La società che, fino a un anno fa, offriva strumenti agli editori per contrastare i crawler AI, ora avvia una collaborazione sperimentale con OpenAI. Cloudflare fornirà dati in tempo reale dalla sua rete, relativi alla freschezza delle pagine e alla qualità del traffico, per aiutare ChatGPT a individuare più rapidamente nuovi contenuti.

Cloudflare ha avviato un progetto pilota di ricerca con OpenAI per valutare se i propri dati di rete possano migliorare l’accuratezza della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. L’azienda, che gestisce il traffico di oltre un quinto del web, monitora costantemente le modifiche delle pagine e il comportamento degli utenti. Questo test mira a fornire questi segnali – come la novità dei contenuti e la qualità del traffico – al sistema di ricerca e risposta di OpenAI.
L’obiettivo principale è migliorare la scoperta dei contenuti. La qualità delle risposte generate dai modelli AI dipende direttamente dalla pertinenza e dall’aggiornamento delle pagine che le alimentano: un indice obsoleto può portare a informazioni imprecise o datate. OpenAI intende sfruttare la visione in tempo reale del web offerta da Cloudflare per consentire a ChatGPT di individuare contenuti nuovi in tempi più brevi.
“Avere accesso a informazioni aggiornate è fondamentale per fornire risposte accurate agli utenti di ChatGPT”, ha dichiarato Nick Ryder, VP della ricerca di OpenAI, sottolineando come questa collaborazione possa rendere la scoperta dei contenuti più efficiente.
Questo progetto si distingue dagli accordi sui contenuti già stipulati da OpenAI con diversi editori. In questo caso, l’attenzione è focalizzata sulla scoperta, ovvero su come e quanto velocemente i nuovi materiali vengono raggiunti dai sistemi di intelligenza artificiale.
Questa mossa appare in contrasto con le iniziative recenti di Cloudflare. Nel corso dell’ultimo anno, l’azienda ha consentito ai siti web di bloccare i crawler AI a meno che non fosse previsto un compenso per gli editori, sviluppando anche un protocollo per distinguere tra utenti umani e bot. Lo slogan era chiaro: “I tuoi contenuti, le tue regole”. Questo progetto si muove in direzione opposta.
Invece di impedire l’accesso ai contenuti, Cloudflare ora supporta un motore di intelligenza artificiale nel raggiungerli. L’amministratore delegato Matthew Prince ha spiegato che questa collaborazione mira a “rendere la ricerca AI più efficiente e aiutare le persone a ottenere risposte di qualità in modo più rapido”.
La tendenza della ricerca si sta spostando dai link alle risposte dirette. Gli editori temono una potenziale perdita di traffico, poiché i chatbot riassumono il loro lavoro, una preoccupazione che ha spinto le autorità di regolamentazione a introdurre meccanismi di esclusione. Cloudflare si trova quindi su entrambi i fronti: offre strumenti per bloccare i crawler e allo stesso tempo sperimenta sistemi per potenziarli.
Hardware Ready Ready to Bench?