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Bitcoin Core: addio embarghi per i bug trovabili dall’AI

Il 22 ottobre il progetto Bitcoin Core ha approvato una modifica sostanziale alla propria politica di sicurezza. La decisione elimina la pratica dell’embargo prolungato per quelle vulnerabilità del codice che un’intelligenza artificiale potrebbe riscoprire con facilità, ad esempio tramite un singolo prompt a un modello linguistico. In precedenza, i difetti a bassa severità venivano tenuti segreti per circa due settimane, mentre quelli di media o alta gravità potevano restare nascosti fino a un anno, o comunque fino al termine del supporto dell’ultima release interessata.

Bitcoin Core: addio embarghi per i bug trovabili dall'AI

Perché conta

Questa scelta cambia il modo in cui la rete Bitcoin gestisce le minacce emergenti. Secondo Antoine Poinsot, sviluppatore di Chaincode Labs e autore della proposta, i modelli linguistici hanno drasticamente ridotto la barriera all’ingresso per trovare certe classi di problemi. Mantenere segrete queste vulnerabilità non offre più una protezione reale, poiché un attore malevolo potrebbe individuarle autonomamente prima che gli sviluppatori pubblichino le patch. La nuova politica prevede che le correzioni per questi difetti vengano applicate immediatamente a tutte le versioni maggiori ancora mantenute e rilasciate contemporaneamente al software corretto.

Il contesto è reso urgente dai dati raccolti durante l’estate, quando l’AI ha identificato centinaia di bug nel codice di Bitcoin prima che gli sviluppatori umani li individuassero. Inoltre, uno snapshot della rete acquisito il 18 ottobre mostra che circa il 43,6% dei nodi Bitcoin Core auto-dichiarati (3.671 su 8.422 peer totali) esegue versioni non supportate. Questo rende cruciale la distribuzione rapida delle patch per ridurre l’esposizione della rete.

I numeri

Il gruppo di sicurezza interno, il Bitcoin Red Team, composto da 16 sviluppatori, ha analizzato 390 repository legati a Bitcoin. In totale sono stati registrati 4.962 findings, di cui 85 classificati come vulnerabilità critiche. A titolo di esempio del rischio concreto, un exploit recente al wallet hardware Coldcard ha portato alla sottrazione di 594 BTC in appena 25 minuti.

Cosa resta da capire

La nuova politica non si applica alle vulnerabilità critiche a livello di protocollo, come quelle che potrebbero portare al furto diretto di monete o a un’inflazione dell’offerta. Questi casi restano fuori dalla procedura standard e vengono gestiti caso per caso con embarghi specifici. Resta da osservare come la comunità reagirà alla maggiore trasparenza immediata e se questa accelerazione nelle release contribuirà effettivamente a ridurre il numero di nodi che operano su versioni obsolete.

Fonti: CoinDesk, Decrypt, Cointelegraph, Bitcoin Magazine, CryptoSlate.

Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.

Cripto & Financedomenica 25 Ottobre