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Starship verso il primo volo orbitale: i dettagli della missione Flight 14

Starship verso il. SpaceX ha annunciato l’imminente preparazione per il primo volo in orbita di Starship, identificato come Flight 14. La missione è progettata per trasportare satelliti destinati all’ampliamento della rete internet e per testare le capacità di rientro controllato del veicolo nell’atmosfera terrestre.

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Il carico utile previsto per questa missione è specificamente indirizzato a potenziare la capacità della rete Starlink. A differenza dei precedenti 13 test, che avevano seguito traiettorie suborbitali – riportando il veicolo verso l’atmosfera senza necessità di ulteriori accensioni – Flight 14 mira a raggiungere un’orbita terrestre bassa. Per rimanere in orbita è necessaria una velocità orizzontale di circa 28.000 chilometri all’ora, bilanciando la caduta continua dovuta alla gravità con la curvatura della superficie terrestre.

Starship verso il: perché è importante

Il programma di Flight 14 prevede che Starship compia circa sei giri attorno alla Terra a un’altitudine di 275 chilometri durante una missione che durerà quasi dieci ore. L’ammaraggio finale è previsto nell’Oceano Pacifico, a ovest del Cile. Dopo la fase iniziale di ascesa, i controllori valuteranno attentamente lo stato della nave prima di autorizzare l’accensione necessaria per inserirla in orbita; qualora le condizioni non fossero ottimali, il veicolo proseguirà su una traiettoria suborbitale verso l’Oceano Indiano.

A bordo del veicolo ci saranno 26 satelliti Starlink V3. SpaceX stima che ciascun satellite aggiungerà un terabit al secondo alla capacità complessiva della rete, per un totale di 26 terabit. Dopo il rilascio in orbita, i satelliti apriranno le antenne e i pannelli solari, stabiliranno collegamenti radio e laser e utilizzeranno i propri propulsori per raggiungere l’orbita operativa designata. L’azienda prevede che questi nuovi satelliti potrebbero iniziare a fornire servizi agli utenti poche settimane dopo il lancio, una volta completati tutti i controlli necessari.

Per effettuare il rientro sulla Terra, Starship dovrà riaccendere un singolo motore Raptor e modificare la propria traiettoria. SpaceX sottolinea che l’ingresso in orbita è strettamente vincolato alla disponibilità di sufficiente ridondanza nei sistemi critici per questa successiva manovra. Tre satelliti a bordo porteranno telecamere dedicate all’osservazione dello scudo termico della nave durante il volo, trasmettendo immagini a terra. Il test comprenderà anche la valutazione di nuovi sistemi di fissaggio delle piastrelle e geometrie curve progettate per ridurre il riscaldamento negli interstizi.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Un elemento significativo è rappresentato dal riutilizzo di componenti: due piastrelle recuperate da Ship 40 voleranno su Ship 41, segnando il primo caso di riutilizzo di questi elementi all’interno del programma Starship. Anche il booster Super Heavy incorpora diverse modifiche hardware e software. Durante il volo precedente, ostruzioni causate dalla formazione di ghiaccio avevano interrotto prematuramente la manovra di ritorno, causando un impatto violento in mare. Per questo nuovo tentativo, sono stati apportati miglioramenti al sistema di filtraggio verso i motori e al software di riaccensione, con l’obiettivo di ottenere un ammaraggio controllato.

SpaceX considera le missioni orbitali come una base fondamentale per successive prove di trasferimento di propellente nello spazio, un passo cruciale per lo sviluppo dei viaggi oltre l’orbita terrestre. Il lancio resta comunque subordinato all’ottenimento delle necessarie approvazioni regolatorie e, anche in caso di successo, il riutilizzo completo e rapido del sistema richiederà ulteriori dimostrazioni.

Fonte e approfondimento su starship verso il: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.