Come si potrebbe comunemente pensare una tastiera vale l’altra dato che bisogna solo digitare, e invece no. Essa oltre ad essere esteticamente apprezzabile deve garantirci solidità e dare riposo alle nostre mani in modo da non affaticare il polso durante l’appoggio, evitando così un eventuale tunnel carpale nel lungo periodo.
P.S. a meno di farne un uso intensivo in posizioni molto scomode non incorrerete nel rischio, ma prevenire è meglio che curare.
Nella guida non andremo a trattare la differenza tra tastiere cablate e wireless dato che essa si propone ad uno scelta per un uso prettamente professionale/gaming e quindi il cablato risulta sempre migliore per l’assenza di input lag; inoltre la maggior parte delle tastiere wireless in commercio, per quanto riguarda qualità, intensità del segnale e ottimizzazione nella durata della batteria, Logitech risulta essere la scelta migliore per questo tipo di prodotto.
Prima di tutto è bene valutare la qualità di una tastiera dato che i materiali fanno molta differenza, oltre all’estetica, per quanto riguarda l’ergonomia della stessa. In base al tipo di materiali utilizzati possiamo notare se il prodotto da noi scelto è coerente con il prezzo a cui viene venduto; attualmente in commercio possiamo trovare tastiere in silicone, plastica rigida (lucida o opaca), alluminio e un mix di alcuni dei suddetti.
Silicone: Sono soluzioni veramente low cost per chi vuole un’assoluta comodità e praticità nel trasporto dato che possono arrotolarsi su loro stesse.
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Plastica Rigida: Prodotti più comuni che si caratterizzano nella fascia media. Per quanto ottime anche le migliori plastiche restano sempre plastiche e la qualità è abbastanza per garantire una buona durabilità nel tempo.

Alluminio: Anche in questo caso non sempre l’alluminio è lo stesso e dipende da come viene trattato, ma solitamente lo troviamo nelle tastiere di un certo livello e costo. In questo caso l’acquisto sarà sicuramente di qualità.

La più grande distinzione avviene proprio parlando della struttura di una tastiera ed infatti abbiamo 2 grandi famiglie, a membrana e meccaniche.
Membrana
Le tastiere più comuni in commercio che vanno ad occupare la fascia medio-bassa e ne esistono anche alcune di molto costose ma per ciò che offrono sono altamente sconsigliabili. Esse hanno un funzionamento molto semplice: quando premiamo un tasto la corrente passa attraverso il circuito stampato per mezzo di una cupola di gomma; esse sono presenti in un unico “rettangolo” morbido disposto tra il circuito e i tasti, disposte lungo i keycaps, ma esiste anche un tipo di tastiera a membrana, chiamata Scissor-Switch, che presenta le suddette cupole solo all’interno dei keycaps, permettendo quindi una pressione più controllata del tasto e una minor corsa.

PRO: Economiche ed danno un feeling morbido sui tasti, offrendo un feedback tattile al limite dell’udibile. Molto comode per chi ama il silenzio durante sessioni di scrittura/gaming.
CONTRO: Qualità mediocre degli switch e feedback tattile scarso, inoltre i tasti tendono ad usurarsi più velocemente rispetto ad una tastiera meccanica.
Meccanica
Qui troviamo le tastiere che occupano la parte più pregiata del mercato e si caratterizzano per qualità e robustezza. Sono più complesse di quelle a membrana ma hanno una digitazione migliore e risultano quindi più adatte alla scrittura. Esse, avendo a disposizione diversi tipi di switch, hanno funzionamenti diversi ma generalmente abbiamo uno switch fisico assieme ad una molla che, una volta premuto, va ad attivare il circuito sottostante per digitare il tasto.

PRO: Ottima qualità degli switch e molto più durature, offrendo anche un ottimo feeling.
CONTRO: Più rumorose di una tastiera a membrana e più costose.
Quando si parla di switch si fa sempre riferimento alle tastiere meccaniche e ne troviamo svariati tipi; i più comuni sono i Cherry MX, i Topre, i Romer-G, i Greetech e i Kailh.
Dei Cherry MX esistono molte varianti e ultimamente possiamo trovare tastiere cinesi con alcuni di questi modificati, ma qualitativamente molto diversi.
Cherry MX Black
Sono lineari e quindi più adattati agli FPS (First Person Shooter) dato che solitamente la pressione richiesta è frequente e richiede una certa forza. Visto l’elevata forza di attivazione sono ottimi per prevenire eventuali errori di scrittura e garantisco un’ottimo controllo e feeling.
Forza di Attivazione: 60 grammi.
Cherry MX Red
Sono una variante più leggere dei Black, quindi ottimi per giochi frenetici. Essi hanno un punto di attivazione molto basso e quindi sono più soggetti ad errori ortografici.
Forza di Attivazione: 45 grammi.
Cherry MX Brown
Sono switch tattili ibridi che offrono una via di mezzo tra Red e Black. Sono così chiamati perchè possiamo chiaramente sentire quando il tasto viene effettivamente premuto e questo ci consente di digitare più velocemente non premendolo tutto quanto.
Forza di Attivazione: 45 grammi.
Cherry MX Blue
Sono switch tattili con un click udibile. Essi quando vengono premuti e arrivano al punto di attivazione generano un chiaro (e per molti fastidioso) suono di click; sono perfetti per la scrittura ma possono comunque causare problemi data la difficoltà nel premere più volte lo stesso tasto e anche per quanto riguarda la forte resistenza per l’attivazione.
Forza di Attivazione: 50 grammi.
Cherry MX Silent
Sono una variante dei Red più silenziosa. Essi hanno un blocco in fibra di vetro rinforzata che garantisce un’attenuazione del suono rendendoli quasi del tutto inudibili e quindi preferibili per chi ama il silenzio ma non vuole rinunciare ad una tastiera meccanica.
Forza di Attivazione: 60 grammi.
Trope
Sono degli switch capacitativi simili agli MX Brown come funzionamento, ma come struttura sono in parte meccanici (molla e stantuffo) e in parte a membrana (cupola di gomma), garantendo un buon punto di attivazione e un morbido feedback tattile e, per il fatto della gestione, sono inoltre privi di ghosting.
Forza di Attivazione: 45 grammi.
Romer-G
Sono degli switch tattili molto simili ai Trope sia come funzionamento sia come feedback tattile; strutturalmente sono leggermente diversi ma offrono lo stesso feedback perchè hanno sempre una cupola di gomma al di sotto dei Keycaps.
Forza di Attivazione: 45 grammi.
Greetech (a sinistra) e Kailh (a destra)
I primi sono degli switch tattili pari agli MX Brown. Sono la nuova scelta per le tastiere Razer e differiscono dai Kailh perchè non hanno un click udibile e offrono una durata maggiore nel lungo periodo.
Forza di Attivazione: 50 grammi.
Gli altri sono degli switch tattili con un click udibile pari agli MX Blue. Essi vengono usati solo da Razer per alcune delle loro tastiere e sono una variante economica dei Cherry MX, sia come funzionamento sia come qualità, infatti nel lungo periodo soffrono di un aumento del rumore a causa della molla di bassa qualità.
Forza di Attivazione: 45 grammi.
Per sopperire al rumore esiste una soluzione alternativa al comprare tastiere a membrana, ovvero comprare degli O-ring; dei semplici cerchi di silicone che, applicati al di sotto dei Keycaps, andranno a ridurre il rumore ma in contemporanea ridurranno anche la corsa, ed è una soluzione che può piacere come no dato che da un diverso feeling nella pressione del tasto.
Sia tra le tastiere a membrana che tra quelle meccaniche possiamo trovare varie tipologie: Standard IBM, Tenkeyless e Ultracompatte.
Le prime coprono il 90% del mercato mondiale e sono composte da 104/105 tasti e un tastierino numerico sul lato destro.

Le tastiere Tenkeyless sono esattamente come le prime, a differenza, come suggerisce il nome, che non hanno il tastierino numerico a fianco; esso può essere una comodità come no, va valutato in base alle esigenze.

Le tastiere ultracompatte sono senza tastierino laterale e i tasti sono molto attaccati l’uno all’altro rendendole il più piccole possibili, comode per essere trasportate.

Le tastiere vanno distinte anche in base al tipo di Layout che possono offrire, ovvero la disposizione dei tasti che può a volte mettere in difficoltà se diversa dal normale standard italiano, ma andiamo ora a vedere quali sono quelli che possiamo trovare in commercio.
Nei Layout dobbiamo distinguere le tipologie di tasti che possiamo trovare:
- Caratteri Normali.
- Caratteri Speciali, ottenibili dalla pressione di Alt GR + il tasto corrispondente.
- Modificatori, ottenibili dalla pressione prima dello stesso e poi del carattere da modificare.
Layout Italiano

Layout che comunemente utilizziamo e si caratterizza per la presenza di 105 tasti e un tasto Shift sinistro molto corto. Permette la digitazione di pochi caratteri speciali e non sono presenti modificatori dato che le vocali accentate sono preimpostate di default. Unica particolarità sono le parentesi graffe che si ottengono premendo Alt Gr + Shift + è/+.
Buon Layout e abbastanza comodo ma manca di molti caratteri speciali che spesso vengono utilizzati e il tasto Shift risulta corto e a volte scomodo.
Layout USA Internazionale

In questo Layout possiamo trovare moltissimi caratteri speciali (identificati in blu ed azzurro), i primi si ottengono premendo Alt Gr + carattere, mentre i secondi premendo Alt Gr + Shift (o lasciando attivo il Caps Lock) + carattere.
Dato che in questo Layout non sono presenti vocali accentate ecco un metodo semplice per poterle utilizzare:
‘ + vocale = vocale con accento acuto (á é í ó ú).
` + vocale = vocale con accento grave (à è ì ò ù).
^ + vocale = vocale con accento circonflesso (â ê î ô û).
“ + vocale = vocale con dieresi (ä ë ï ö ü).
~ + n, o, a = lettera con tilde (ñ õ ã).
Se cercate una tastiera comoda e completa sotto tutti i punti di vista il Layout USA è quello che fa per voi e, una volta abituati, non vorrete più tornare indietro.
Layout UK

Una via di mezzo tra quello USA e quello Italiano, da una parte per la disposizione dei tasti e la presenza di modificatori, dall’altra per il tasto Shift corto e il tasto Enter abbastanza grande.
Anche in questo caso abbiamo lo schema del Layout USA per le vocali accentate, con una piccola differenza:
Alt Gr + vocale = vocale con accento acuto (á é í ó ú).
` + vocale = vocale con accento grave (à è ì ò ù).
“ + vocale = vocale con dieresi (ä ë ï ö ü).
^ + vocale = vocale con accento circonflesso (â ê î ô û).
~ + n, o, a = lettera con tilde (ñ õ ã).
Come il Layout Italiano, il Layout UK offre pochi caratteri speciali e aggiunge dei modificatori, quindi è una scelta abbastanza difficile tra i 2.
Layout Tedesco

Primo caso di Layout non QWERTY ma QWERTZ dove troviamo Y e Z invertite e qualche piccola modifica nella disposizione dei caratteri, specialmente la presenza di vocali con dieresi.
Per ottenere vocali accentate il metodo è sempre lo stesso, con il modificatore di fianco al Backspace possiamo utilizzare:
` + vocale = vocale con accento grave (à è ì ò ù).
‘ + vocale = vocale con accento acuto (á é í ó ú).
^ + vocale = vocale con accento circonflesso (â ê î ô û).
A parte il fatto della posizione scomoda degli accenti, quello Tedesco resta un Layout molto valido ma consigliabile in caso non si trovi uno dei precedenti.
Layout Francese

Altro caso in cui la disposizione è molto diversa, infatti si passa da QWERTY ad AZERTY spostando molte lettere, e la maggiore particolarità, e forse scomodità, è il fatto che per digitare i numeri in alto dobbiamo premere Shift + tasto corrispondente, dato che premendo solo il tasto digiteremo il carattere (es. & al posto di 1, ecc).
Ci sono alcune vocali che di default non possono essere ottenute in alcun modo, così come le vocali maiuscole accentate, per il resto abbiamo un semplice schema con modificatore:
^ + vocale = vocale con accento circonflesso (â ê î ô û).
“ + vocale = vocale con dieresi (ä ë ï ö ü).
Questo Layout per noi risulta molto scomodo e tendo a sconsigliarlo a meno di avere un disperato bisogno di una determinata tastiera, altrimenti introvabile con i Layout precedentemente consigliati.
POLLING RATE
Come per i mouse, esso è il valore, espresso in Hz, che indica la frequenza con la quale la tastiera invia dati a schermo. Qualunque valore oltre i 100Hz risulta già essere elevato per non notare ritardi dal momento della digitazione al momento dell’azione corrispondente; basti pensare che attualmente in commercio la maggio parte delle tastiere ha un valore, regolabile, che arriva fino a 1000Hz.
GHOSTING
Esso è un fattore molto particolare che consiste nel non poter premere simultaneamente più tasti, specie nelle tastiere più economiche. I tasti agiscono su dei cablaggi a griglia e, per la digitazione, deve essere individuata la circuitazione tra riga e colonna; qualora sulla stessa riga/colonna o più ci siano più tasti premuti la tastiera non acquisirà quelli premuti in seguito, bloccando la digitazione ai pochi che si è premuto.
Per ovviare a questo problema è stato ideato un sistema detto Anti-Ghosting che agisce togliendo queste limitazioni, e viene diviso a seconda di quanti tasti possono essere premuti contemporaneamente con la dicitura KRO (Key Roll Over).
2KRO: Possono essere premuti massimo 2 tasti, il terzo non verrà digitato.
3KRO: Possono essere premuti massimo 3 tasti, poi ci sarà il blocco.
6KRO: Possono essere premuti massimo 6 tasti assieme anche a CTRL, Shift, Alt e Alt Gr.
NKRO: Possono essere premuti quasi tutti i tasti senza incorrere in nessun blocco.
Come di consueto ecco una lista divisa per categoria di cosa conviene acquistare sulla base di quanto scritto sopra.
Tastiere a Membrana
Logitech K380 (Ultracompatta)
Tastiere Meccaniche
Cooler Master Masterkeys PRO S (Tenkeyless)
Cooler Master Storm Novatouch TKL (Tenkeyless)
Hardware Ready Ready to Bench?








