Apple rivede al ribasso. Quando si parla di un evento Apple, l’attenzione si concentra sui nuovi prodotti presentati: fotocamere, chip, prezzi. Raramente ci si sofferma sul valore di permuta dei dispositivi esistenti, un dettaglio che può pesare quanto un intero comparto fotografico.

Proprio dopo la presentazione di iPhone 18, iPhone 18 Pro e del nuovo iPhone Duo, Apple ha rivisto al ribasso le valutazioni del programma Trade In per quasi tutta la gamma precedente. Questa mossa arriva a distanza di appena un mese da un aumento delle stesse cifre.
Apple rivede al ribasso: perché è importante
Il taglio più significativo colpisce gli iPhone 16 Pro e Pro Max. Negli Stati Uniti, il valore massimo riconosciuto per l’iPhone 16 Pro Max scende da 720 a 610 dollari, mentre quello del 16 Pro passa da 630 a 510 dollari: una perdita rispettivamente di 110 e 120 dollari.
Anche i modelli meno costosi non vengono risparmiati: iPhone 16 Plus scende da 485 a 430 dollari, iPhone 16 passa da 480 a 430 dollari e iPhone 16e perde 40 dollari, fermandosi a 270 dollari rispetto ai precedenti 310.
Retrocedendo di una generazione, iPhone 15 Pro Max passa da 530 a 455 dollari, il 15 Pro da 420 a 370 dollari e il 15 standard da 335 a 305 dollari. Anche iPhone 14 Pro Max subisce un taglio, scendendo da 405 a 360 dollari, mentre il 14 base passa da 235 a 195 dollari.
Non esiste un solo modello della vecchia gamma che abbia mantenuto la valutazione precedente: la revisione ha colpito in modo uniforme l’intero catalogo.
Per il mercato italiano, Apple non pubblica una tabella fissa con i valori di permuta: la cifra viene calcolata in base al modello e alle condizioni del dispositivo. Ricostruendo l’andamento delle valutazioni pubblicate nei mesi scorsi, emerge un quadro simile a quello americano.
A settembre 2025 un iPhone 16 Pro Max poteva raggiungere 795 euro e un 16 Pro arrivava fino a 720 euro, con il 15 Pro Max fermo a 610 euro e il 15 Pro a 555 euro. Già a gennaio 2026 il 16 Pro Max era sceso a 725 euro, il 16 Pro a 700 euro e il 15 Pro Max a 510 euro. A maggio, un ulteriore aggiustamento aveva portato il 16 Pro Max a 700 euro e il 16 Pro a 685 euro, con il 15 Pro Max fermo a 525 euro.
La revisione attuale non va letta come un episodio isolato, ma come l’ultimo tassello di una svalutazione progressiva che si ripete a ogni finestra temporale utile. Il vostro iPhone non è diventato peggiore: è cambiato solo il numero che Apple è disposta a scrivere accanto al suo nome.
Il paradosso più evidente riguarda chi possiede un iPhone 16 Pro Max acquistato un anno fa. Chi lo avesse portato in permuta a settembre 2025 avrebbe potuto ottenere fino a 795 euro; in queste ore, dopo tre revisioni consecutive, il valore massimo è nettamente più basso, e negli Stati Uniti l’ultimo taglio da solo vale 110 dollari.
Non è necessario correre subito in un Apple Store, perché la valutazione definitiva dipende sempre dalle condizioni reali del dispositivo, ma la tendenza è chiara: aspettare per effettuare il cambio ha un costo concreto.
Cosa cambia e quali sono gli effetti
Ciò che rende la vicenda curiosa è il tempismo. Il 6 agosto scorso, infatti, Apple aveva alzato le stesse valutazioni: il 16 Pro Max era passato da 695 a 720 dollari, il 16 Pro da 560 a 630 dollari e il 15 Pro Max da 490 a 530 dollari. A distanza di un mese, la correzione ha azzerato e superato quell’aumento: il 16 Pro Max perde 110 dollari rispetto ad agosto, il 16 Pro ne perde 120, il 15 Pro Max 75 e il 15 Pro 50.
L’arrivo della nuova generazione ha reso necessario ridefinire i valori di mercato, proprio mentre Apple propone i nuovi iPhone 18 Pro, 18 Pro Max e Duo. Meno vale il vecchio dispositivo, maggiore risulta la differenza da versare per il nuovo acquisto.
Questa strategia non è stata applicata all’intera gamma di prodotti. Mentre gli iPhone perdono valore, iPad e Mac negli Stati Uniti registrano aumenti consistenti nelle stesse valutazioni Trade In: iPad Pro passa da 720 a 905 dollari, iPad standard da 260 a 280 dollari, iPad Air da 490 a 510 dollari e iPad mini da 300 a 320 dollari. Sul fronte Mac, il MacBook Pro arriva a 1.315 dollari contro gli 855 precedenti, il MacBook Air sale da 580 a 705 dollari e Mac mini da 480 a 620 dollari; l’unica eccezione è il Mac Pro, rimasto fermo a 2.195 dollari.
Questa divergenza tra linee di prodotto non è casuale: arriva proprio mentre Apple punta a rafforzare ulteriormente l’ecosistema iPad e Mac, rendendo più conveniente il passaggio a quei dispositivi rispetto all’acquisto di un nuovo iPhone tramite permuta.
Il servizio Trade In resta comunque comodo per l’utente medio: evita la pubblicazione di annunci, gli scambi di messaggi su piattaforme di seconda mano, gli incontri con sconosciuti e le trattative last minute. Il credito ottenuto può essere speso sull’acquisto successivo oppure trasformato in una gift card. Questa comodità, però, ha un prezzo che può variare sensibilmente in poche settimane.
L’aspetto più rilevante non è tanto la cifra in sé quanto la rapidità con cui Apple può ridefinire la percezione del valore di un dispositivo ancora perfettamente funzionante. Da un lato i prezzi dei nuovi modelli sono aumentati, dall’altro le valutazioni dei modelli precedenti sono scese: la forbice si allarga contemporaneamente da entrambe le direzioni.
Fonte e approfondimento su apple rivede al ribasso: articolo originale.
* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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