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Facciamo una piccola disamina del nostro AIO.
Partiamo dalla pompa, con un motore PWM capace di raggiungere i 2800 RPM massimo e 800 di minimo. Il produttore non ci da dati sui litri ora spostati, come quasi nessuno. A contatto con la CPU troviamo una placca di rame con micro canali per favorire lo scambio termico con il liquido.
Non dimentichiamoci che sulla pompa è presente una ventola che varia la sua velocità da 400 a 2500 RPM. Questa ha il doppio compito di tenere fresca la pompa e dissipare i VRM della scheda madre. Una soluzione che apprezziamo tanto soprattutto nelle configurazioni di fascia alta.
Ad occuparsi della dissipazione del liquido il radiatore. La serie Freezer vanta uno dei radiatori più spessi sul mercato. Con uno spessore di 38 mm infatti garantisce una folta e spessa superficie lamellare per la dissipazione del liquido.
Le ventole utilizzate sul radiatore sono delle 2x P14 PWM PST A-RGB, capaci di lavorare da 200 fino a 1900 RPM. Con un CFM di quasi 70 e una pressione statica di 2.00 H20 garantiscono ottime performance dissipative sui radiatori.
Ora andiamo alle chicche.
Il nostro AIO utilizza solo due cavi per controllare tutte le ventole e la pompa e far funzionare gli ARGB.
Però è possibile utilizzare tre cavi PWM con uno specifico adattatore per la pompa, le ventole del radiatore e la ventola della pompa.
Il sistema di montaggio ci permette di montare il dissipatore leggermente più spostato verso il basso di 5 MM. Una chicca per gli utenti AMD e il loro Hotspot leggermente spostato verso il basso.
Per i sistemi intel è stato incluso un telaio a contatto che sostituisce quello originale che troviamo già montato sulla scheda madre. Questo per dare una pressione uniforme sulla CPU ed ottenere una dissipazione perfetta.
E cosa non da poco, il dissipatore arriva completamente montato, quasi plug and play. Un risparmio di tempo per l’utente finale.
Hardware Ready Ready to Bench?
























