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Anthropic riduce assunzioni junior: gli agenti Claude lavorano il doppio

Anthropic sta modificando le proprie strategie di assunzione, diminuendo l’inserimento di programmatori junior mentre gli agenti di intelligenza artificiale (IA) assumono un ruolo sempre più centrale nella scrittura del codice. L’azienda si interroga su chi formerà la prossima generazione di sviluppatori esperti se il processo di apprendimento pratico viene limitato.

Anthropic riduce assunzioni junior: gli agenti Claude lavorano il doppio

Un recente rapporto pubblicato da Anthropic analizza l’impatto dell’IA sui processi lavorativi interni e sulle conseguenti decisioni in materia di assunzioni. Si è riscontrato che la quota di nuove assunzioni junior nei reparti tecnici è calata dal 27% all’inizio del 2025 al 9% attualmente, mentre la loro percentuale sul totale dei dipendenti tecnici è passata dal 21% al 14%.

Anthropic: perché è importante

Ad agosto, gli agenti Claude, utilizzati dai dipendenti, hanno lavorato per un periodo di tempo sei volte superiore a quello dei colleghi umani. Il rallentamento delle assunzioni junior è stato osservato già da gennaio, quando i team che utilizzavano maggiormente Claude si sono resi conto della possibilità di affidare al modello una parte significativa della scrittura del codice e dell’individuazione dei bug. L’evoluzione dei modelli IA ha ulteriormente consolidato questa percezione.

Ad aprile, le assunzioni nelle fasce più basse sono state ridotte sia in ingegneria che nella ricerca. Un sondaggio condotto nello stesso mese ha rivelato che la maggior parte dei manager sta cercando competenze diverse a causa dell’IA, con circa un terzo dei responsabili di machine learning e un quinto di quelli dello sviluppo software che dichiarano di assumere meno personale per lo stesso motivo.

Di conseguenza, gli annunci relativi a posizioni junior sono diminuiti, passando da circa il 21% alla fine del 2025 al 6% a giugno 2026. Nel frattempo, l’azienda ha triplicato le proprie dimensioni in un anno. Le assunzioni tecniche sono aumentate in termini assoluti, ma a un ritmo inferiore rispetto a quelle nei settori delle vendite, della finanza e del recruiting, con una conseguente diminuzione del peso dei reparti tecnici sull’organico dal 61% al 56%. Tuttavia, Anthropic attribuisce questo cambiamento anche alla normale espansione delle funzioni commerciali.

Non sono aumentate nemmeno le posizioni amministrative, che solitamente crescono parallelamente all’azienda. Questo fenomeno è attribuito agli assistenti basati su agenti e all’automazione della revisione dei processi, oltre all’esternalizzazione del servizio di gestione delle richieste. All’interno dei team tecnici si sono ridotti i ruoli che non implicano la scrittura diretta di codice, con un rapporto tra ingegneri e product manager salito a circa 17 a 1.

Le mansioni automatizzate dagli agenti spesso comportano trasferimenti interni. Nel 2026, i dipendenti con almeno un anno di anzianità hanno cambiato reparto con una probabilità mensile superiore del 50% rispetto al 2025. Il rapporto cita l’esempio di un team di UX design che si occupava della stesura dei messaggi, delle etichette e delle istruzioni per guidare gli utenti di Claude.ai. In primavera, il gruppo ha sviluppato uno schema di istruzioni e riferimenti che permette agli agenti di generare tali testi, consentendo ai suoi membri di concentrarsi sulla scrittura di prompt e sulla valutazione dei risultati del modello.

Le ore lavorate dagli agenti hanno superato quelle umane a marzo 2026, considerando anche le attività svolte in autonomia su test, manutenzione e migrazioni di codice. Il rapporto che indica un rapporto di 6 a 1 si riferisce specificamente alle sessioni interattive avviate dai singoli dipendenti (con una settimana lavorativa di 40 ore). In termini di produzione, i commit di codice per ingegnere sono aumentati di cinque volte negli ultimi sei mesi.

L’utilizzo dell’IA da parte dei dipendenti ha un effetto collaterale: l’attenzione umana diventa il fattore limitante, poiché nelle sessioni interattive gli agenti trascorrono circa l’80% del tempo in attesa di input. La revisione della produzione richiederebbe più della metà della settimana lavorativa anche ai dipendenti non tecnici, tanto che un ingegnere ha descritto la sua giornata come quella passata davanti a “un esercito di Claude, ognuno dei quali richiede la mia attenzione”. Per gestire questo carico di lavoro, i dipendenti si concentrano sempre più sul lavoro relativo agli agenti piuttosto che sulla collaborazione con essi.

Il cosiddetto meta-lavoro (scrittura di specifiche, controllo dell’output degli agenti e monitoraggio delle pipeline) è passato dal 10% delle sessioni interattive nell’autunno del 2025 al 22% in primavera. Le istruzioni permanenti scritte per gli agenti sono aumentate da poche centinaia a luglio 2025 a 8.500 nel 2026.

L’importanza del giudizio rispetto alla competenza tecnica emerge anche dalle schede compilate dopo i colloqui, analizzate dagli autori con un classificatore automatico per migliaia di assunzioni dal 2024. Due anni fa, i selezionatori citavano la capacità di utilizzare strumenti IA nel 5% delle valutazioni per ruoli tecnici e nel 7% per gli altri. Nel 2026, questa frequenza è triplicata nel primo caso e quadruplicata nel secondo.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

È interessante notare che, per i candidati tecnici, gli aumenti maggiori riguardano i commenti relativi all’autonomia e alla capacità di giudizio, mentre l’importanza della competenza specifica diminuisce. Per i ruoli non tecnici, cresce invece l’attenzione all’orientamento al cliente e alla missione aziendale, a discapito delle capacità esecutive.

La domanda su chi diventerà senior se nessuno fa più il junior emerge dalla lettura del rapporto, in particolare nelle sezioni che trattano del calo delle figure d’ingresso con poca esperienza. Questa questione si estende al mondo della programmazione: chi è il futuro sviluppatore che decide di intraprendere anni di studio e ricerca personale in un lavoro che potrebbe non essere più svolto dagli umani?

Infatti, gli studenti statunitensi stanno abbandonando l’informatica tradizionale. Secondo il National Student Clearinghouse, nella primavera del 2026 le iscrizioni ai corsi di Computer and Information Sciences sono diminuite dell’8,4% nelle università quadriennali e dell’11,2% nei college biennali rispetto all’anno precedente, mentre le iscrizioni universitarie complessive sono aumentate dell’1%. La Computing Research Association ha registrato nel 2025 un calo del 12,9% dei nuovi iscritti a informatica e prevede che il numero di laureati, attualmente ai massimi storici, si stabilizzerà e poi diminuirà nei prossimi anni.

Le proiezioni del Bureau of Labor Statistics fino al 2035 distinguono tra programmatori (che scrivono e correggono il codice) e sviluppatori software (che progettano le applicazioni), prevedendo un calo del 7% per i primi e una crescita del 10% per i secondi.

Anche in Italia si registra una frenata, sebbene più lieve. Secondo gli open data del ministero dell’Università, aggiornati a maggio, gli immatricolati ai corsi del gruppo Informatica e tecnologie ICT hanno raggiunto il picco nel 2023/24 con 10.193 matricole, per poi scendere a 10.142 l’anno successivo e a 9.872 nel 2025/26, registrando un calo del 2,7%. Nello stesso anno, il totale delle immatricolazioni è diminuito dell’1,7%. Il gruppo che comprende ingegneria informatica, classificata dal ministero insieme all’ingegneria industriale, è invece cresciuto del 2% fino a 46.886 matricole, grazie alle favorevoli prospettive occupazionali.

I futuri lavoratori del settore sembrano seguire questa tendenza, poiché le previsioni di Unioncamere e del ministero del Lavoro per il periodo 2025-2029 indicano l’informatica e le telecomunicazioni come la filiera con la crescita occupazionale più rapida, compresa tra lo 0,6% e l’1,2% all’anno.

Fonte e approfondimento su Anthropic: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.