Finalmente l’esclusiva temporale di Rise of the Tomb Riader su Xbox One e Xbox 360 è finita, e l’ultima fatica della giovane e bella Lara Croft, sbarca anche su PC.
Sviluppato da Crystal Dynamics, Rise of the Tomb Raider, è un gioco d’azione ed avventura, nonché seguito diretto di Tomb Raider. Il gioco è distribuito da Mircrosoft, per quanto riguarda le versioni Xbox One e Xbox 360, mentre la versione Pc, uscita il 29 Gennaio, e quella Playstation 4, in uscita alla fine del 2016, sono distribuite da Square Enix.
Andiamo a scoprire insieme quali avventure ha in servo per noi la giovane Lara.
Ambientato esattamente un anno dopo i fatti narrati su Tomb Raider, in questo nuovo capitolo non troviamo più la Lara inesperta e spaventata, ma troviamo una ragazza ambiziosa e determinata.
Le nostre avventure ci porteranno ad esplorare le aride terre della Siria, e le lande gelate della Siberia, percorrendo il retaggio lasciatoci da Richard Croft per trovare la fantomatica Sorgente Divina.
Durante le nostre esplorazioni ci imbatteremo nella Trinità, un’antica setta che da sempre da la caccia alla Sorgente Divina.
Rise of the Tomb Raider non si discosta molto dal suo predecessore, infatti la struttura del gioco è quasi rimasta del tutto invariata.Come già detto in precedenza, si tratta di un gioco d’azione e avventura in terza persona, dove dobbiamo alternarci tra fasi di esplorazione, arrampicata e frenetiche sparatorie.
Tantissime sono le novità introdotte rispetto al precedente capitolo. Ancora una volta ci ritroveremo a scalare pareti rocciose ed antichi palazzi con l’aiuto delle piccozze, che possiamo usare anche nei combattimenti corpo a corpo, e delle frecce con corda, inoltre in nostro aiuto vi è anche un comodo rampino, che possiamo utilizzare per aggrapparci in sporgenze altrimenti irraggiungibili.
La formula di combattimento, è rimasta la medesima, ovvero uno shooter in terza persona. Le armi presenti in Rise of The Tomb Raider sono sostanzialmente quattro, l’arco, la pistola, la mitragliatrice e il fucile a pompa, ma nel corso dell’avventura, ci possiamo imbattere in dei pezzi aggiuntivi per le nostre armi, e una volta trovati tutti sblocchiamo una versione avanzata di esse. Tutte e quattro sono completamente personalizzabili, a patto di avere sufficienti materiali. Crystal Dynamics in questo nuovo Tomb Raider ha adottato un approccio molto più stelath rispetto il predecessore, infatti gli ambienti sono strutturati in modo da poter affrontare la Trinità in maniera furtiva, senza farci individuare, oppure combatterli ad armi spianate. Unica pecca è che il livello di difficoltà, anche se impostato al massimo, è tendenzialmente basso.
Sono state anche delle missioni secondarie, anche se in numero eccelso, dove dobbiamo aiutare i nostri alleati per ottenere la loro fiducia.
Gli sviluppatori hanno dato ascolto ai feedback ricevuti con Tomb Raider, e questo nuovo capitolo non si presenta lineare come il suo predecessore, ma si presenta suddiviso in diverse area, interamente esplorabili, dove possiamo trovare materiali, antichi manufatti da analizzare, che a seconda del periodo storico e della nazione, andrà a migliorare le nostre abilità in suddetta lingua, varie registrazioni e trascrizioni che ci spiegano quello che sta succedendo nel mondo circostante. Sono inoltre presenti anche le tombe, in totale nove, di difficoltà differenti.
Sono presenti gli accampamenti, che oltre da fungere da check point, ci permettono di modificare, armi, inventario e di assegnare i punti abilità.
Quest’ultime si dividono in tre categorie, Combattimento, Caccia e sopravvivenza.
Rise of the Tomb Raider si appoggia sull’Engine Foundation, motore grafico proprietario di Crystal Dynamics.
Su pc gli sviluppatori hanno dato il meglio di se, offrendo un dettaglio visivo al passo con i tempi.
Ogni ambientazione è molto dettagliata e ben curati, che si tratti di palazzi, antiche rovine o spazi aperti, così come anche i personaggi, anche quelli secondari di contorno, offrono un elevato dettaglio rendendo il tutto, per non parlare di Lara, curata in ogni aspetto e con delle splendide animazioni.
Anche il sonoro è di altissimo livello, con una colonna sonora orchestrale che fa da sfondo alle nostre avventure, e con brani che si adattano in tempo reale a quello che accade su schermo, anche il doppiaggio in italiano è di ottimo livello.
Nonostante cotanta bellezza, Rise of the Tomb Raider presenta dei difetti, come l’eccessivo quantitativo di VRAM e Ram usata. Con risoluzione 7680×1440 abbiamo saturato completamente la vram, e il gioco è arrivato ad utilizzare 12 GB di ram.
Sono presenti in questo gioco diverse tecnologie come il Pure Hair, nuova versione dello TressFX di AMD. e HBAO+ di Nvidia, che una volta attivati rendono l’esperienza di gioco ancora migliore.
MINIMI:
- OS: Windows 7 64bit
- Processor: Intel Core i3-2100 or AMD equivalent
- Memory: 6 GB RAM
- Graphics: NVIDIA GTX 650 2GB or AMD HD7770 2GB
- DirectX: Version 11
- Storage: 25 GB available space
CONSIGLIATI:
- OS: Windows 10 64 bit
- Processor: Intel Core i7-3770K
- Memory: 8 GB RAM
- Graphics: NVIDIA GTX 980Ti 2560×1440 or NVIDIA GTX 970 1920×1080
- DirectX: Version 11
- Storage: 25 GB available space
CONFIGURAZIONE DI PROVA:
- OS: Windows 10 64 bit
- Processor: Intel Core i7-5820K @4.7GHZ
- Memory: 32 GB RAM Hyperx Predator @3000MHz
- Graphics: 3x Nvidia GTX 980 TI
- Storage: Samsung 850 PRO
Abbiamo giocato Rise of the Tomb Raider con una configurazione multi-monitor e multi-gpu. Allo stato attuale, il profilo SLI fornito da Nvidia, non è del tutto ben ottimizzato, ma ci siamo armati di pazienza, e ne abbiamo stilato uno che sembra lavorare molto bene, potete scaricarlo direttamente da QUA

Rise of the Tomb Raider è un gioco che ci ha davvero stupito. Dopo averci tenuti incollati per quasi 20 ore allo schermo, con una percentuale di completamento dell’87%, possiamo ritenerci davvero soddisfatti del lavoro svolto. Crystal Dynamics ha saputo ascoltare la critica, ed ha riposto molta più enfasi nelle fasi di esplorazioni, con l’aggiunta di numerose tombe, più o meno complesse, e con l’aggiunta di puzzle che si basano soprattutto sulla fisica e il tempismo. Buone anche i combattimenti, anche se il livello di difficoltà è tendente al basso. Nonostante qualche problema tecnico, come l’elevato utilizzo di RAM e VRAM, Rise of the Tomb Raider risulta essere un ottimo action adventure degno di essere presente nella libreria di ogni gamer.
Hardware Ready Ready to Bench?



























