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Google presenta Multi-Party Compute per la custodia istituzionale delle criptovalute

Il 28 ottobre 2026, Google ha presentato in anteprima privata a New York il sistema Multi-Party Compute (MPC), una piattaforma di sicurezza progettata per la custodia istituzionale degli asset digitali. L’evento si è svolto durante il primo simposio sugli asset digitali della società. La tecnologia permette alle banche e ad altre istituzioni finanziarie di frammentare le chiavi private tra ambienti separati, evitando che la chiave completa venga mai assemblata in un unico luogo.

Google presenta Multi-Party Compute per la custodia istituzionale delle criptovalute

Perché conta

Il sistema si posiziona come alternativa ai fornitori attuali del mercato, come Fireblocks, BitGo e Fordefi. Google descrive il servizio come un fornitore neutrale per le banche che necessitano di infrastrutture scalabili per la tokenizzazione e la gestione degli asset digitali regolamentati. Rich Widmann, direttore della strategia per gli asset digitali presso Google Cloud, ha dichiarato che l’adozione di questi strumenti è a un punto di svolta per le istituzioni finanziarie. La piattaforma combina la firma a soglia con motori di policy che verificano i trasferimenti rispetto a limiti e restrizioni prima dell’esecuzione.

I numeri

Alphabet utilizza già il sistema per proteggere i propri asset digitali su Ethereum e Solana. Le configurazioni di sicurezza previste includono soglie di approvazione come «due su tre» o «cinque su sette». Secondo dati citati da Chainalysis, nel 2024 il 43,8% delle criptovalute rubate era attribuibile a chiavi private compromesse. DeFiLlama ha stimato in 16,69 miliardi di dollari le perdite totali per hack fino a giugno, di cui circa il 40% dovuto alla compromissione delle chiavi. I ricercatori di Google hanno inoltre stimato che un computer quantistico sufficientemente potente impiegherebbe circa 9 minuti per derivare una chiave privata Bitcoin da una pubblica esposta.

Cosa resta da capire

La disponibilità commerciale generale del servizio è pianificata per l’inizio del 2027. Al momento, Google non ha divulgato i prezzi del servizio né la tempistica specifica per l’adozione delle firme post-quantistiche, sebbene l’architettura sia progettata per supportarle in futuro senza richiedere agli istituti di ricostruire i sistemi. Le banche e i partner iniziali che stanno testando il sistema in fase privata non sono stati ufficialmente nominati dalle fonti disponibili.

Fonti: CoinDesk, Bitcoin Magazine, Unchained, Block Media.

Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.

Cripto & Financegiovedì 29 Ottobre