Secondo quanto riportato da CoinDesk e confermato dalle analisi di Chainalysis, un individuo noto per aver condotto frodi tramite falsi annunci di lavoro online è diventato una delle principali vittime del recente exploit che ha colpito i portafogli hardware della casa francese Ledger. La perdita definitiva dei fondi è avvenuta il 9 ottobre 2026, quando i criminali hanno svuotato i portafogli compromessi. Si tratta di un furto di bitcoin da circa 4,8 milioni di dollari.

Perché conta
Questa vicenda evidenzia una nuova dimensione del rischio nella custodia delle criptovalute: anche i soggetti che accumulano capitali derivanti da attività illecite non sono immuni agli attacchi tecnici sofisticati. La scoperta, resa pubblica dagli analisti di Chainalysis, mostra come la criminalità organizzata stia utilizzando metodi fisici e informatici combinati per intercettare le chiavi private degli utenti. Per il mercato, questo incidente sottolinea l’importanza della supply chain sicura dei dispositivi hardware e la vulnerabilità residua legata alla distribuzione fisica dei wallet, oltre a mettere in luce la complessità delle indagini blockchain che riescono a tracciare i flussi di fondi anche quando le vittime sono esse stesse attori criminali.
I numeri
Le fonti disponibili riportano dati leggermente diversi sull’importo esatto perso dalla vittima. CoinDesk indica una cifra approssimativa di quasi 5 milioni di dollari, mentre Decrypt e Bitcoin Magazine specificano un valore stimato di 4,8 milioni di dollari, corrispondente a circa 60 bitcoin. Secondo l’investigatore blockchain Specter, citato da Bitcoin Magazine, il totale dei fondi drenati nell’intero attacco a Ledger potrebbe raggiungere gli 86 milioni di dollari. I proventi della truffa originaria erano stati trasferiti su tre indirizzi Ledger il 22 settembre; il 9 ottobre i ladri hanno spostato tutti i bitcoin in un unico wallet segnalato come rubato.
Cosa resta da capire
Al momento non è stato ancora rivelato l’importo totale esatto delle perdite complessive dell’attacco da parte di Ledger, che si affida alle stime di terze parti. Inoltre, sebbene sia stato confermato che il rivenditore malese CryptoBilis ha cessato la vendita dei prodotti Ledger e che l’azienda sta collaborando con le forze dell’ordine, i dettagli specifici sull’identità del gruppo criminale responsabile dell’installazione degli impianti malevoli nei dispositivi restano oggetto di indagine. Si ricorda inoltre che a luglio si era verificato un incidente separato riguardante gli utenti Coldcard, legato a un bug nel firmware, ma questo non è direttamente collegato all’episodio Ledger.
Fonti: CoinDesk, Decrypt, Bitcoin Magazine.
Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.
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