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JPMorgan: Bitcoin al 10% annuo, supera azioni e oro

Il 20 ottobre 2026, la divisione di asset management di JPMorgan ha pubblicato la trentunesima edizione annuale delle ipotesi di mercato a lungo termine, intitolata ‘Long-Term Capital Market Assumptions’. Per la prima volta nella storia della ricerca della banca, il Bitcoin è stato incluso in questo documento con una specifica fascia di rendimento prevista. Secondo le stime presentate, la criptovaluta dovrebbe generare un rendimento annuo composto del 10% nel prossimo decennio, superando così le proiezioni per le azioni USA large-cap (7,5%), l’oro (5,5%) e il portafoglio bilanciato 60/40 (7%).

JPMorgan: Bitcoin al 10% annuo, supera azioni e oro

Perché conta

L’inclusione del Bitcoin in un report di questo tipo segna un passaggio significativo per la finanza tradizionale. JPMorgan posiziona l’asset come uno strumento speculativo e una copertura contro l’allentamento monetario, definendolo principalmente un asset di rischio ad alto beta che segue la crescita dell’offerta monetaria globale. Tuttavia, la banca mantiene una posizione cauta: il report sottolinea che le correlazioni instabili e l’elevata volatilità impediscono al momento di considerare il Bitcoin come un diversificatore affidabile nei portafogli strategici bilanciati. JPMorgan ha inoltre precisato che l’idea secondo cui il deprezzamento della valuta fiat provocherebbe automaticamente un afflusso verso le criptovalute è «fuorvante». Nonostante ciò, la banca sta integrando la tecnologia blockchain nei propri servizi, portando JPM Coin sulla rete Ethereum e partecipando a iniziative di tokenizzazione delle azioni insieme a BlackRock, Goldman Sachs e DTCC.

I numeri

Le proiezioni quantitative del report indicano una volatilità annualizzata stimata per il Bitcoin del 55%, nettamente superiore al 17% previsto per l’oro. In uno scenario rialzista a lungo termine, il modello di JPMorgan stima che il prezzo del Bitcoin potrebbe raggiungere i 385.000 dollari entro dieci anni. Al momento della pubblicazione dell’articolo su CoinDesk, il prezzo approssimativo era di circa 82.000 dollari. Nel contesto dei flussi di mercato, il lunedì precedente alla diffusione del report si sono registrati ingressi netti di 526,7 milioni di dollari negli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, di cui 665,2 milioni per l’ETF IBIT di BlackRock. Tuttavia, nel mese di ottobre si sono verificate uscite nette totali di 88 milioni di dollari da questi strumenti.

Cosa resta da capire

La previsione di rendimento del 10% è un caso base proiettato nel futuro e non rappresenta un dato storico verificato. Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, ha accolto la previsione ma ha criticato l’ipotesi di volatilità del 55%, ritenendola troppo alta e quindi rendente la stima di rendimento eccessivamente conservativa. JPMorgan non ha ancora raccomandato un’allocation specifica in Bitcoin per i clienti. L’evoluzione futura del ruolo dell’asset nei portafogli dipenderà da variabili non ancora confermate, come il possibile declino della volatilità, la stabilizzazione delle correlazioni con altre classi di attività e l’ulteriore chiarezza normativa, dopo l’approvazione degli ETF spot da parte della SEC nel 2024 e l’avvio di un approccio regolatorio più aperto negli Stati Uniti a partire dal 2025. Il CEO Jamie Dimon ha continuato a esprimere critiche pubbliche sul Bitcoin, definendolo in passato una «truffa iperbolica», pur elogiando la tecnologia blockchain sottostante.

Fonti: CoinDesk, Decrypt, Cointelegraph, Bitcoin Magazine, CryptoSlate.

Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.

Cripto & Financegiovedì 22 Ottobre