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Universal Music Group e ElevenLabs collaborano per una piattaforma di remix musicale con licenza

Universal Music Group (UMG) ed ElevenLabs hanno annunciato un accordo pluriennale che porterà allo sviluppo di una piattaforma dedicata alla creazione musicale, rivolta ai fan. Questa nuova piattaforma consentirà agli utenti di produrre remix, mashup, nuove interpretazioni dei brani e quelle che il comunicato stampa definisce “esperienze vocali personalizzate”, utilizzando la musica degli artisti e degli autori che sceglieranno di aderire all’iniziativa.

universal music group

La piattaforma è attualmente in fase di sviluppo e non ha ancora un nome commerciale definito. UMG sottolinea che l’accesso al catalogo musicale sarà limitato agli artisti e agli autori che esplicitamente daranno il loro consenso, senza specificare al momento la dimensione del gruppo di partecipanti o i termini economici dell’accordo.

Universal music group: perché è importante

Questo nuovo prodotto si distinguerà dalle soluzioni già offerte da ElevenLabs, ovvero la Music API – che mette a disposizione modelli musicali per sviluppatori, media e piattaforme social – e ElevenMusic, l’applicazione per generare e modificare brani originali con controllo su voce, strumentazione, stile e arrangiamento. Entrambe queste ultime sono state create senza licenze da parte di major discografiche.

“Combinando la comunità globale di UMG e la sua competenza nella gestione dei diritti con i nostri modelli e prodotti di IA, permetteremo ad artisti e autori di creare nuove esperienze per i loro fan, assicurandoci che siano equamente remunerati”, ha dichiarato Mati Staniszewski, cofondatore e amministratore delegato di ElevenLabs. L’azienda evidenzia come questo accordo rappresenti un traguardo significativo: è la prima impresa nel settore dell’IA audio a ottenere una licenza da parte della più grande etichetta discografica del mondo.

UMG sta inoltre sviluppando internamente una piattaforma di IA musicale in collaborazione con Udio e ha stretto accordi di licenza con aziende come Spotify, Nvidia e Klay. Recentemente, Suno ha presentato i suoi primi modelli addestrati su cataloghi musicali concessi in licenza da Warner Music Group, BMG e altri partner del settore, ma non ha incluso brani provenienti dal catalogo Universal.

Sul fronte legale, Sony ha intentato una causa contro Udio per presunta violazione del diritto d’autore su 30.000 brani, mentre un tribunale tedesco ha stabilito che Suno aveva effettivamente violato il copyright. Altre cause legali sono state risolte con accordi transattivi: la disputa avviata da Warner contro Udio nel 2024 si è conclusa con una licenza.

Una coalizione di major discografiche, tra cui UMG, ha inoltre chiesto che i brani generati dall’intelligenza artificiale vengano esclusi dalle classifiche musicali internazionali. Secondo gli esperti del settore, le licenze e i contenziosi legali rappresentano due facce della stessa medaglia: le cause definiscono il costo dei diritti d’autore, mentre gli accordi permettono di monetizzare tali diritti.

Universal si presenta quindi a ElevenLabs come un potenziale partner commerciale piuttosto che come una controparte processuale. Le “esperienze vocali personalizzate” rappresentano un ambito particolarmente delicato per l’industria discografica, poiché riguardano la protezione delle voci degli artisti.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Nel 2023, Universal aveva richiesto la rimozione da servizi di streaming di un brano generato dall’IA che imitava le voci di due suoi artisti. In queste ore, la stessa azienda concede in licenza il lavoro vocale a ElevenLabs, specializzata nella clonazione della voce. La logica sottostante a questa decisione sembra essere che, se le voci sintetiche sono destinate a diffondersi, una major preferisce che siano utilizzate legalmente, con il consenso degli artisti e un adeguato compenso.

ElevenLabs opera nel rispetto dell’AI Act europeo. Un prodotto di consumo che genera voci sintetiche di persone identificabili comporta obblighi di trasparenza indipendenti dalla regolarizzazione dei diritti d’autore; la licenza con Universal risolve la questione del copyright, ma non quella dell’etichettatura e della divulgazione. Restano inoltre aperte le questioni relative alla gestione delle creazioni generate dai fan: chi detiene i diritti sul brano generato, con quale licenza può essere distribuito e se potrà essere caricato su servizi di streaming.

I fondatori di ElevenLabs sono due cittadini polacchi, e lo Stato polacco ha recentemente acquisito una quota dell’azienda per 11 milioni di dollari. Staniszewski ha pubblicamente dichiarato che l’azienda ha raggiunto un fatturato di 600 milioni di dollari, dati che The Next Web interpreta come segnale del peso crescente delle aziende europee nel settore dell’intelligenza artificiale.

Per una tecnologia che per tre anni è stata percepita come una minaccia per gli interpreti, ottenere la firma di una major discografica rappresenta un risultato significativo, al di là dei dettagli della licenza stessa.

Fonte e approfondimento su universal music group: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.