Il CERN sta modificando una parte della propria infrastruttura Linux, spostandosi verso la distribuzione Debian. Questa decisione riguarda in particolare i computer industriali impiegati nel controllo degli acceleratori e non implica un abbandono generalizzato delle piattaforme derivate da Red Hat Enterprise Linux (RHEL) all’interno del laboratorio europeo.

Il piano prevede il passaggio di oltre 2.200 sistemi embedded e computer industriali a Debian 13 entro la fine del 2026. Questa transizione è motivata dalla necessità di mantenere la compatibilità con hardware più datato, evitando che nuovi requisiti software ne limitino l’operatività.
Il CERN ha beneficiato per circa un decennio di Scientific Linux, una distribuzione derivata da RHEL sviluppata anche grazie al contributo di istituzioni scientifiche e universitarie. Nel 2015 è avvenuto il passaggio a CentOS, mantenendo una base tecnica coerente con l’ecosistema Red Hat. In seguito, gli ingegneri del CERN hanno valutato la possibilità di adottare CentOS Stream come evoluzione naturale, ma le problematiche legate alla compatibilità con hardware più obsoleto hanno portato a rivedere questa scelta.
Il nodo cruciale risiede nell’utilizzo predefinito dell’estensione x86-64-v2 durante la compilazione del software. Questa estensione dell’architettura x86-64 richiede caratteristiche hardware più recenti rispetto alla versione originale x86-64. Per computer industriali progettati per un ciclo di vita prolungato, l’introduzione di una soglia CPU più elevata potrebbe rendere inutilizzabili sistemi che altrimenti funzionerebbero correttamente sia a livello di sistema operativo che hardware.
Per un laboratorio come il CERN, la sostituzione rapida di questi sistemi non è praticabile. I computer di controllo sono strettamente integrati con i sistemi industriali e le apparecchiature degli acceleratori, richiedendo configurazioni stabili e prevedibili. L’utilizzo di Debian 13 su hardware più datato consente quindi di estendere la vita utile delle piattaforme esistenti, evitando che un requisito della toolchain imponga una sostituzione prematura.
La transizione non è priva di sfide. Il team del CERN ha evidenziato alcune lacune negli strumenti standard Debian per la compilazione e la pubblicazione automatizzata dei pacchetti software, nonché difficoltà nella gestione di versioni multiple dello stesso pacchetto da parte di alcuni programmi. Questi aspetti sono particolarmente importanti in un’infrastruttura industriale dove riproducibilità, aggiornamenti controllati e una gestione centralizzata del software rivestono un ruolo fondamentale.
È importante sottolineare che il passaggio a Debian 13 riguarda specificamente i 2.200 sistemi industriali e embedded, mentre data center e sistemi dedicati alla ricerca sperimentale continueranno a utilizzare RHEL e AlmaLinux. Questa distinzione è confermata dalla documentazione ufficiale del CERN.
Debian dispone di un supporto dedicato per gli Accelerator Front-End Systems attraverso un accordo ATS-IT, mentre desktop, laptop e macchine dei data center non rientrano nel supporto Debian generale. Per Debian 13, il laboratorio manterrà repository dedicati e strumenti specifici per la creazione dei pacchetti necessari all’integrazione con le proprie infrastrutture.
RHEL rimane una componente essenziale dell’informatica del CERN. La licenza accademica attualmente in uso scadrà il 31 maggio 2029 e il laboratorio continuerà a supportare RHEL e AlmaLinux nelle versioni 8, 9 e 10. Pertanto, la migrazione dei sistemi industriali può essere interpretata come una scelta mirata, dettata dalle esigenze dell’hardware e dalla gestione a lungo termine, piuttosto che come un rifiuto delle tecnologie Red Hat.
* Contenuto realizzato con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
Hardware Ready Ready to Bench?