Il CERT-AGID ha segnalato una campagna di phishing che sfrutta l’immagine istituzionale del Fascicolo Sanitario Elettronico, del Ministero della Salute, del Dipartimento per la trasformazione digitale e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La truffa promette un rimborso di 20,73 euro, presentato come detrazione fiscale del 19% sugli acquisti di medicinali effettuati in farmacia.

L’obiettivo principale degli attaccanti è ottenere i dati personali delle vittime e le informazioni relative alla loro carta di pagamento. Il sito fraudolento si sviluppa attraverso una sequenza di quattro passaggi ben definiti. Inizialmente, viene richiesta una verifica di sicurezza tramite un semplice test matematico – un captcha – che, pur non offrendo una reale protezione contro i bot, crea una falsa sensazione di sicurezza e ostacola l’analisi automatica del sito da parte dei sistemi di rilevamento.
Una volta superato questo controllo preliminare, viene visualizzata una schermata dall’aspetto ufficiale che comunica l’elaborazione della richiesta di rimborso e invita l’utente a confermare la documentazione. La pagina successiva, intitolata “Completa il tuo dossier”, raccoglie una serie di dati anagrafici, tra cui cognome, nome, data di nascita, CAP, indirizzo di residenza, città, numero di telefono ed email.
Il passaggio finale richiede l’inserimento dei dettagli completi della carta di pagamento – intestatario, numero, data di scadenza e codice CVV – con la promessa che il rimborso verrà accreditato entro una settimana lavorativa. Chi completa l’intero processo viene reindirizzato a una schermata di conferma che espone un finto numero di protocollo e indica lo stato “In elaborazione”. Il testo fa esplicito riferimento all’Agenzia delle Entrate, promettendo l’accredito entro sette giorni lavorativi e fornendo un falso numero verde di assistenza.
Chi riesce a raccogliere dati anagrafici completi insieme ai dettagli della carta di pagamento può sfruttare queste informazioni per diverse attività illecite. I dati della carta possono essere utilizzati per effettuare transazioni fraudolente online, rivenduti su circuiti criminali o impiegati per alimentare attacchi mirati di social engineering, come vishing e smishing bancario. Anche il numero verde indicato nella schermata finale sembra essere stato scelto con l’intento di rendere più credibile una successiva telefonata fraudolenta.
Il CERT-AGID ha avviato le procedure standard per la dismissione del dominio malevolo e ha condiviso gli Indicatori di Compromissione (IoC) con le Pubbliche Amministrazioni e le organizzazioni accreditate, pubblicandoli anche sul proprio sito web. È importante ricordare che nessun rimborso di detrazione fiscale viene mai erogato richiedendo il numero della carta di credito e il codice CVV; per l’accredito delle somme è sempre necessario fornire l’IBAN.
* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
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