprattutto di assemblare un impianto custom prestazionale. Noi ovviamente ci muoveremo in questa direzione, utilizzeremo prodotti di fascia alta e assembleremo un custom che comprenderà CPU e scheda madre.
Video di presentazione.
La confezione in cartone è molto semplice e riporta sopra stampata un disegno del prodotto ed il suo nome.
Sul lato sono presenti altre raffigurazioni.
Una volta aperta la confezione e estratto il contenuto sembra quasi che non ci sia nulla…….. questo perchè il Paean viaggia completamente disassemblato e dovrete essere voi a “costruirlo” pezzo dopo pezzo!
Bundle.
Rimosso la copertura in polistirolo troviamo tutto quello che ci servirà per il montaggio.
Il “senso” di ordine che trasmette la vista del tipo di collocazione del bundle all’interno della confezione è veramente fantastico e lascia capire la qualità e la cura che l’azienda ha riservato a questo prodotto.
Nel bundle sono presenti la viteria, una chiave esagonale e dei supporti per il cable managment.
Parte fondamentale del Paean da cui si deve partire per l’assemblaggio è la piastra centrale, infatti essa funge da struttura portante per tutti gli altri componenti che dovranno essere montati attaccati ad essa.

Tolta la piastra sotto troviamo le due paratie in vetro temperato, che consigliamo di estrarre solo alla fine del lavoro per evitare di danneggiarle.
Incominciamo a formare la struttura montando sulla piastra centrale, dopo averli estratti dalla confezione, i robusti supporti cilindrici fissandone quattro per lato.
Essi, come primo effetto, daranno stabilità alla struttura, permettendoci di iniziare a montare l’hardware sulla piastra e alla fine del lavoro ci consentiranno anche di scegliere l’inclinazione che vogliamo dare all’assemblato.
Una volta piazzati tutti ed otto i cilindri ci ritroveremo in questa situazione.
Dopo aver montato i supporti monteremo anche il reggi PSU, la calandra per occultare parte dei cavi, il supporto per gli slot di espansione PCI, il supporto per il montaggio di SSD e HDD e il controller con tutta la connettività.
Connettività.
Anche la posizione dove collocare la centralina della connettività generale è personalizzabile a scelta dall’utente, che sarà libero di decidere dove posizionarla!
Essa è dotata di tasto di accensione, hd audio e ben quattro porte USB 3.0.
Proseguiamo con il montaggio del nostro sistema a liquido che, naturalmente operando su un open chassis risulterà molto semplificato. Per bloccare il radiatore, a causa dei diversi “passi” tra filetti e viti utilizzati sui due prodotti, abbiamo deciso di inserire una ventola tra esso e la piastra, fissando la ventola sulla piastra centrale ed il radiatore alla ventola. Per quanto riguarda la pompa invece abbiamo sfruttato il supporto originale del top, mentre la vaschetta può essere bloccata facilmente usando i supporti forniti con essa.
Volendo è possibile utilizzare il radiatore in modalità push pull, ma in questo caso mi è sembrato inutile. Ricordo comunque che con tantissimi case tradizionali è già difficile montare il solo radiatore da 360mm e 60mm di spessore.
Proseguendo con il montaggio dell’impianto a liquido, inseriamo la scheda madre, una Gigabyte X99 SOC champio con i waterblock.
Per la gestione ottimale dell’impianto abbiamo utilizzato degli sganci rapidi, per chi non sapesse cosa sono si invita a leggere la nostra guida, che trovate QUI.
Piccola precisazione, i tubi che abbiamo montato naturalmente sono già stati utilizzati con liquido di colore rosso che utilizzeremo anche qui, per questo sono di aspetto opaco. Se decidete di utilizzare combinazioni come questa, Vi consigliano di utilizzare tubi rigidi almeno sulla scheda madre, noi non lo facciamo semplicemente perchè nelle varie prove che vengono fatte utilizziamo tanti hardware diversi.
Altre foto.
Passiamo al montaggio del PSU, che viene fatto utilizzando un supporto da avvitare parallelamente al supporto per PCI. Un secondo supporto va inserito “alla fine” dell’alimentatore, in prossimità dei connettori. Questo svolge una doppia funzione, regge l’alimentatore e copre i connettori.
Il fissaggio del reparto storage avviene mediante viti con gommini. 
Il Raijintek Paean offre la possibilità di installare tre HDD da 3,5 pollici e e tre SSD o HDD da 2.5 pollici. Riservando un ampio spazio anche per un open case.
Nel nostro caso abbiamo optato per questo tipo di montaggio.
Il risultato finale è questo. Utilizzando lo spazio rimanente dietro gli HDD è possibile nascondere tutti i cavi, comprese le ingombranti prolunghe.
Vediamo il frontale finito, rimarcando che optando per l’utilizzo degli sganci rapidi c’è la possibilità di poter rimuovere l’hardware senza nessun problema.
Il case, pur essendo aperto, permette una gestione ottimale dei cavi che non inficiano l’aspetto estetico.
Altre foto.
Configurazione completa, le foto.
Il PC in funzione.
Abbiamo utilizzato sia una illuminazione a led per far risaltare la scheda madre che sfruttato l’illuminazione RGB del GTX 1080 strix. E’ stato scelto di utilizzare come colore il bianco pensando che sia il colore che maggiormente si adatti a questa configurazione e a questo prodotto.
Siamo giunti alla fine della nostra recensione, il Raijintek Paean è un open chassis molto valido che con estrema semplicità mette a disposizione dell’utente la possibilità di assemblare configurazioni di fascia alta o estrema, permettendo anche con l’utilizzo di un pò di fantasia personalizzazioni che facciano risaltare al massimo la vostra idea di PC.
Oltre alla indubbia qualità progettuale, partendo dalla cura nello stoccaggio dei componenti nella confezione passando per la gestione degli spazi interni riservati all’hardware fino alla qualità dei materiali usati si può tranquillamente affermare di essere in presenza di un prodotto ai massimi livelli.
Design.
Il design aperto del Raijintek Paean permette una personalizzazione di alto livello e di mettere a vista tutti i componenti principali. I due vetri temperati sono di colorazione fumè scuro e permettono di far illuminare solo l’hardware o le zone del case che volete mostrare lasciando le altre in ombra.
Materiali.
I materiali utilizzati da Raijintek sono di prima qualità, i vetri temperati sono molto spessi, cosi come la lamiera centrale che funge da struttura portante dell’assemblato.
Flusso d’aria.
Essendo un open chassis il flusso d’aria è quello naturale, il case nasce per un sistema con impianto a liquido.
Features.
Possibilità di montare radiatori fino a 360mm fat, materiali di primo ordine, ottima gestione dei cavi, paratie completamente in vetro.
Andiamo al voto finale, il Paean ha superato a pieni voti tutti i nostri test, per questo assegno cinque stelle su cinque e un award.
Hardware Ready Ready to Bench?




















