Home / News / Instagram e Facebook sotto accusa: l’UE contesta il design potenzialmente dipendente delle piattaforme

Instagram e Facebook sotto accusa: l’UE contesta il design potenzialmente dipendente delle piattaforme

La Commissione Europea ha reso pubblici i risultati preliminari dell’indagine condotta su Meta nell’ambito del Digital Services Act (DSA). L’azienda di Mark Zuckerberg è accusata di aver progettato Instagram e Facebook in modo da creare dipendenza negli utenti, con il rischio di incorrere in una sanzione fino al 6% del suo fatturato globale.

Instagram e Facebook sotto accusa: l'UE contesta il design potenzialmente dipendente delle piattaforme

L’indagine si concentra sul cosiddetto “addictive design”, ovvero su elementi specifici dell’interfaccia utente e degli algoritmi che potrebbero favorire un utilizzo prolungato e difficilmente interrompibile dei servizi. Secondo le autorità di Bruxelles, Meta non avrebbe condotto una valutazione sufficientemente approfondita dei rischi associati a queste caratteristiche, in particolare per quanto riguarda il benessere fisico e mentale degli utenti più vulnerabili, tra cui minori e giovani adulti.

Tra gli aspetti analizzati figurano il sistema di raccomandazione altamente personalizzato, la riproduzione automatica dei contenuti e il meccanismo di scorrimento infinito dei feed. La Commissione sostiene che queste funzionalità siano state concepite per mantenere un elevato livello di coinvolgimento degli utenti, presentando continuamente nuovi contenuti e incentivando la navigazione continua.

L’analisi condotta nell’ambito dell’indagine suggerisce che la combinazione di notifiche, contenuti proposti automaticamente e formati come Reels e Stories potrebbe contribuire alla formazione di abitudini di utilizzo eccessive. Gli utenti potrebbero quindi continuare a scorrere i feed quasi in modo automatico, senza rendersi conto del tempo trascorso.

Il documento preliminare evidenzia inoltre che Meta non avrebbe adeguatamente considerato alcuni dati relativi al tempo trascorso dai minori sulle piattaforme, compreso l’utilizzo notturno di Facebook e Instagram. L’ottimizzazione dei diversi formati video e dei sistemi di raccomandazione sarebbe un elemento che può aumentare il rischio di utilizzo compulsivo.

Bruxelles ha espresso dubbi anche sull’efficacia degli strumenti messi a disposizione da Meta per limitare il tempo trascorso sulle piattaforme. Le funzioni di gestione dell’utilizzo, comprese quelle attivate automaticamente per gli adolescenti, sarebbero facilmente ignorabili e non produrrebbero una riduzione significativa del tempo dedicato ai servizi.

Anche i sistemi di controllo parentale vengono considerati insufficienti. Secondo la Commissione, tali strumenti risultano realmente efficaci solo quando genitori e tutori possiedono adeguate competenze tecniche e dedicano tempo alla configurazione e al monitoraggio delle impostazioni.

Le iniziative informative sulla salute mentale, come i collegamenti verso risorse dedicate all’interno dei centri sicurezza di Meta, non sarebbero sufficienti a mitigare i rischi legati al design delle applicazioni.

Alla luce di queste conclusioni preliminari, la Commissione Europea ritiene necessario un intervento diretto sul funzionamento di Instagram e Facebook. Tra le modifiche ipotizzate figurano la disattivazione predefinita dell’autoplay e dello scorrimento infinito, l’introduzione di pause più efficaci per il controllo del tempo trascorso online e una revisione dei sistemi di raccomandazione affinché siano meno orientati esclusivamente all’aumento dell’engagement.

L’indagine non rappresenta comunque una decisione definitiva. Meta avrà ora la possibilità di consultare gli atti dell’inchiesta e presentare le proprie osservazioni alla Commissione Europea. Sarà coinvolto anche l’European Board for Digital Services, organismo incaricato di supportare l’applicazione del Digital Services Act.

Nel caso in cui le valutazioni preliminari venissero confermate, Bruxelles potrebbe emettere una decisione di mancata conformità al DSA. La normativa europea prevede sanzioni fino al 6% del fatturato annuo mondiale della piattaforma interessata. Considerando che Meta ha registrato nel 2025 ricavi pari a circa 200,97 miliardi di dollari, la multa teorica potrebbe raggiungere una cifra nell’ordine dei 12 miliardi di dollari.

Bruxelles sta portando avanti anche verifiche separate sulle misure di controllo dell’età adottate da Meta per utenti sotto i 13 anni e sugli effetti dei sistemi di raccomandazione, compresi i cosiddetti “rabbit hole”, ovvero percorsi di contenuti che potrebbero esporre gli utenti, soprattutto i più giovani, a una progressiva personalizzazione dei contenuti.

“Proteggere la salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme social”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea responsabile per Tech Sovereignty, Security and Democracy. Secondo Virkkunen, il Digital Services Act offre un quadro normativo chiaro per rendere le piattaforme responsabili del design dei propri servizi e dei loro effetti sugli utenti.