WhatsApp ha iniziato ad accettare le richieste per gli username che andranno a sostituire i numeri di telefono come identificativo principale all’interno dell’applicazione. Sono ancora disponibili handle come ‘indiamodi’ e ‘rbi_verify’.

L’annuncio delle prenotazioni degli username è arrivato nei giorni scorsi, con un lancio completo previsto nel corso del 2026. Con l’attivazione dello username, chi invia un messaggio per la prima volta a un utente o a una pagina aziendale non visualizzerà più il numero di telefono, ma dovrà conoscere l’handle corretto per poter stabilire una comunicazione: non è prevista alcuna directory o funzione di ricerca.
Gli utenti potranno scegliere uno username univoco su WhatsApp oppure richiedere l’utilizzo dell’handle già in uso su Instagram o Facebook collegando gli account. Questa opzione è pensata principalmente per creator, piccole imprese e organizzazioni.
È prevista anche una chiave numerica facoltativa (username key) che il destinatario dovrà conoscere insieme all’username per poter inviare il primo messaggio. Il rollout avverrà gradualmente nei diversi paesi nel corso dei prossimi mesi; la prenotazione si effettua da Impostazioni > Account > Username.
Questa novità riguarda una vasta base di utenti: WhatsApp conta oltre 3 miliardi di utilizzatori a livello globale, con l’India che rappresenta il mercato più importante con oltre 500 milioni di utenti. Proprio dall’India sono arrivati i primi segnali di allarme.
Un’indagine condotta da TechCrunch sugli username ancora disponibili e sulla diffida inviata dal ministero indiano MeitY ha rivelato che handle chiaramente riconducibili a figure pubbliche indiane – “indiamodi”, “shahrukh.actor”, “teamamitabh”, “ambanijio”, “rbi_verify” (rispettivamente riferiti al primo ministro Modi, all’attore Shah Rukh Khan, ad Amitabh Bachchan, al gruppo Jio/Ambani e alla Reserve Bank of India) – erano ancora prenotabili.
Anche al di fuori del contesto indiano è emerso un caso simile: Changpeng Zhao, fondatore di Binance, ha dichiarato su X di non essere riuscito a registrare “cz_binance”, l’handle che utilizza già sulla suddetta piattaforma. Meta ha comunicato a TechCrunch di riservare in modo proattivo gli username per figure pubbliche, enti governativi e alcune varianti dei loro nomi, senza però specificare i criteri utilizzati per il blocco preventivo.
Il ministero indiano per l’Elettronica e le Tecnologie dell’Informazione (MeitY) ha inviato mercoledì una diffida formale a WhatsApp, chiedendo di sospendere il rollout in India e fornendo tre giorni di tempo per spiegare perché non dovrebbe essere intrapresa un’azione regolatoria ai sensi delle leggi IT indiane. Secondo il ministero, la funzionalità potrebbe “aumentare notevolmente l’incidenza di frodi online, phishing, truffe digitali e attacchi di impersonation”, consentendo a malintenzionati di contattare gli utenti senza rivelare il proprio numero di telefono.
Nel dibattito pubblico è stato sollevato anche un precedente della Delhi High Court su un caso relativo a Telegram, dove i giudici avevano osservato che l’uso di username al posto dei numeri di telefono potrebbe facilitare la diffusione di contenuti illegali e complicare l’identificazione degli utenti.
L’Internet Freedom Foundation di Nuova Delhi ha criticato la diffida, sostenendo che manchi di una base legale solida e rischi di conferire all’esecutivo un potere eccessivo sulle scelte progettuali dei prodotti: impersonation e frode restano rischi reali, ma vanno affrontati applicando il diritto penale a chi li commette, non lasciando che un ministero decida in autonomia quali funzionalità gli indiani possono utilizzare.
WhatsApp ha dichiarato di voler procedere con gradualità, prendendo tempo e raccogliendo feedback per raggiungere l’obiettivo quando la funzione sarà disponibile più avanti nell’anno. Resta da vedere se la risposta di Meta al MeitY, attesa entro tre giorni dalla diffida, sarà sufficiente a evitare un blocco del rollout nel mercato più grande dell’app.
Hardware Ready Ready to Bench?