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Proton impone Claude agli sviluppatori: il 90% del codice è IA

Un’inchiesta condotta dalla testata americana 404 Media ha rivelato una pressione crescente all’interno di Proton, azienda svizzera nota per la sua suite cloud orientata alla privacy, affinché i propri sviluppatori utilizzino l’intelligenza artificiale nella programmazione. La ricerca, basata su chat interne, documenti aziendali e testimonianze dirette da parte di dipendenti attuali ed ex, evidenzia come Proton stia incentivando l’adozione dell’IA anche a costo di potenziali compromessi sulla qualità e la sicurezza del software.

Proton impone Claude agli sviluppatori: il 90% del codice è IA

L’indagine è partita alla fine di agosto, quando un dipendente ha richiesto alcuni giorni aggiuntivi per effettuare test di sicurezza su codice appena sviluppato. Tale richiesta, considerata una prassi standard nel settore, è stata accolta con disapprovazione dall’amministratore delegato Andy Yen, il quale l’ha definita un “pensiero da perdenti”. Yen avrebbe esortato il team a privilegiare l’efficienza ottenuta tramite l’IA rispetto all’approccio tradizionale e più meticoloso.

Proton: perché è importante

Questa spinta verso l’intelligenza artificiale è motivata dalla percezione che Proton stia registrando performance inferiori agli standard di mercato, con una crescita più lenta del previsto e difficoltà nel raggiungere gli obiettivi di reddito ricorrente annuo derivanti dagli abbonamenti. La dirigenza sembra quindi considerare l’IA come uno strumento chiave per migliorare la produttività e accelerare la crescita.

Tuttavia, questa strategia solleva una contraddizione ideologica significativa. Il direttore tecnologico di Proton ha dichiarato che il 90% del codice scritto nel mese di ottobre è stato generato tramite l’IA, in particolare utilizzando Claude, un modello sviluppato da alcune delle principali aziende tecnologiche statunitensi. Questa scelta contrasta con la posizione storica di Proton, che si propone come alternativa svizzera per la tutela della privacy e la sovranità dei dati personali.

Per incentivare ulteriormente l’adozione dell’IA, Proton ha installato un software sui computer di tutti i dipendenti in grado di monitorare la quantità di codice generato tramite strumenti di intelligenza artificiale. È stata inoltre creata un’apposita casella email per segnalare eventuali ostacoli all’implementazione e sono stati programmati colloqui individuali con gli sviluppatori per valutare il loro atteggiamento verso la nuova tecnologia, con possibili ripercussioni sulla loro carriera professionale.

L’azienda sembra intenzionata a mantenere nel proprio organico esclusivamente programmatori che abbracciano pienamente l’IA. Chi esprime dissenso o solleva dubbi sulle modalità di implementazione viene invitato a lasciare l’azienda. Nel suo manifesto dedicato all’intelligenza artificiale, Proton ha affermato che la figura del programmatore tradizionale è destinata a scomparire sia nella fase di scrittura che in quella di revisione del codice.

Cosa cambia e quali sono gli effetti

Le assunzioni di nuovi sviluppatori sono state sospese e, a partire dal 2027, Proton prevede di assumere esclusivamente product manager incaricati di sviluppare il nuovo software utilizzando unicamente l’intelligenza artificiale. Interpellata da 404 Media in merito alle accuse sollevate, Proton non ha contestato i fatti riportati, limitandosi ad ammettere la presenza di ansia e malumore tra i dipendenti e riconoscendo che la dirigenza potrebbe essere stata “troppo schietta o lenta nello spiegare” le proprie decisioni.

Le tensioni interne all’azienda non riguardano solamente l’adozione dell’IA, ma anche lo sviluppo di nuove funzionalità. Recentemente, è stata introdotta la crittografia post-quantistica, inizialmente limitata ai nuovi messaggi a causa di complessità tecniche che rendevano difficile applicarla retroattivamente ai messaggi precedenti. A seguito delle critiche espresse dalla community su Reddit, l’amministratore delegato ha imposto agli sviluppatori di risolvere il problema, definendo “stupide” le loro giustificazioni tecniche e chiedendo loro di difendere la reputazione dell’azienda con i propri account personali, sostenendo che “la percezione è più importante della verità; la verità non conta se non vinci sul piano della percezione”.

Fonte e approfondimento su Proton: articolo originale.

* Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.