Finalmente siamo qua a provare e a testare, la nuova GPU top di gamma di Nvidia, ovvero la GTX 1080 edizione Founders.
Come ormai tutti sanno, la GTX 1080 si basa sulla nuova architettura di Nvidia denominata Pascal, che promette bassi consumi ed un’elevata efficienza, questo grazie anche al fatto di aver adottato il processo produttivo a 16nm.
Andiamo a scoprire insieme questa nuova proposta di Nvidia!
Geforce GTX 1080 si basa sulla nuova architettura denominata Pascal, di cui fa il suo punto di forza l’elevata efficienza.
Il chip a bordo della scheda è il GP104, equipaggiato da 2560 CUDA core, che operano alla frequenza base di 1607MHz, che tramite all’ultima verisone del GPU Boost, ovvero la 3.0, arriva in automatico a 1734MHz. E’ composta da ben 7,2 miliardi di transitor in una superficie di 314mmq. All’interno del GP104 troviamo quattro Graphics Processing Cluster, di cui ognuno di essi include cinque Thread/Texture Processing Cluster e un ruster engine. Abbiamo 20 SM, dove al suo interno troviamo 128 CUDA core ciascuno, per un totale di 2560 e 160 unità texture.
Nel back-end della GPU troviamo otto controller di memoria a 32 bit, con un bus di 256 bit, con otto ROPs e 256 KB di cache L2, per un totale di 64 ROPs e 2MB di cache.
Nvidia sulla GTX 1080 ha adottato le memorie GDDR5X, versione successiva delle GDDR5, per poter aumentare il bandwidth. Grazie a queste memorie, Nvidia è riuscita a portare il bandwidth a 320 GB/s, questo grazie all’elevata velocità delle GDDR5X, ovvero 10 Gb/s.
Con questa nuova architettura è stato introdotto il processo produttivo a 16nm FinFET Plus di TSMC, garantendo una velocità superiore del 60%, e consumi inferiori del 70% rispetto ai 28HPM.
Insieme a questa architettura, Nvidia ha inoltre introdotto alcune novità per quanto riguarda il Multi GPU. Con la GTX 1080 e anche con la 1070, il supporto allo SLI a tre e quattro vie sarà limitato solo a determinate applicazioni. Questo perché Nvidia ha presentato il nuovo bridge HB. Questo nuovo bridge, va a sfruttare tutti e due i connettori presenti nella scheda, andando quasi a raddoppiare la banda passante, in modo da evitare stuttering ed avere una migliore sincronia dei fotogrammi.
| Modello | GeForce GTX 1080 | GeForce GTX 1070 | GeForce GTX Titan X | GeForce GTX 980 Ti | GeForce GTX 980 |
| GPU | GP104 | GP104 | GM200 | GM200 | GM204 |
| CUDA core | 2.560 | 1.920 | 3.072 | 2.816 | 2.048 |
| Clock GPU | 1.607 MHz | 1.506 MHz | 1.000 MHz | 1.000 MHz | 1.126 MHz |
| Boost clock GPU | 1.734 MHz | 1.683 MHz | 1.075 MHz | 1.075 MHz | 1.216 MHz |
| ROPs | 64 | 64 | 96 | 96 | 64 |
| TMU | 160 | 120 | 192 | 176 | 128 |
| Processo produttivo | 16nm | 16nm | 28nm | 28nm | 28nm |
| Clock memoria | 10.008 MHz | 8.008 MHz | 7.008 MHz | 7.008 MHz | 7.008 MHz |
| Memoria dotazione | 8 GB | 8 GB | 12 GB | 6 GB | 4 GB |
| Bandwidth memoria | 320 GB/s | 320 GB/s | 336 GB/s | 336 GB/s | 224 GB/s |
| Architettura memoria | GDDR5X | GDDR5 | GDDR5 | GDDR5 | GDDR5 |
| Bus memoria | 256bit | 246bit | 384bit | 384bit | 256bit |
| TDP | 180w | 150w | 250w | 250w | 165w |
| Alimentazione | 8pin | 8pin | 8pin+6pin | 8pin+6pin | 6pin+6pin |
La GTX 1080 che abbiamo sotto mano è la Founders Edition, ovvero il modello di riferimento di Nvidia.
Con la serie 10, Nvidia ha deciso di rivisitare l’aspetto del dissipatore di riferimento, donandole un look, molto più aggressivo e decisamente moderno.
Al tatto è davvero solida, questo grazie alla sua copertura in metallo. La scheda pesa poco più di 1KG (1015gr) ed è lunga 27cm.
Come Nvidia ci ha abituato con la GTX 980, anche nel suo successore troviamo il backplate. Composto da due parti di alluminio, troviamo incisi il logo Nvidia e la scritta Geforce GTX 1080. Questo backplate ha il solo scopo di migliorare il look della scheda, non ha alcuna funzione dissipante, tantè che Nvidia stessa consiglia di rimuoverlo nei sistemi multi GPU.
Nel lato superiore troviamo la scritta Geforce GTX, che si illumina di verde, e che possiamo creare diversi effetti tramite il programma Geforce Experience.
Il singolo connettore da 8 Pin, in grado di fornire la corrente necessaria per alimentare la scheda.
Nella parte posteriore possiamo intravedere parte della massa radiante del dissipatore di riferimento.
I due connettori per il bridge dello SLI.
Qua troviamo le varie uscite video, tre diplay port 1.4, un HDMI 2.0, e un DV_D.
Nvidia anche quest’anno, nella scheda di riferimento, ha utilizzato il sistema DHE (Direct Heat Exhaust). La ventola radiale raccoglie l’aria fresca, che viene soffiata attraverso le alette del dissipatore, posto sotto la copertura di alluminio, e successivamente viene espulsa all’esterno del case. Una delle novità introdotta da Nvidia nella edizione Founders è il dissipatore a camera di vapore. Anche il designed è stato rinnovato, donando un look più moderno ed aggressivo alla scheda, mantenendo però lo schema colori che siamo ormai abituati a vedere dalla serie 700 in poi.
Nel retro del dissipatore troviamo i pad termici delle memorie e dei VRM, ed i connettori per la scritta Geforce GTX e per la ventola.
Come detto prima, il backplate della GTX 1080, è diviso in due parti, che Nvidia consiglia di togliere per chi vorrà fare un sistema a multi GPU. Nella parte esterna possiamo notare la scritta Gerforce GTX 1080 e il logo Nvidia.

Una volta rimosso completamente il dissipatore dal PCB, la prima cosa che notiamo subito è la GPU, con la scritta GP104 incisa su di essa. Con una superficie di 314mmq, è molto più piccola delle soluzioni precedenti.
A bordo della scheda troviamo otto moduli di ram GDDR5x, prodotti da Micron, da 1 GB ciascuno.

Gli ingeneri di Nvidia, per la GTX 1080, hanno adottato un sistema di alimentazione a sei fasi. Cinque di esse sono dedicate alla GPU, mentre una, quella in alto di colore diverso, serve per alimentare costantemente le memori GDDR5X. Il tutto viene affidato ad un singolo connettore a 8 pin.

Nvidia ha cambiato anche il controller PWM dei voltaggi, infatti troviamo un µP9511P. Questo nuovo controller non è compatibile con gli attuali programmi di overclock come MSI Afterburner o EVGA PrecisionX, infatti non possiamo variare in alcun modo, si spera per il momento, i voltaggi.
Il retro della scheda risulta essere pulito e ben ordinato.
La configurazione con cui andremo a fare i test è composta da:
- i7 5802k @ 4.5GHz;
- Asus X99 E-WS;
- 32 GB Kingston HyperX Predator @ 3000MHz;
- Leadex Superflower 1600w;
- Samsung 850 Pro 250GB, 2x Samsung 850 Evo 500GB.
- Windows 10 64bit
- Nvidia Geforce 368.39 WHQL
I test sono eseguiti tutti ad ultra.
3DMARK 13
FIRESTRIKE
UNGINE HEAVEN
preset: custom
Api: DX11
quality: ultra
tessellation: extreme
AA:8x
Resolution: 1920×1080
Catzilla
Crysis 3

Per quanto riguarda questo gioco possiamo parlare di sicuro di uno dei migliori, se non il migliore, motore grafico in circolazione il CryEngine 3. Fin dall’uscita del primo episodio della serie Cryteck ci ha abituato a motori capolavoro che hanno fatto diventare Obsoleti la maggior parte dei pc da gioco, anche con Crysis 3 la potenza non è mai abbastanza.
La tecnologia di rendering utilizzata è deferred rendering, che processa prima le parti più importanti, questo è dovuto alla scarsità di memoria e potenza di elaborazione delle console.
Il cryEngine 3 è quel che più si avvicina al foto realismo, nonostante Cryteck abbia rinunciato agli spazi aperti e alla possibilità di libertà di movimento, scegliendo comunque ambienti piccoli per Crysis 3. In questi è possibile aumentare la qualità dell’immagine in modo inverosimile .
Un grade lavoro è stato fatto sulle Ombre e illuminazione, queste ultime raggiungono un alto grado di realismo nonostante il basso impatto sulle prestazioni, poi il Light Propagation Volume (LPV) per approssimare la luce indiretta nelle scene completamente dinamiche.
Moltissimi sarebbero i dettagli di questo motore grafico, vi consiglio però di provarlo con i vostri occhi.
Battlefield 4

La grafica per uno dei migliori giochi di simulazione di guerra è affidata al Frostbite 3, questo utilizza un rendering che sfrutta Microsoft DirectComputer per la gestione dell’illuminazioni in tempo reale e proprio l’illuminazione che viene curata nei minimi particolare suddividendola in piccole parit e calcolando il singolo raggio, le particelle sono integrate in esso fornendo a questa un porzione di illuminazione e la relativa ombra.
Durante il gioco, il G-buffer, attraverso la Resolution Scale, tiene traccia dei parametri dei materiali di cui sono formati gli oggetti. I filtri AA permettono al motore di eliminare artefatti ed arrotondare i bordi, per una qualità d’immagine perfetta. Tutto Ultra msaa 4x.
Thief

Basato su una variante di Unreal Engine, e molto simile a Deus Ex Human Revolution dal punto di vista poligonale, offre una grafica davvero degna di nota, ricostruzione medievale eccellente e Texture in HD, SSAA (SuperSampling Anti-Alias) e gli effetto di fumo fanno il resto.
The Division

Il motore grafico utilizzato è un nuovissimo SnowDrop, inoltre per la fisica molto sviluppata del gioco è stata utilizzato il motore Havok. Il motore grafico è molto sviluppato, brilla per ottime ombre, nebbia volumentrica ed effetti particellari di grandi livello rendendo l’ambientazione newyorkese realistica ad i massimi livelli.
StarWars: Battlefront
FROSTBITE
Frostbite Engine è il motore grafico sviluppato da DICE per la serie di sparatutto in prima persona Battlefield.
Battlefront sfrutta l’ultima versione, ovvero il Frostbite 3, sviluppata a partire dal 2011, e rilasciata solo nel 2013.
Il motore grafico è in grado di sfruttare le DX 11.1 e si fa riconoscere per la profondità e la cura nei dettagli che è capace di renderizzare, con effetti particellari avanzati, lens flare, ombre dinamiche e FOV elevato.
Diventa uno dei più importanti engine con l’uscita di Battlefield Bad Company 2, grazie alla distruttibilità degli ambienti e alla implementabile moltitudine di dettagli visivi, situazionali e dinamici.
Batman: Arkham Knight
Gioco molto chiacchierato e controverso per via della moltitudine di problemi presenti durante la fase di lancio, e da uno scarso supporto da Warner Bross, Batman: Arkham Knight si basa suul’ormai vetusto Unreal Ungine 3. Nonostante l’età del motore di gioco, l’ultimo capitolo del pipistrello riesce ad offrire un buon dettaglio grafico, complice anche gli effetti introdotti da Nvidia Gameworks.
La terra di mezzo: Shadow of Mordor
Il motore grafico in questione vanta Texture in grado di saturare ben 6GB di memoria grafica, ad ogni modifica gli sviluppatori hanno fornito le specifiche di quanto questa impatterà sull’utilizzo della memoria grafica. Vanta Order Independent Transparency per l’armonizzazione di capelli e pelliccia con l’illuminazione. Presenta una pesante Tessellation.
Need For Speed 
Ormai già da qualche capitolo EA utilizza il Frostbie Engine anche sulla serie Need For Speed, garantendo un’ottimo dettaglio e delle ottime performance.
Rise of The Tomb Raider

Il motore grafico di questo titolo è il Horizon proprietario di Crystal Dynamics, questo è stato migliorato per ottenere una grande fedeltà dell’immagine. All’uscita segnaliamo un uso sproporzionato della RAM.
GTA V

GTA V sfrutta il motore grafico proprietario RAGE (acronimo di Rockstar Advanced Game Engine).
L’obiettivo di Rockstar è stato garantire un realismo senza pari nella renderizzazione degli effetti particellari e degli agenti atmosferici, portandoli ad un livello chiave di rappresentazione cinematografica. La pioggia cadendo formerà delle pozze in terra, che, sempre grazie a RAGE, determineranno la stabilità e l’attrito delle gomme dei veicoli.
La fisica, anch’essa, ha avuto un grande rilievo nelle dinamiche di questo motore grafico, andando ad ispessirsi grazie alla gestione più realistica possibile della fisica e della pesantezza, effetti che però non sotto tutti i punti di vista sono stati programmati con esito positivo.
Ciò che stupisce dell’engine di Rockstar è senza ombra di dubbio il post-processing, che regala effetti grafici migliorati, partendo da un’ottima gestione del Depth-Of-Field e dell’HBAO+. La grafica generata in questa maniera, sopratutto di notte, rasenta il realismo, facendo sì che più di una volta fosse messa in dubbio la veridicità di alcuni screen in-game.
Particolare attenzione è stata data anche alla renderizzazione dell’erba, che vanta una produzione istantanea su ogni ciuffo. Questo chiaramente porta ad una pesantezza difficile da contenere anche per schede Enthusiast come la TitanX, che, però, fa sì che il risultato finale sia impressionante.
RAGE inoltre garantisce prestazioni massime sulle impostazioni grafiche di fascia bassa e media, permettendo a qualsiasi Hardware di sfruttare a pieno le proprie risorse
The Witcher 3: Wild Hunt

Sviluppato sul RedEngine e con motore grafico proprietario dei CD Projekt Red. Questo é in grado di offrire una resa visiva davvero eccelsa, con texture di altissimo livello.
I test riportati di seguito sono stati effettuati impostando al massimo ogni opzione grafica, tranne per l’anti-aliasing (che in questo caso è stato del tutto disattivato).
Come promesso da Nvidia i consumi sono molto ridotti. A frequenza stock difficilmente raggiungiamo i 180w di TDP dichiarati, cosa che invece spesso avviene in fase di overclock con la scheda a 2.1GHz. A conti fatti, l’intero sistema, quindi 5820k e tutto il resto, ha un consumo di 380w in gioco con una GTX 1080 a frequenze base, mentre in overclock i consumi arrivano a circa 400w.
Il dissipatore di riferimento come ci si può be immaginare, non è il massimo in termini di performance. Con la ventola impostata in automatico, la temperatura si aggira sugli 80 grandi, mentre se si utilizza un profilo della ventola un po’ più aggressivo, la GPU non supera i 75 gradi, ma questo a scapito della silenziosità. Con la nuova versione del GPU Boost, ovvero la 3.0, superata la soglia dei 60 gradi, vederemo la frequenza della nostra GPU calare di qualche MHz a seconda della temperatura.

A livello di prestazioni Nvidia con GTX 1080 ha fatto un ottimo lavoro. A seconda dei giochi risulta essere più veloce del 20/30% rispetto alla punta di diamante della serie Maxwell, ovvero la GTX Titan X.
Il dissipatore di riferimento, per quanto sia bello esteticamente, in un case molto spazioso, perde di efficacia, infatti in tutti i test eseguiti la temperatura arrivava molto velocemente attorno agli 80 gradi, raggiungendo gli 83 gradi dopo una sessione di due ore.
Invece trova il suo senso in case più compatti o in sistemi M-ATX dove c’è poco ricircolo dell’aria.
Il prezzo di lancio per la GTX 1080 Founders Edition, è abbastanza elevato, 799€, ed è possibile acquistarla da Amazon cliccando QUA.
Viste le ottime performance, e il dissipatore, che si tiene a bada le temperature, ma che non eccelle in fatto di efficienza, e il prezzo della Founders Edition più elevato rispetto alle varianti custom, assegniamo a questa scheda 4 stelle su 5.
Hardware Ready Ready to Bench?
































